«L’emergenza Coronavirus ha messo a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese e l’agricoltura, pur avendo, con impegno e responsabilità, lavorato per garantire sempre cibo sano e di qualità per tutti, non è uscita indenne dallo shock causato dalle restrizioni per contenere la diffusione del virus». E' quanto emerso dal confronto tra Cia Agricoltori Italiani e le Regioni che si è svolto questo pomeriggio in videoconferenza.

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Lunedì, 06 Aprile 2020 07:44

Manodopera, noi ci siamo

«Noi ci siamo: è da giorni che chiediamo di trovare una soluzione per sopperire alla mancanza di manodopera». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, accoglie l'invito dell'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan.

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«Si chiede all'agricoltura di lavorare e sostenere il Paese, poi le si negano gli strumenti per farlo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così la bocciatura in commissione Bilancio dell'emendamento che reintroducheva i voucher semplificati in agricoltura.

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Giovedì, 02 Aprile 2020 10:11

Nordest Economia. 18.03.2020

 

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«Una goccia nel mare delle necessità delle aziende frutticole, ma finalmente qualcosa si muove».

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Regole comuni per la gestione della fauna selvatica; una maggiore valorizzazione delle produzioni e del loro legame con il turismo; un uso più oculato e intelligente della risorsa acqua; il ruolo dell’agricoltura nel new green deal europeo. 

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Mercoledì, 29 Gennaio 2020 09:03

L'Arena, 29.01.20

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Interventi di manutenzione infrastrutturale; politiche orientate al governo del territorio; azioni per favorire e sviluppare politiche di filiera a forte vocazione territoriale; nuovi e più incisivi sistemi di gestione della fauna selvatica; un rinnovato protagonismo delle Istituzioni e degli Enti locali sul fronte delle politiche europee.
Sono i cinque punti della piattaforma programmatica “Il Paese che vogliamo”, presentati ieri nel corso dell’assemblea regionale di Cia Agricoltori Italiani Veneto.

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«Bene la nascita dell'Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ma ricordiamo che le prime sentinelle di quel territorio sono gli agricoltori». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, ricorda che è anche merito delle associazioni agricole se si è partiti da una fotografia del territorio che ha portato al riconoscimento di patrimonio.

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Lunedì, 25 Novembre 2019 12:17

Cia Veneto al convegno Compag

Bologna ha ospitato qualche giorno fa il convegno dela Federazione nazionale delle rivendite agrarie. All'appuntamento, dedicato in particolare al mondo agricolo del Centro Nord, hanno partecipato il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini, Bruno Caio Faraglia del Mipaaf, Rosario Trefiletti del Centro Consumatori Italia,  Alberto Ancora, presidente di Agrofarma e Fabio Manara, presidente Compag. A moderare l'incontro è stato Angelo Frascarelli.

«L’agricoltura Italiana - ha detto Passarini nel suo intervento - nel corso degli ultimi anni ha saputo rinnovarsi molto. Gli agricoltori hanno capito da tempo che non possono esistere più rendite di posizione. Se i consumatori su scala globale apprezzano il made in italy al punto che il settore è vittima di terribili processi di contraffazione ci sarà un motivo? L’Italia detiene su base europea i maggiori marchi di qualità come dop e igp oltre che doc e igt per il vino, molte aree di produzione come l’area del prosecco, le langhe, la costiera amalfitana, il delta del po sono riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, essendo aree rurali, avranno avuto un ruolo gli agricoltori per questo riconoscimento? La dieta mediterranea è stata riconosciuta patrimonio dell’Umanità, avranno avuto un merito gli agricoltori? Gli allevamenti italiani rispettano i più severi disciplinari per il benessere animale, ci sarà qualche riconoscimento per gli allevatori? Cia sostiene tutti i modelli di innovazione, molto c’è sicuramente ancora da fare, ma gran parte dell’agricoltura italiana in termini di innovazione ha fatto passi da gigante ed è giusto riconoscerlo»

Per quanto riguarda l'utilizzo della chimica tradizionale, Passarini è stato chiaro: «Gli agricoltori italiani operano in un contesto europeo che resta tra i più severi al mondo in termini di politiche ambientali e di politiche sanitarie. Gli agricoltori italiani hanno fatto enormi passi in avanti per la riduzione della chimica e i consumatori sembrano apprezzare. La crescita del biologico in Italia resta a doppia cifra. Innovazione e ricerca sono oggi la base per favorire processi di riconversione, gli agricoltori, le università, le aziende della chimica possono favorire un processo di rinnovamento forte a servizio di un’agricoltura di qualità ma nessuna caccia alle streghe».

 

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