Consumo di suolo: nuova legge contro la cementificazione

Consumo di suolo, subito una nuova legge per contrastare la cementificazione selvaggia

“Serve subito una legge nazionale finalizzata al contrasto del consumo di suolo”. L’appello è di Cia Veneto alla luce dell’ultimo report di Ispra.

I dati sono da record negativo: la provincia di Padova si conferma la più cementificata della Regione. La metà della superficie della città, il 49,99%, è andata irrimediabilmente perduta.

“Una situazione drammatica, che rischia di passare sotto traccia – osserva il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin – Si continua a costruire in maniera selvaggia; questa rincorsa al cemento rende il nostro territorio estremamente vulnerabile”.

Da anni Cia Veneto chiede l’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo: la norma quadro, però, è ferma in Parlamento.

“Solamente mediante una normativa chiara ed efficace – aggiunge lo stesso Puppin – sarà possibile tutelare una risorsa fondamentale per gli agricoltori e per la comunità intera; un suolo fertile rappresenta l’argine più prezioso contro l’inquinamento e il dissesto idrogeologico”.

Non solo. Risulta scientificamente provato che in città la temperatura è pure di 5 gradi più alta rispetto all’aperta campagna.

“Troppo spesso le Istituzioni, locali, regionali e nazionali, sembrano dimenticarsi che il suolo è un bene primario e non rinnovabile – prosegue – Con terreni impermeabilizzati, le acque meteoriche non vengono drenate in maniera corretta e finiscono per provocare danni ingenti alle coltivazioni e agli agglomerati urbani”.

La riduzione di suolo libero causa inoltre una crescita dei costi dei terreni agricoli e comporta l’impossibilità per le aziende, e soprattutto per i giovani imprenditori, di poter ingrandire o avviare un’attività.

Motivo per cui “abbiamo presentato un’istanza ai sindaci relativamente alla stesura di bilanci dei consumi del suolo”.

Si tratta di strumenti che si pongono l’obiettivo di riutilizzate gli spazi abbandonati attraverso incentivi ad hoc.

Inoltre, “non venga cambiata la destinazione d’uso degli appezzamenti ancora liberi nell’ambito dei futuri piani degli interventi comunali. Un modo, questo, per conservare pure il paesaggio circostante e, di conseguenza, l’agricoltura”.

“Proponiamo – conclude Puppin – di riqualificare le infrastrutture già esistenti, migliorandole, piuttosto che realizzarne di nuove”.