Partecipatissimo dibattito, con alcune centinaia di persone collegate on-line, sugli “Obiettivi dell’agenda 2020 e le terre di bonifica”, organizzato da Cia Veneto in collaborazione con Anbi Veneto, con il Festival della Bonifica e con l’Università degli Studi di Padova. È stata anche la prima uscita pubblica del nuovo assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Federico Caner, che in questo mandato seguirà anche turismo e fondi europei: temi intimamente legati e che portano ordine anche tra competenze.
Ricchissima di spunti la presentazione della professoressa Elisabetta Novello, docente di Storia economica e Storia ambientale nell’Università degli Studi di Padova, che ha ripercorso la storia dei piani e dei progetti che, a livello europeo e mondiale, hanno scandito gli impegni man mano assunti in tema di salvaguardia dell’ambiente e di sviluppo sostenibile.
Più tecnici e calati sulla realtà veneta i contributi di Maurizio Borin, docente di agronomia nell’Università degli Studi di Padova, di Lorenzo Zane, docente di Ecologia e Politiche ambientali nello stesso Ateneo, e di Andrea Crestani, Direttore regionale dell’Anbi.
Il ruolo dell’acqua è stato al centro del dibattito: risorsa non infinita e da gestire con oculatezza.
«I veri problemi – ha confermato il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - sono l’aumento della temperatura e la siccità. Lo scorso anno nel nostro Paese sono mancati 19 miliardi di metri cubi di acqua; è mancata la neve sulle Alpi. Il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010. Ecco perché l’acqua è così importanti. Servono invasi, ma non solo quelli: irrigazione, bonifica, fitodepurazione, laminazione. Abbiamo proposto una rete tra i consorzi di bonifica, che sono capaci di captare risorse da investire per la collettività (non solo degli agricoltori ma anche dei cittadini).
Va soprattutto cambiato l’approccio con cui si affrontano le questioni ambientali. Durante il lockdown ci si è resi conto dell’importanza del settore primario, del lavoro che c’è dietro l’attività agricola, del fatto che siamo condizionati dalla stagionalità: l’agricoltura non si può fermare, non è una fabbrica nella quale puoi fermare le macchine. Ci si chiede di essere rispettosi dell’ambiente, di preservarlo, di non inquinare. Le norme europee sono rigide, quelle italiane spesso ancora di più. Ma bisogna capire che da soli non possiamo risolvere tutto. Noi facciamo la nostra parte e con senso di responsabilità, ma tutti devono farlo. La qualità ha un costo, il rispetto delle prescrizioni anche, l’uso o meno di alcune sostanze incidono fortemente. Noi siamo i primi a volere vivere in un ambiente sano e lo sviluppo sostenibile è l’ossatura del “manifesto” della Cia, “Il Paese che vogliamo”, ma questo sforzo va sostenuto e non solo economicamente: occorre una comune presa di coscienza che permetta di camminare insieme verso il raggiungimento di questi obiettivi».

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"Gli obiettivi dell'Agenda 2030 e le terre di bonifica". E' il titolo del convegno on-line organizzato da Cia Veneto in collaborazione con Anbi Veneto e con il Festival della Bonifica.
L'appuntamento è per martedì 3 novembre alle ore 10.00 a questo link: meet.google.com/peg-ynaz-qga
Saranno presenti, tra gli altri, il nuovo assessore regionale all'agricoltura Federico Caner e il presidente di Anbi Veneto Francesco Cazzaro. Coordina il responsabile dell'area impresa di Cia Veneto Paolo Franceschetti. Conclude il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini.
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