Cia Veneto a Montecitorio: un’alleanza coi cittadini

Rincari dei carburanti e dei fertilizzanti, un equo reddito che non viene garantito.

Tra agosto del 2025 e lo stesso mese di quest’anno i carburanti agricoli hanno registrato un aumento del 40%, mentre la benzina verde è schizzata in alto, +16%. I fertilizzanti hanno subìto rincari del 12%, le bollette (acqua, luce e gas) del 9%.

“Siamo tutti sulla stessa barca”: una delegazione di Cia Veneto ha partecipato alla mobilitazione che si è tenuta stamane davanti a Montecitorio per dare voce “a chi generalmente non ha voce, ovvero agli agricoltori e ai cittadini. I conti non tornano”.

Gli imprenditori agricoli, dunque. Stando ad uno studio di Cia Veneto (su dati Istat e Ismea), in dodici mesi i prezzi agricoli, cioè quanto guadagna il singolo imprenditore agricolo, sono crollati: -50% per l’olio extravergine, -30% per le susine, -25% per le albicocche, -24% per il latte spot, -22% per le pesche e le pere, -15% per le mele.

Di contro, l’inflazione è cresciuta in media del 3,8%, con pesanti ricadute sul potere d’acquisto Di stipendi e pensioni.

“Si tratta di una stortura che va stanata – ha chiarito il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin – Nell’immaginario collettivo, all’aumentare dei prezzi finali crescono di pari passi i guadagni per i produttori. I dati dimostrano che non è affatto così, anzi”.

Da qui il presidio organizzato da Cia. “Gli agricoltori e le famiglie venete condividono la medesima condizione di vulnerabilità di fronte alle speculazioni e ai rincari. Di fatto, costituiscono gli anelli deboli e maggiormente penalizzati di un sistema stravolto”.

Oggi più che mai, ha precisato, “serve costruire un’alleanza tra le famiglie e gli agricoltori finalizzata alla tutela del lavoro agricolo, della sovranità alimentare e della sostenibilità economica dei nuclei famigliari”.

Tra le tante altre criticità, le aree interne ormai in via di abbandono. In primo luogo, “senza la presenza costante degli agricoltori viene a mancare la manutenzione del paesaggio, dei canali di scolo e dei terrazzamenti, con gravi rischi idrogeologici”.

Non solo. Il tessuto sociale ed economico si sfilaccia, con conseguente spopolamento dei borghi e delle comunità rurali. A cascata, i servizi pubblici essenziali (scuole, presidi sanitari, trasporti) vanno a scemare, innescando un circolo vizioso di degrado permanente.

E ancora: le dinamiche del commercio internazionale con la mancanza di reciprocità e il peso dei dazi.

“Siamo costretti a competere con merci provenienti da Paesi terzi che non sempre rispettano gli stessi elevati standard ambientali, sociali e di sicurezza alimentare imposti dall’UE. Così, però, l’accesso ad un cibo sicuro, tracciabile e di qualità resta un’incognita”.

Per quanto riguarda le proposte, Cia sostiene anzitutto una filiera trasparente e giusta. Serve definire contratti tipo, accordi quadro e clausole di ripartizione del valore lungo la catena; oltre che l’istituzione di strumenti di monitoraggio e controllo “per segnalare tempestivamente le anomalie di prezzo e i divari tra costi di produzione e prezzi corrisposti agli agricoltori, garantendo il rispetto delle norme sulle pratiche sleali”.

Va incentivato l’acquisto del Made In Italy e promossa la filiera corta.

“Chiediamo inoltre – ha proseguito Puppin – di rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio agricolo, fermo da maggio. Relativamente ai fertilizzanti, occorre sbloccare subito i 40 milioni di euro già stanziati”.

Da anni, poi, “auspichiamo l’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo zero al fine di preservare i terreni fertili e contrastare la cementificazione”.

Capitolo acqua. “Necessario avviare un piano straordinario per la realizzazione e l’ammodernamento di bacini di accumulo idrico, aziendali e consortili, e diffondere l’irrigazione di precisione per mitigare la crisi idrica e garantire la risorsa agli agricoltori”.

Sulla fauna selvatica, bisogna passare dal concetto di protezione a quello di gestione, modificando la legge 157 del 1992.

“Scendiamo in piazza insieme ai cittadini – ha concluso Puppin – perché la politica rimetta finalmente al centro il primario. Ne va della sopravvivenza stessa del comparto”

 

ALLEGATI:

Volantino Veneto

I CONTI NON TORNANO – Poster