Il settore agricolo intravede finalmente l’opportunità di usufruire appieno del credito d’imposta 4.0. Una conquista importante per l’agricoltura che sollecita da tempo sostegno agli investimenti hi-tech e per il rinnovo del parco macchine ultraventennale, requisiti fondamentali per dare seguito al Green Deal Ue. Così Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta dell’ok da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato all’emendamento nel Dl Sostegni sulla cessione del credito. Una vittoria per tutte le imprese italiane e per Cia, intervenuta con proposte concrete sin dalla legge di Bilancio 2020 e durante i vari provvedimenti da inizio pandemia.
​Dunque, spiega Cia, la positiva approvazione delle Commissioni, apre alla possibilità per le imprese, comprese quelle agricole, che investono in innovazione nell’ambito del piano Transizione 4.0, di cedere il relativo credito d’imposta direttamente al fornitore dei beni o ad altri soggetti, tra i quali gli istituti creditizi e gli intermediari finanziari.
​Nel dettaglio, a partire dalla legge di Bilancio 2020, Cia ha sostenuto con specifiche proposte emendative, la necessità di consentire alle imprese non solo di scontare il credito in compensazione con imposte e contributi a debito, ma anche di poterlo cedere in modo da creare un sistema virtuoso e ancor più incentivante, a beneficio non soltanto del settore agricolo, ma di tutta la filiera della produzione di macchine e di attrezzature innovative.
​Per Cia, si concretizza, così, per il comparto agricolo, l’occasione importante di una reale transizione ecologica, con le imprese incentivate dalla misura 4.0 e della cessione del credito, al rinnovo dei mezzi con macchine più moderne, tecnologiche e a bassa emissione C02, in linea da una parte con le sfide ambientali Ue, dall’altra con l’urgenza di ridurre il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Senza dimenticare che l’integrazione con l’hi-tech, sostenuta dal contribuito della ricerca scientifica, resta cruciale nella produzione di cibo fresco e sano e, quindi, nella lotta alle fitopatie e ai cambiamenti climatici.
​“L’approvazione di questo emendamento -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- arriva a tonificare l’attività delle imprese e premia la visione e la tenacia dell’organizzazione che da sempre considera il tema dell’innovazione di grande rilevanza strategica. Innovazione che non vuol dire solo robotica e digitale -aggiunge Scanavino- ma anche, e prima di tutto, risolvere il problema dei macchinari obsoleti, attraverso una programmazione pluriennale che ci attendiamo venga agevolata dai provvedimenti attuativi del PNRR”.
​“Infine -conclude Scanavino- in un momento segnato dalla crisi di liquidità per le aziende a causa della pandemia, la cessione del credito d'imposta favorisce lo sviluppo economico dell'intera filiera agroalimentare in un’ottica di rilancio del Paese. Permetterà all'agricoltura di giocare un ruolo da protagonista nel post Covid e nella sfida green Ue. Dopo l'approvazione da parte delle Commissioni referenti, attendiamo un rapido e risolutivo passaggio nelle Aule parlamentari di Senato prima e Camera successivamente”.

Il settore agricolo intravede finalmente l’opportunità di usufruire appieno del credito d’imposta 4.0. Una conquista importante per l’agricoltura che sollecita da tempo sostegno agli investimenti hi-tech e per il rinnovo del parco macchine ultraventennale, requisiti fondamentali per dare seguito al Green Deal Ue. Così Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta dell’ok da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato all’emendamento nel Dl Sostegni sulla cessione del credito. Una vittoria per tutte le imprese italiane e per Cia, intervenuta con proposte concrete sin dalla legge di Bilancio 2020 e durante i vari provvedimenti da inizio pandemia.

​Dunque, spiega Cia, la positiva approvazione delle Commissioni, apre alla possibilità per le imprese, comprese quelle agricole, che investono in innovazione nell’ambito del piano Transizione 4.0, di cedere il relativo credito d’imposta direttamente al fornitore dei beni o ad altri soggetti, tra i quali gli istituti creditizi e gli intermediari finanziari.

​Nel dettaglio, a partire dalla legge di Bilancio 2020, Cia ha sostenuto con specifiche proposte emendative, la necessità di consentire alle imprese non solo di scontare il credito in compensazione con imposte e contributi a debito, ma anche di poterlo cedere in modo da creare un sistema virtuoso e ancor più incentivante, a beneficio non soltanto del settore agricolo, ma di tutta la filiera della produzione di macchine e di attrezzature innovative.

​Per Cia, si concretizza, così, per il comparto agricolo, l’occasione importante di una reale transizione ecologica, con le imprese incentivate dalla misura 4.0 e della cessione del credito, al rinnovo dei mezzi con macchine più moderne, tecnologiche e a bassa emissione C02, in linea da una parte con le sfide ambientali Ue, dall’altra con l’urgenza di ridurre il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Senza dimenticare che l’integrazione con l’hi-tech, sostenuta dal contribuito della ricerca scientifica, resta cruciale nella produzione di cibo fresco e sano e, quindi, nella lotta alle fitopatie e ai cambiamenti climatici.

​“L’approvazione di questo emendamento -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- arriva a tonificare l’attività delle imprese e premia la visione e la tenacia dell’organizzazione che da sempre considera il tema dell’innovazione di grande rilevanza strategica. Innovazione che non vuol dire solo robotica e digitale -aggiunge Scanavino- ma anche, e prima di tutto, risolvere il problema dei macchinari obsoleti, attraverso una programmazione pluriennale che ci attendiamo venga agevolata dai provvedimenti attuativi del PNRR”.

​“Infine -conclude Scanavino- in un momento segnato dalla crisi di liquidità per le aziende a causa della pandemia, la cessione del credito d'imposta favorisce lo sviluppo economico dell'intera filiera agroalimentare in un’ottica di rilancio del Paese. Permetterà all'agricoltura di giocare un ruolo da protagonista nel post Covid e nella sfida green Ue. Dopo l'approvazione da parte delle Commissioni referenti, attendiamo un rapido e risolutivo passaggio nelle Aule parlamentari di Senato prima e Camera successivamente”.

Con queste parole, il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini ha presentato l'attività dell'azienda orticola di Vigasio: un esempio di un'azienda che attraverso gli investimenti, la ricerca, l'innovazione, anche se considerata "convenzionale", ha tutti i crismi per essere considerata sostenibile e si afferma nei grandi mercati europei.

Ecco il link al servizio.

 

Le emissioni di gas serra in Italia provocate dall’agricoltura? Il 7,1%. Quelle prodotte dal settore energetico sono l’80,5%. Nonostante questo, la zootecnia italiana è sotto attacco, vittima di visioni allarmistiche e messaggi fuorvianti non suffragati dai dati che incidono negativamente sulla filiera e sui consumatori.

Venerdì, 23 Aprile 2021 09:21

Allevamenti bovini e transizione ecologica

Allevamenti bovini e transizione ecologica”. Questo il titolo del webinar promosso da Cia-Agricoltori Italiani, in programma martedì 27 aprile, alle ore 10:30. Obiettivo raccontare un settore pieno di sfumature, che ogni giorno mescola tradizione e innovazione scientifica, e che vuole essere attivamente coinvolto e dare un forte contributo alla sfida della sostenibilità, come chiede l'Europa con il Green Deal.

Cia Veneto ha ospitato oggi il vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti e il presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Veneto Marco Andreoli.

Gelate notturne, le colture di mezzo Veneto in ginocchio. Rischia il 50% di raccolti, soprattutto frutta. 
Nel servizio del TGR Veneto, l'intervista a Gianmichele Passarini, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Veneto

VIDEO

Temperature notturne sotto zero che si sono protratte per molte ore, i vigneti del prosecco in pericolo. Lo segnala Cia Veneto: «Uno sbalzo di temperatura di oltre 20 gradi nel giro di pochi giorni, una anomalia a cui purtroppo ci dovremo abituare e che porterà gravi conseguenze alle colture agricole».

121mila moduli fotovoltaici dislocati su più di 60 ettari a Loreo. “La lotta al consumo del suolo è un punto cardine della nostra attività – sottolinea Cia Rovigo – Ciò che sta accadendo in Polesine, con il nulla osta da parte della Conferenza dei servizi al mega progetto del Parco fotovoltaico, potrebbe avere delle conseguenze nefaste in tutta la Regione”.

Giovedì, 01 Aprile 2021 08:36

Il 6 aprile convegno sul Decreto Sostegni

Gli interventi per il mondo agricolo e per i cittadini previsti dal Decreto Sostegni saranno al centro dell'incontro organizzato da Cia Veneto, in programma il prossimo 6 aprile alle 20.30. Cia Veneto incontro on-line gli agricoltori, i cittadini e le imprese per spiegare le misure di intervento contenute nel decreto legge 41/21.

"La prima impressione sul decreto è positiva - spiega il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - visto che per quanto riguarda le aziende (che hanno subito cali di fatturato superiori al 30% rispetto al 2019) è stata superata la logica dei codici Ateco. Per il settore agricolo arriva finalmente quel riconoscimento che era necessario per sostenere il settore primario, che è stato fondamentale per tutto il periodo della pandemia. Il fondo per le filiere è stato portato da 150 a 400 milioni di euro. Ce ne sono alcune, come quella zootecnica e quella lattiero-casearia, che erano rimaste finora escluse dagli aiuti".

Durantre il convegno si entrerà più nel dettaglio delle misure. A coordinare i lavori sarà il direttore di Cia Veneto Maurizio Antonini. Interverranno Massimo Bagnoli, responsabile fiscale Cia nazionale e Danilo De Lellis, responsabile ufficio lavoro Cia Nazionale. Le conclusioni saranno del presidente Passarini. Il link per il collegamento è: https://zoom.us/j/97373292149?pwd=ejZ6eVcxbGxMdWs3aXFBdnRmeldvdz09

 

«Bisogna riprogrammare e rilanciare la campagna di vaccinazione contro il Covid, con tempi certi, maggiore efficienza organizzativa e nel rigoroso rispetto dei criteri di priorità indicati dalle autorità sanitarie».

Finalmente un segnale concreto per l'agricoltura, le filiere che finora erano state più penalizzate potranno avere il giusto aiuto”.

Giovedì, 25 Marzo 2021 07:00

Il presidente Passarini ospite di TV7

Il presidente Gianmichele Passarini: “Il Recovery Plan offre un’opportunità all’agricoltura, ci sono una settantina di miliardi per la transizione ecologica. Ma dobbiamo fare in modo che le nostre aziende possano cogliere questa opportunità: se chiudono - perché non hanno avuto gli adeguati sostegni - non offriamo un futuro al nostro settore primario”.

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L'intervista del presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini a TV: ecco il filmato

«Ben venga il protocollo per la vaccinazione nelle aziende, ben venga il tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti, per ottimizzare questo percorso».

Cia Veneto, che ha partecipato lunedì mattina all’incontro con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e con l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, plaude al coinvolgimento delle associazioni di categoria, datoriali e sociali nel piano per accelerare la campagna vaccinale.

«Non chiediamo corsie preferenziali o trattamenti di favore: collaboreremo con le istituzioni politiche e sanitarie per rendere il più efficace possibile questo protocollo. Riteniamo che vada data precedenza alle categorie più deboli e – per evitare casi come quelli di Treviso (con la chiamata dei dipendenti comunali e dei giornalisti – che venga prevista una lista di soggetti pronti a subentrare in caso di rinuncia.

In questi giorni cercheremo di preparare una fotografia puntuale e precisa del mondo agricolo, fatto prevalentemente di aziende medio-piccole, e forniremo tutto il supporto che ci verrà richiesto».

Sul ritiro cautelativo del vaccino di Astrazeneca, Cia Veneto attende il pronunciamento degli scienziati. «Speriamo solo non che la campagna non venga ulteriormente rallentata: dopo oltre un anno di convivenza con il coronavirus, abbiamo tutti voglia di lasciarci alle spalle la pandemia».

Supportare il Made in Italy in un momento di crisi per il Paese, agevolando la ripresa con la vendita diretta sul web dei prodotti agroalimentari e puntando sull’innovazione digitale delle aziende. E’ questo l’obiettivo della piattaforma dalcampoallatavola.it, il primo e-commerce che vede protagonisti gli agricoltori italiani su tutto il territorio nazionale. Nata dallo sforzo congiunto tra Cia-Agricoltori Italiani e J.P.Morgan, vuole mettere a disposizione delle imprese agricole uno strumento agile, intuitivo ed efficace, che dia un forte impulso al mercato agroalimentare, dopo lo scossa provocata dall’emergenza Covid. Le performance delle aziende agricole hanno, infatti, risentito degli effetti della pandemia, con una flessione del 3,8% del valore aggiunto nel 2020.

Da qualche anno, la presenza dei produttori sul web risponde alle nuove esigenze del consumatore, sempre più incline a instaurare una relazione digitale con le aziende, che diventi vantaggiosa per entrambi. Il trend è stato, poi, molto rafforzato dall’esperienza del lockdown, che ha consolidato la maggior propensione alla spesa via internet. Nel 2020 si è, infatti, registrato un incremento del +134% dell’acquisto di generi alimentari online, con picchi del +300% fra marzo-aprile e del +183% nelle feste natalizie, mentre si prevede un trend del +62% nel complesso del 2021. Da una survey sul target 18-65, il 95% incrementerà lo shopping di cibo su web (dati Nomisma). L’utilizzo delle piattaforme di e-commerce è diventato anche trasversale a livello generazionale, alla luce dei mutamenti negli stili di vita (7 milioni di smart worker durante il lockdown, DAD e spesa per i genitori più anziani ordinata sul web da parenti più hi-tech).

Il rapido sviluppo con l’incremento di richieste ha, dunque, spinto il mondo produttivo a investire con più convinzione nel digitale, con la finalità di creare community di consumatori che diventino ambassador dei loro acquisti su internet. Fra i molti i modelli di business esistenti (paniere proprietario del produttore, partnership territoriali, Gdo e grandi portali internazionali), Cia ha ritenuto strategico investire in una piattaforma a livello nazionale, che permetta a tutte le aziende -soprattutto quelle che non potrebbero gestire un e-commerce in autonomia- di vendere a un prezzo congruo, recuperando così sulla catena del valore. Con l’aggregazione di un ampio numero di produttori, si potranno offrire panieri molto diversificati ai consumatori, garantendo la sicurezza nei pagamenti e una logistica sostenibile. In questo ruolo si caratterizza la mission di un’associazione moderna di impresa che, oltre al tradizionale ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi delle aziende, deve supportarne a 360 gradi il business.

Il portale, ricco di informazioni, servizi e possibilità di navigazione, vuole rendere semplice l’esperienza di acquisto delle eccellenze del Made in Italy -vino, olio, legumi, farine, conserve, ortofrutta, pasta artigianale, salumi e formaggi- anche grazie a blog, ricette, note culturali e racconti sulle nostre tradizioni alimentari. Sarà, inoltre, presente una sezione per il prodotto fresco attraverso un sistema di geo-localizzazione, che mette in contatto diretto l’acquirente con i venditori a lui più vicini.

“Gli imprenditori agricoli del nostro Paese -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- hanno fatto sforzi incredibili sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 sia per assicurare gli approvvigionamenti necessari al Paese di cibo sano e di qualità, sia per tenere in piedi l’economia delle loro aziende. Occorre ora sostenerne la ripresa con iniziative concrete tagliate sulle nuove tendenze di acquisto e consumo agroalimentare e focalizzate, quindi, sul boom che ha registrato l’e-commerce nel 2020. Infine -conclude Scanavino- occorre rilanciare in modo evidente il valore dei sistemi produttivi territoriali e la qualità dei prodotti regionali. Anche online invitiamo a comprare italiano”.

Dopo “I Prodotti dell’Appennino”, il progetto dedicato alle aziende delle regioni colpite dal terremoto del 2016 che ha sancito l’avvio della collaborazione tra Cia e J.P. Morgan è, dunque, l’emergenza Covid-19 sul tessuto socioeconomico del Paese a impegnare nuovamente le due organizzazioni in un’operazione di rilancio del Made in Italy.

“La pandemia ha mostrato che la crescita delle imprese del settore agroalimentare dipende anche dalla loro capacità di innovarsi e acquisire competenze e strumenti per raggiungere i molti consumatori vicini e lontani che domandano i loro prodotti, mantenendo intatta l’eccellenza che li contraddistingue -ha commentato Francesco Cardinali, Senior Country Officer di J.P. Morgan in Italia-. Siamo orgogliosi di rinnovare il nostro sostegno a Cia e ci auguriamo che questo progetto contribuisca a costruire il futuro delle piccole imprese agricole e a creare opportunità occupazionali nelle comunità dove operano”.

Duecentonovantadue. È il numero di aziende agricole femminili scomparse in Veneto nell’anno della pandemia. Il 2% in meno, secondo i dati dalla Camera di Commercio di Vicenza per tutta la regione, con una regressione da 14.403 a 14.111. unità.
Alla questione dell’imprenditoria agricola femminile è dedicato l’8 marzo della Cia, che per l’occasione ha messo attorno a un tavolo il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, la presidente di Donne in Campo Veneto (l’associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura) Michela Brogliato e l’assessore regionale del Veneto Elena Donazzan, che ha le deleghe al Lavoro e alle Pari Opportunità.

«L’8 marzo della Cia lo abbiamo voluto dedicare alle donne che lavorano in campagna. Sono tante (in Veneto più di una su 5, esattamente il 22,8% del totale delle aziende agricole, che sono poco più di 62mila) e si distinguono non solo per l’attenzione con cui conducono le proprie aziende, ma anche per l’impegno a tramandare le culture locali alle nuove generazioni.
Le aziende agricole al femminile sono le più propense alla diversificazione delle attività a integrazione del reddito, quella che in Cia chiamiamo multifunzionalità. Lo fanno attraverso le fattorie didattiche, attraverso l’accoglienza degli anziani, dei disabili e degli emarginati, delle donne in difficoltà a difendere l’agricoltura di montagna. Le donne in campo sono impegnate a costruire asili nelle aziende dove insegnare ai bambini il valore dell’agricoltura e dell'ambiente e ad offrire catering agricoli alle vicine città».

I dati sulle chiusure delle attività tra la fine del 2019 e la fine del 2020 dimostrano che il sistema ha sostanzialmente retto, ma ha pagato un prezzo salato.

«Non c‘è provincia del Veneto – confermano Passarini e Brogliato – che non chiuda il 2020 con il segno meno: Belluno -2%, Padova -3,2%, Rovigo -4,6%, Treviso -1,1%, Venezia -2,9%, Verona -1,3%, Vicenza -1,1%, per una media regionale appunto del -2%. Il dato è più alto anche rispetto alla media italiana (dove si registra un saldo negativo dell’1,2%)».
Un piccolissimo segnale di speranza è costituito dalle imprese agricole femminili giovanili, cioè con conduttori under 40. «Tra il 2019 e il 2020 il saldo è positivo, anche se si tratta di una manciata di aziende (+1,2%).
Preoccupa però che in alcune province come Rovigo (-6,5%) e Venezia (-4,4%) il calo sia consistente. È una ipoteca negativa sul futuro il fatto che si arrendano anche le imprenditrici giovani».
Una giornata dunque dedicata alla riflessione su un asset strategico dell’agricoltura. «Non si tratta di quote rosa o di opportunità: ma come in tutti i settori, le donne hanno dovuto sopportare un peso maggiore durante la pandemia, dovendo occuparsi della casa, dei figli e del lavoro senza che venisse loro garantito un adeguato supporto».

Il governo ha confermato per il 2021 uno stanziamento di 15 milioni di euro per la concessione di mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro e della durata massima di quindici anni, per iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. «Una misura importante – conferma la presidente Brogliato – ma che fatica a trovare applicazione, come vediamo per le pratiche legate allo stanziamento del 2020».

“La pandemia ha dimostrato che dobbiamo ripensare il nostro modello di vita, puntando ad una sostenibilità che parte dal riconquistare il valore degli spazi, della luce, del verde. In questo il mondo dell’agricoltura, soprattutto quella al femminile, è all’avanguardia. E per questo la Regione del Veneto continuerà a puntare sui di loro, utilizzando la riprogrammazione dei fondi europei come strumento per rendere proprio le donne e le imprenditrici agricole protagoniste del racconto di un nuovo Veneto”. Lo ha affermato oggi l’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan nel corso della conferenza stampa promossa dalla Cia Agricoltori Italiani Veneto. 

“Ringrazio la CIA per la sensibilità a mantenere alta l’attenzione sul tema delle donne in agricoltura – ha dichiarato l’assessore regionale al lavoro, – parliamo di un mondo molto attento al sociale e inclusivo, che avrà l’occasione di trovare risposte nella prossima programmazione dei fondi comunitari. Programmazione nella quale tutti i portatori di interesse sono chiamati a guardare, non solo al fondo per l’agricoltura, il PSR, ma a tutti gli altri fondi in una nuova visione che intende dare risposte precise ai nuovi bisogni. Bisogni che, se prima erano latenti, la pandemia ha fatto emergere con chiarezza”.

Passando al versante delle pari opportunità l’assessore regionale ha messo in evidenza come il mondo dell’agricoltura, diversamente da altri, sia un contesto molto all’avanguardia per quanto concerne il ruolo della donna e della sua affermazione.

“Le oltre 14.000 imprese femminili venete dimostrano che l’universo agricolo è in controtendenza – ha precisato Elena Donazzan, - per questo la nuova programmazione dei fondi europei rappresenta un’occasione fondamentale per il Veneto. È l’occasione per continuare ad investire nel settore primario, della cui importanza molti si sono accorti in questo anno, e di trovare le giuste risorse per sostenerlo e svilupparlo”.

“In questo la Regione – conclude l’assessore regionale al lavoro e pari opportunità – continuerà l’impegno a disporre misure dedicate alle donne, in particolare quelle che lavorano nel grande mondo green, rendendole protagoniste del racconto del nuovo Veneto post-pandemia”.    

Superare l’impasse nelle relazioni commerciali tra Ue e Stati Uniti creata dai dazi Usa per la questione Airbus-Boeing e trovare una soluzione sulla digital tax per inaugurare una nuova stagione di collaborazione, con l’obiettivo di sostenere l’export Made in Italy, in primis agroalimentare, che già combatte con gli effetti della pandemia. Questo l’auspicio di Cia-Agricoltori Italiani, lanciato nel giorno dell’insediamento ufficiale di Joe Biden alla Casa Bianca.

Martedì, 19 Gennaio 2021 10:00

7° Censimento Agricoltura

È partito giovedì 7 gennaio, il 7° Censimento generale dell'agricoltura dell'Istat, con lo slogan "Se ti facciamo domande è perché meriti risposte". I dati serviranno per conoscere le caratteristiche generali delle aziende agricole italiane, l'utilizzo dei terreni, la consistenza degli allevamenti, la forza lavoro utilizzata ed eventuali attività connesse; si tratta quindi di fare una fotografia aggiornata e completa del settore agricolo.

La rilevazione riguarderà 1.700.000 aziende e coinvolgerà anche le realtà più piccole e quelle fuori mercato. Uno specifico focus valuterà anche l'impatto del Covid-19 sul comparto.

La novità del nuovo Censimento è che gli agricoltori potranno essere assistiti nella compilazione del questionario dai Centri di Assistenza Agricola (CAA) che operano sul territorio. Inoltre scompare il classico questionario cartaceo che diventa completamente digitalizzato.

Da quest'anno, il Censimento generale dell'agricoltura non sarà più un appuntamento decennale ma permanente.

Il Censimento 2021 si concluderà entro il prossimo 30 giugno.

Per informazioni rivolgersi presso gli uffici CAA della CIA agricoltori Italiani

Per maggiori informazioni: https://www.istat.it/it/archivio/252320

Giovedì, 10 Dicembre 2020 12:55

ANP Veneto incontra il senatore De Poli

Una serie di incontri in videoconferenza con i parlamentari veneti che siedono nelle Commissioni Finanze – Bilancio e Previdenza Sociale. È l’iniziativa organizzata dall’Anp Cia (l’associazione dei pensionati afferenti alla Confederazione Italiana Agricoltori) che è partito oggi, giovedì 10 dicembre, con il senatore Antonio De Poli.
«I parlamentari veneti sono 67 – spiegano i vertici veneti dell’Anp, che con quelli di Cia Veneto hanno partecipato alla videoconferenza - quattordici dei quali siedono nelle commissioni in cui si sta scrivendo la Legge di Bilancio 2021. A loro ci rivolgiamo per portare avanti le istanze dei pensionati. L'epidemia del Covid-19 ha aumentato le diseguaglianze sociali e provocato un peggioramento delle condizioni di vita di tante persone, soprattutto tra i pensionati con assegni al minimo (515,07 euro) che, al momento, non hanno trovato la giusta attenzione da parte delle istituzioni e sostanzialmente dimenticati nei provvedimenti varati dal Governo a seguito dell'emergenza Covid-19».
E visto che il Governo ha deciso di aumentare l'assegno pensionistico (651,51 euro) a sostegno degli invalidi civili totali, Anp Cia chiede che la misura venga estesa tra le altre categorie, anche agli oltre 455.000 ex agricoltori, che dopo tanti anni di duro lavoro per garantire al Paese la produzione di cibo, la manutenzione del territorio, la cura del paesaggio, spesso si trovano costretti anche in età avanzata, a proseguire il lavoro in azienda, con le difficoltà e i rischi che questo comporta».
Un pensiero particolare è stato destinato ai giovani. «Quelli che cominciano a lavorare oggi si troveranno in prima fascia con una pensione di 250 euro. Bisogna dare un segnale diverso, altrimenti non ci sarà mai ricambio generazionale»
«Si tratta di una piattaforma importante con contenuti molto condivisibili – ha dichiarato De Poli, che tra l'altro è stato anche assessore alle Politiche Sociali in Veneto – e che non è legata alla particolare situazione di emergenza sanitaria, ma che ha radici più profonde. Certamente il Veneto ha saputo affrontare meglio di altre regioni la prima fase della pandemia, perché il suo sistema sanitario mantiene un'impronta pubblica e universalistica che in altre regioni, come in Lombardia, non c’è. Bisogna salvaguardare questo modello, spingendo sempre di più le Regioni, che hanno competenza in materia, sulla presa in carico totale del paziente e sulla integrazione tra gli aspetti sanitari e quelli sociosanitari».
Per quanto riguarda invece gli aspetti legati alle pensioni, De Poli ha ricordato che dalla settimana prossima comincerà il percorso della Legge di Bilancio nelle Commissioni Parlamentari. «Se ci sono emendamenti presentati dai vostri interlocutori, fatemi sapere quali sono: sarà probabile che tutto finisca in un maxiemendamento sul quale il Governo metterà la fiducia, bisogna essere tempestivi. Ma molti dei punti della piattaforma possono diventare progetti finanziati con il Next Generation UE: in quel caso gli interlocutori sono i ministeri e la presidenza del Consiglio. Da parte mia, posso assicurare tutto il mio sostegno alle battaglie di ANP e CIA».
Mercoledì, 30 Dicembre 2020 11:24

Mobilitazione per la Croazia

Cia agricoltori italiani esprime la piena solidarietà al popolo croato martoriato da questi giorni di terremoto. Attraverso le proprie associazioni che riuniscono gli imprenditori dei vari comparti, soprattutto nel settore ittico con Pescagri, Cia agricoltori italiani si sta mobilitando per portare, sin dai prossimi giorni, un aiuto tangibile in quelle zone.
“Anche nella nostra regione - conferma il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - abbiamo messo in moto la macchina della solidarietà, organizzando una raccolta di beni di prima necessità per la vicina Croazia. In accordo con la struttura nazionale e tutte le associazioni, daremo il nostro contributo”.
Lunedì, 21 Dicembre 2020 11:20

Le stime di Cia per Natale

Il Decreto Natale con le festività blindate in casa, le restrizioni sugli spostamenti e il coprifuoco, chiude il 2020 nel segno dell’emergenza, ma a tavola non toglie agli italiani il gusto del mangiare sano e di qualità nel segno della tradizione. Nel carrello, ridimensionata la spesa alimentare media, che perde meno degli altri comparti, scendendo del 5% e portandosi a 4,6 miliardi di euro tra la Vigilia e Capodanno. Queste le stime di Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui è l’anno del menù tipico regionale, scelto in 2 case su 3, con il classico cenone del 24 a base di pesce per circa 15 milioni di famiglie.
Più in dettaglio, per le tavole natalizie si spenderanno fino a 2,6 miliardi di euro in totale. Quasi 2 miliardi, invece, il budget alimentare previsto per allestire il cenone di Capodanno e il pranzo del primo gennaio.
Rispetto ai menù, immancabili le ricette regionali delle aree rurali d’Italia con ragù, bollito, tortellini in brodo, verdure in pastella, abbacchio, pandoro e panettone farciti. Per la prima volta, invece, in calo gli acquisti di zampone e cotechino. Cia registra, quest’anno, una diminuzione di 1/3 rispetto ai 6 milioni di kg di prodotto (di cui 4 Igp, il resto tradizionale) consumati nel 2019. Una batosta su un giro d’affari prettamente natalizio da circa 28 milioni di euro.
A compensare, almeno in cucina, le ricette di pesce, che in questi giorni segna da sempre il consumo più elevato dell’anno. Lockdown e, soprattutto, stretta sulla ristorazione hanno tolto al mercato ittico delle feste il 25% degli incassi, ma nelle case non si rinuncerà ai classici. Capitone e spigola in testa, seguiti da baccalà e tonno, ma anche da alici, sarde e sgombri, che avranno la meglio sul pescato più pregiato. Molluschi e crostacei solitamente protagonisti dei cenoni fuori casa, stanno registrando un calo già da mesi.
Il Made in Italy trova, comunque, tutti d’accordo, dal cibo alle bevande e fino alla notte di San Silvestro, più sobria, ma con ritrovato gusto per le produzioni nazionali. Spumante e prosecco trionfano sullo champagne, con il 90% dei brindisi tricolori e oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare da qui all’anno nuovo. Le feste valgono di solito il 35% delle vendite annuali di sparkling in Italia e anche in questo 2020, nonostante tutto, il settore reggerà. Dei 600 milioni di euro per spumante e vino, finiti sulle tavole durante le festività del 2019, ne andranno persi “solo” 20 milioni (-3%). Tengono prosecco, Trento Doc, Franciacorta e gli altri vini spumanti nazionali.
Infine, prosecco, vino, salumi e prodotti tipici italiani conquistano ancora di più il primato sotto l’albero di Natale. Le strenne con le eccellenze agroalimentari del territorio, spesso consegnate a domicilio direttamente dal contadino, sono tra le scelte regalo più gettonate per quasi il 40% degli italiani. In un cesto, il desiderio di portare l’Italia a casa, con i suoi odori, sapori e paesaggi, la volontà di donare cibo genuino Made in Italy e di contribuire alla rinascita, economica e non solo, del Paese.
 
 
 

Modernizzare e digitalizzare l’agricoltura italiana per aumentare produttività e sostenibilità del settore continuando a garantire l’approvvigionamento alimentare del Paese; rilanciare le aree rurali, in un’ottica abitativa e turistica, come argine contro lo spopolamento dei territori e il loro impoverimento ambientale e paesaggistico; costruire veri e propri “sistemi imprenditoriali territoriali” interconnessi, dove le attività economiche e le forze sociali possano fare rete per resistere meglio alle crisi. Questi alcuni dei punti chiave della ricetta di Cia-Agricoltori Italiani per “riprogettare il futuro” con “Agricoltura-Territorio-Società” al centro, come recita lo slogan dell’Assemblea nazionale 2020, costruendo un piano di rilancio post Covid e centrando al tempo stesso gli obiettivi fissati dal Green Deal europeo.

«Una misura importante, che tuttavia non è sufficiente ad arginare crisi e perdite reddituali, soprattutto legate alle nuove misure restrittive previste per il canale Horeca (bar, ristoranti), che valgono una perdita di quasi 41 miliardi di euro per il settore alimentare, in un Paese in cui un terzo dei consumi è realizzato fuori casa». Così Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta il via libera alla presentazione delle domande per ottenere il cosiddetto fondo ristorazione.

Trentadue milioni di euro. È il riparto assegnato dal Ministero dell’Agricoltura alla regione Veneto per i danni provocati dalla cimice asiatica.
«Una boccata d’ossigeno importante per i nostri produttori – commenta il presidente di Cia Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini – che, se non risolve di tutto i problemi, permette di guardare con cauto ottimismo al futuro».

Il futuro sviluppo del fotovoltaico nel contesto agricolo dovrà puntare sul pieno coinvolgimento degli imprenditori agricoli, non essere invasivo ma rispettoso della natura e del paesaggio rurale e, soprattutto, non consumare terreno coltivabile. Questa la posizione di Cia-Agricoltori Italiani, portata da Gianmichele Passarini della Giunta nazionale al convegno “Fonti rinnovabili e imprese agricole: un matrimonio possibile”, organizzato dal Coordinamento FREE nell’ambito di Ecomondo Digital, in cui è stato presentato il position paper “Nuovo fotovoltaico in ambito agricolo: una scelta green per il Paese e per il clima”, frutto del confronto tra Italia Solare, Elettricità Futura, Confagricoltura e Cia.

Partecipatissimo dibattito, con alcune centinaia di persone collegate on-line, sugli “Obiettivi dell’agenda 2020 e le terre di bonifica”, organizzato da Cia Veneto in collaborazione con Anbi Veneto, con il Festival della Bonifica e con l’Università degli Studi di Padova. È stata anche la prima uscita pubblica del nuovo assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Federico Caner, che in questo mandato seguirà anche turismo e fondi europei: temi intimamente legati e che portano ordine anche tra competenze.
Ricchissima di spunti la presentazione della professoressa Elisabetta Novello, docente di Storia economica e Storia ambientale nell’Università degli Studi di Padova, che ha ripercorso la storia dei piani e dei progetti che, a livello europeo e mondiale, hanno scandito gli impegni man mano assunti in tema di salvaguardia dell’ambiente e di sviluppo sostenibile.
Più tecnici e calati sulla realtà veneta i contributi di Maurizio Borin, docente di agronomia nell’Università degli Studi di Padova, di Lorenzo Zane, docente di Ecologia e Politiche ambientali nello stesso Ateneo, e di Andrea Crestani, Direttore regionale dell’Anbi.
Il ruolo dell’acqua è stato al centro del dibattito: risorsa non infinita e da gestire con oculatezza.
«I veri problemi – ha confermato il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - sono l’aumento della temperatura e la siccità. Lo scorso anno nel nostro Paese sono mancati 19 miliardi di metri cubi di acqua; è mancata la neve sulle Alpi. Il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010. Ecco perché l’acqua è così importanti. Servono invasi, ma non solo quelli: irrigazione, bonifica, fitodepurazione, laminazione. Abbiamo proposto una rete tra i consorzi di bonifica, che sono capaci di captare risorse da investire per la collettività (non solo degli agricoltori ma anche dei cittadini).
Va soprattutto cambiato l’approccio con cui si affrontano le questioni ambientali. Durante il lockdown ci si è resi conto dell’importanza del settore primario, del lavoro che c’è dietro l’attività agricola, del fatto che siamo condizionati dalla stagionalità: l’agricoltura non si può fermare, non è una fabbrica nella quale puoi fermare le macchine. Ci si chiede di essere rispettosi dell’ambiente, di preservarlo, di non inquinare. Le norme europee sono rigide, quelle italiane spesso ancora di più. Ma bisogna capire che da soli non possiamo risolvere tutto. Noi facciamo la nostra parte e con senso di responsabilità, ma tutti devono farlo. La qualità ha un costo, il rispetto delle prescrizioni anche, l’uso o meno di alcune sostanze incidono fortemente. Noi siamo i primi a volere vivere in un ambiente sano e lo sviluppo sostenibile è l’ossatura del “manifesto” della Cia, “Il Paese che vogliamo”, ma questo sforzo va sostenuto e non solo economicamente: occorre una comune presa di coscienza che permetta di camminare insieme verso il raggiungimento di questi obiettivi».

"Gli obiettivi dell'Agenda 2030 e le terre di bonifica". E' il titolo del convegno on-line organizzato da Cia Veneto in collaborazione con Anbi Veneto e con il Festival della Bonifica.
L'appuntamento è per martedì 3 novembre alle ore 10.00 a questo link: meet.google.com/peg-ynaz-qga
Saranno presenti, tra gli altri, il nuovo assessore regionale all'agricoltura Federico Caner e il presidente di Anbi Veneto Francesco Cazzaro. Coordina il responsabile dell'area impresa di Cia Veneto Paolo Franceschetti. Conclude il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini.
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La Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto è la struttura della Cia che opera nel territorio veneto. È un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai governi, che lavora per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società, rappresentando oggi oltre 35.000 aziende.

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