Viene inaugurata venerdì, alle 11 a Longarone fiere la seconda edizione della Fiera e Festival delle Foreste che, dopo il felice debutto dello scorso anno, si articola adesso in due iniziative: nei padiglioni della fiera ci saranno le conferenze, i workshop e gli eventi culturali, mentre tra i boschi del Cansiglio, nelle località Pian Rosada e Valscura, si terranno dei cantieri dimostrativi e le esposizioni sull’esbosco, la lavorazione del legno e la viabilità forestale. Quelli del prossimo fine settimana, saranno tre giorni densi di appuntamenti per parlare del futuro dell’ambiente e di Green Deal, il progetto europeo per la sostenibilità del pianeta. Tra i vari appuntamenti, riveste particolare importanza il convegno organizzato da Cia Belluno con AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) e Confagricoltura Belluno. Sabato 12 settembre, alle 14.30, in sala Piave, è in programma un dibattito su "Progetti innovativi e buone pratiche per il rilancio della filiera Foresta-Legno-Energia nel periodo post-VAIA". 
«Sarà un focus - spiegano i vertici di Cia Belluno - sulla certificazione dei biocombustibili, mostrando le ultime evoluzioni del processo di certificazione, in preparazione dell’introduzione delle novità normative prescritte dal Clean Air Dialogue di giugno 2019, ovvero l’introduzione della certificazione anche per le biomasse in forma di legna, cippato e bricchette per l’accesso ai meccanismi incentivanti».

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Giovedì, 21 Marzo 2019 11:03

Corriere delle Alpi, 21.03.19

20190321CorriereAlpi

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Domenica, 17 Marzo 2019 17:23

La nuova PAC e la montagna

«La nuova Politica Agricola Comunitaria non dovrà essere solo un contenitore di risorse, ma di un progetto sociale di convivenza e di uguaglianza tra le popolazioni e tra le aree metropolitane e rurali. Gli agricoltori in montagna svolgono una funzione ecosistemica alla quale non si può rinunciare: fanno manutenzione del territorio, ma pagano in termini di infrastrutture reali, informatiche, di “reputazione” rispetto a chi vive in pianura. Queste differenze rappresentano un gap democratico, che la prossima PAC dovrà cercare di colmare».

Dino Scanavino, presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, ha chiuso così l’incontro promosso da CIA Belluno a Sedico per parlare della specificità della montagna.

«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – ha dichiarato in apertura il presidente regionale di CIA Gianmichele Passarini – e senza certezze sulla Brexit: ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Il destino del Regno Unito è fondamentale per l'agricoltura veneta: con la Brexit, rischiamo di perdere il quarto mercato per la nostra regione».

Per il presidente provinciale, Luca Cosul Cuffaro, «l'agricoltura bellunese deve affrontare tantissimi problemi: dalla frammentazione fondiaria alla burocrazia, dalla viabilità alle dimensioni delle nostre aziende. Serve un aiuto tramite la PAC e il Piano di Sviluppo Rurale, altrimenti il futuro è a rischio: l'agricoltura è fondamentale per il nostro territorio, abbiamo visto i risultati dell'abbandono del territorio con il passaggio di Vaia. Dobbiamo poi legare agricoltura e turismo, riportando gente e imprese dove c'è un presidio agricolo. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».

Franco Contarin, direttore dell’«Autorità di Gestione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale» della Regione Veneto, ha illustrato i numeri del PSR e gli interventi post-Vaia: su 1,2 miliardi di euro del PSR 2014-2020, 860 milioni di euro sono già stati concessi (il 75%, al 31/12/2018), 507 dei quali già liquidati (il 43%). Alle zone montane, a fine periodo, la Regione intende destinare il 35% dei fondi totali, e al momento si è circa al 41%; è stato ricordato che l'agricoltura di montagna “pesa” circa il 10% rispetto al totale regionale. Per la fase di ricostruzione post-Vaia, il riferimento è stato al decreto della Presidenza del Consiglio che ha sbloccato i finanziamenti, con i tempi e le modalità di presentazione delle richieste di contributo per enti pubblici e attività private.

Contro i tagli previsti nella nuova PAC si è espresso l’europarlamentare Herbert Dorfmann. «Sul tavolo abbiamo la proposta del Commissario al bilancio, Gunther Oettinger, che ha proposto un taglio del 3-4% ai fondi della PAC, lasciando invariato il primo pilastro e proponendo una riduzione del 15% al secondo pilastro, finanziato dagli Stati membri. È una scelta che penalizza la montagna e che contrasterò in ogni modo: il taglio al secondo pilastro rischi di creare un nuovo divario tra zone di pianura rispetto alla montagna».

Dorfmann ha avanzato anche una proposta a sostegno dei produttori di latte: si tratta di un nuovo strumento, già esistente da oltre 20 anni nel settore dell'ortofrutta, che prevede dei “programmi operativi” che coprono fino al 3% del primo pilastro: «Bisogna aiutare il settore latte in montagna, gli allevatori, ma anche le strutture, così da dare plusvalore al prodotto. Se il latte di montagna, con un costo di produzione più alto, ha lo stesso valore sul mercato del latte di pianura, non c'è possibilità di confronto: bisogna investire su prodotto e produttore, creando una filiera di valore».

«Come Parlamento Europeo, abbiamo davanti ancora cinque settimane di lavoro - ha aggiunto Dorfmann – e non arriveremo alla votazione della nuova PAC entro la fine di questo mandato, ma ci sarà presto una prima votazione in Commissione agricoltura. Speriamo di riuscire a fare passare le proposte emerse durante questo convegno.

«L’Europa è in una situazione drammatica – ha concluso il presidente Scanavino - Stiamo mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’UE, c’è che la vuole disgregare. Ma è una strada sbagliata. Tutto quello che abbiamo fatto finora sono prove generali rispetto a quello che dovremo fare nel futuro: L’Europa deve essere una unica potenza commerciale. Divisioni e nazionalismi ci riporterebbero indietro».

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Mercoledì, 13 Marzo 2019 16:19

La montagna veneta guarda all’Europa

La montagna veneta guarda all’Europa. E' il titolo del convegno organizzato da CIA Belluno, in programma il 16 marzo, dalle 9.30, al Palazzo dei Servizi di Sedico (BL). 
«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – conferma il presidente provinciale Luca Cosul Cuffaro – e ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».
Al dibattito, moderato dal direttore di Cia Belluno Fabrizio Bez, partecipano i vertici della Confederazione Italiana Agricoltori: il presidente nazionale Dino Scanavino e quello regionale Gianmichele Passarini. E poi l’europarlamentare Herbert Dorfmann (con un intervento su “Politiche Agricole per la montagna - problematiche e prospettive per il terzo decennio”), il direttore Adg Feasr Parchi e foreste Regione Veneto Franco Contarin (“La manovra nel prossimo Psr Veneto” e l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan (“Gli ultimi avvenimenti climatici, cosa hanno comportato e cosa comporteranno”).
Tra i vari temi che verranno affrontati, anche quello dei cambiamenti climatici, così drammaticamente sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua visita di martedì. «Il ricordo di quanto è successo a fine ottobre è ancora vivissimo, i danni sono ancora visibili. La situazione sul territorio – purtroppo – è ferma: non c’è la copertura economica assicurata dal Governo e quindi tutto resta come me».

 

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