Domenica, 10 Settembre 2017 12:13

Per combattere la siccità occorrono interventi strutturali

La Regione Veneto ha dichiarato lo stato di crisi idrica su tutto il territorio regionale con un’ordinanza che resterà valida fino al 15 maggio 2017, nella quale viene stabilito che non potranno essere superati determinati valori delle portate derivate o subderivate dal fiume Adige, nel cui bacino si registra la situazione più critica.

In particolare, per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica Veronese, la riduzione per singola derivazione è di almeno il 40% rispetto alla concessione; per il L.E.B. il limite è di 14 mc/s complessivi, mentre le altre utenze irrigue dovranno ridurre del 50% il prelievo dall’Adige. Per il Bacino del Piave, invece, la riduzione deve essere del 20% e nell’alveo del Piave deve essere garantita una portata di minimo deflusso vitale, a valle della traversa di Nervesa della Battaglia di almeno 7 mc/s. Per gli altri bacini idrografici, escluso il bacino del Po, le utenze irrigue dovranno ridurre il prelievo di concessione del 20% rispetto alla portata complessiva.

«Le riduzioni proposte dalla Regione sono molto rigide, specialmente per quanto riguarda i prelievi dall’Adige sia per il Consorzio Bonifica Veronese che per il Leb per il quale in particolare avevamo richiesto di aumentare l'erogazione - commenta Cia-Agricoltori Italiani del Veneto - Una particolare attenzione la chiediamo sugli invasi Idroelettrici perché in un momento di grandi sacrifici occorre che ognuno faccia la propria parte ma non bisogna mai dimenticare che per il “bene acqua” ci sono chiare priorità: l’utilizzo umano, l’utilizzo ai fini agricoli, l’utilizzo a scopo energetico e/o industriale».

L’ordinanza contiene indicazioni anche per i soggetti gestori di manufatti con capacità di regolazione e invaso, tra cui il gestore dell’invaso idroelettrico del Corlo che dovrà garantire il mantenimento della portata di minimo deflusso vitale nel Brenta dopo la confluenza con il torrente Cismon e a valle delle prese irrigue del Consorzio di Bonifica Brenta.

Inoltre, considerata l’eccezionale siccità nel bacino dell’Adige, il Veneto ha avviato anche un confronto con le Province Autonome di Trento e di Bolzano finalizzato a definire un protocollo di gestione delle risorse idriche del fiume: «E’ necessario per oggi, ma soprattutto per il futuro, riprendere un confronto con le Province autonome di Trento e Bolzano sul bacino idrico dell’Adige - ribadisce Cia - Il mondo agricolo si è dichiarato disponibile a fare la propria parte, ma non deve essere messa a rischio in alcun modo la sua capacità produttiva, vale a dire il reddito delle aziende. Pensiamo inoltre che sia necessario iniziare una seria programmazione di interventi strutturali, che vanno dai bacini di conservazione dell’acqua e non solo, a monte degli impianti idroelettrici. Va poi risolto con dighe di sbarramento il problema del cuneo salino evitando lo spreco di acqua dolce nei vari fiumi, ma in particolar modo nell’Adige».

 

Letto 1845 volte Ultima modifica il Sabato, 13 Ottobre 2018 09:13
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