Venerdì, 14 Giugno 2019 11:52

Bruxelles, incontro dei comitati delle organizzazioni agricoli

L’agricoltura veneta in prima fila nell’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in occasione del presidium di Copa e Cogeca, i Comitati delle organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue. Alla presenta del Commissario Europeo all’Agricoltura Phil Hogan e al presidente pro-tempore della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini, in rappresentanza di CIA nazionale, ha illustrato la posizione della confederazione, con un occhio di riguardo alle ricadute per la nostra regione e in generale alle politiche territoriali. 

 

«Il cambiamento climatico - ha spiegato Passarini - la scarsità di risorse naturali come acqua e terra, l’approvvigionamento alimentare, la crisi ambientale, sono elementi caratterizzanti lo scenario attuale e destinati a condizionare l’attività della IX Legislatura europea. Come CIA-Agricoltori italiani, chiediamo alle forze politiche ed ai loro rappresentanti eletti in Parlamento, innanzitutto un impegno sul mantenimento dell’attuale livello di spesa, in termini reali ed a valori costanti, all’interno del prossimo Piano pluriennale finanziario (MFF 2021-2027) e un’accelerazione nel percorso di approvazione della nuova Pac post 2020. Inoltre bisogna andare verso il superamento dei parametri storici ai quali oggi è ancorato il sistema dei pagamenti diretti. Occorre accrescere le politiche di sostegno all’innovazione, al mercato e all’organizzazione di filiera, favorendo l’aggregazione, creando valore e rafforzando il potere contrattuale degli agricoltori lungo la filiera».

Per quanto riguarda invece le misure di politica internazionale, forte dei numeri del Veneto nell’export agro-alimentare, Passarini ha invitato i nuovi parlamentari europei a «rafforzare il processo d’integrazione dell’Unione Europea, contrastare il dilagare dell’euroscetticismo tra gli Stati membri, opporsi alla nascita di politiche protezionistiche.

«Ci vuole invece un più agevole accesso ai mercati internazionali tramite trattative e negoziati commerciali multilaterali e bilaterali in cui i prodotti Made in Italy possano giocare un ruolo offensivo».

Letto 129 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Giugno 2019 11:54