Martedì, 06 Aprile 2021 14:41

Mega impianto fotovoltaico a Loreo, vengano coinvolti gli agricoltori In evidenza

121mila moduli fotovoltaici dislocati su più di 60 ettari a Loreo. “La lotta al consumo del suolo è un punto cardine della nostra attività – sottolinea Cia Rovigo – Ciò che sta accadendo in Polesine, con il nulla osta da parte della Conferenza dei servizi al mega progetto del Parco fotovoltaico, potrebbe avere delle conseguenze nefaste in tutta la Regione”.

Ovvero, la logica dell’energia verde senza adeguati correttivi e prescrizioni finirebbe per sdoganare una nuova “cementificazione” degli appezzamenti agricoli. Secondo l’ultimo report di Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, già adesso il Veneto è la seconda Regione più cementificata d’Italia, con un incremento dell’11,9% tra il 2019 e il 2020 (prima la Lombardia, +12,1%). “Non possiamo certo permetterci un’ulteriore accelerata in tal senso a causa di impianti che, di fatto, impediscono un corretto utilizzo dei terreni ancora liberi – sottolinea il presidente di Cia Rovigo, Giordano Aglio – Non stiamo disconoscendo l’importanza di investire su energie alternative, a basso o nullo impatto ambientale. La sostenibilità rientra nel nostro dna”. Tuttavia, aggiunge, “queste progettualità roboanti, che nulla azzeccano con la peculiarità dell’ambiente e del paesaggio polesano, non sono la strada buona da percorrere”. Casomai il fotovoltaico del futuro “deve essere costruito secondo schemi maggiormente lungimiranti, cioè senza sottrarre prezioso suolo all’agricoltura e in armonia col territorio”.

Nel concreto, analizza il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini, “la copertura fotovoltaica degli edifici rurali, partendo dalle strutture strumentali all’attività agricola come stalle e magazzini, è uno dei primi punti su cui lavorare per favorire una sana diffusione di questi moduli in ambito agricolo”. Ad esempio, col fotovoltaico sulle stalle “è possibile migliorare le prestazioni degli allevamenti sia in termini energetici che di benessere degli animali, con interventi che promuovono la mitigazione degli impatti emissivi”. Inoltre, al fine di centrare l’obiettivo Ue di riduzione delle emissioni climalteranti entro il 2030, “potrebbero sì venire previsti degli impianti fotovoltaici a terra, ma esclusivamente su aree agricole abbandonate, marginali o dichiarate non idonee alla coltivazione. Solo in questo modo lo sviluppo del fotovoltaico nel primario rappresenterebbe un elemento di crescita, sia economica che ambientale”. Fra le istanze presentate dallo stesso Passarini, “chiediamo di venire coinvolti a livello istituzionale, nelle sedi più opportune, per costruire insieme il fotovoltaico del futuro. A tale proposito il Pdl sugli impianti fotovoltaici a terra sul suolo agricolo, all’esame in queste settimane in Seconda commissione del Consiglio regionale, venga portato ad un tavolo con le associazioni agricole”.
“In linea generale, la terra è un bene primario e non rinnovabile – conclude Passarini - Il suo consumo dev’essere fermato al più presto, pure con provvedimenti specifici da parte della Regione”.

Letto 143 volte Ultima modifica il Venerdì, 23 Aprile 2021 09:31
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