“Sì alla transizione energetica”. Così Cia Veneto in merito alla discussione di queste settimane sul relativo Disegno di legge regionale.
“Siamo profondamente convinti che le energie rinnovabili siano strategiche per rispondere al sempre maggiore fabbisogno – sottolinea il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin – A tal riguardo condividiamo il percorso avviato dall’amministrazione regionale: abbiamo presentato delle osservazioni ad hoc allo stesso Disegno di legge”.
In primo luogo, Cia Veneto propone una generale semplificazione procedimentale per i piccoli impianti agrivoltaici fino a 0,2 MegaWatt, realizzati direttamente dagli imprenditori agricoli sulla propria azienda.
“Il principio che deve regolare la norma è la sburocratizzazione”, chiarisce il presidente.
Non solo. Cia Veneto condivide pienamente il punto secondo cui gli impianti agrivoltaici sono tenuti a garantire il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile quale elemento essenziale per assicurare la permanenza della reale attività agricola.
“Riteniamo però opportuno che il successivo provvedimento attuativo della Giunta regionale disciplini in maniera precisa le modalità di verifica della produzione lorda vendibile, le procedure di controllo e le conseguenze derivanti dall’eventuale mancato raggiungimento della soglia prevista”.
E ancora: il limite del 2% della Sau (Superficie agricola utilizzata) comunale, oltre il quale non è più possibile prevedere nuovi impianti, “può essere superato per l’installazione di strutture fotovoltaiche della potenza nominale pari o inferiore a 0,2 Megawatt realizzati da imprenditori agricoli”.
Inoltre, le superfici agricole qualificabili come aree idonee per il posizionamento di impianti per la produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili non superino lo 0,8% della Sau (Superficie agricola utilizzata).
In questa percentuale siano ricomprese pure le superfici occupate da impianti di accumulo elettrochimico “sia coubicati, sia connessi agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili”.
“Restiamo aperti al dialogo – conclude Puppin – e ad altri momenti di condivisione e approfondimento tecnico-istituzionale assieme alla Regione”.

