Affermare i valori di legalità e giustizia e dire NO a criminalità e corruzione. Per questo Cia-Agricoltori Italiani, con la sua Ong ASeS, è anche quest’anno accanto a Libera per celebrare a Padova la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Vogliamo dare il nostro contributo per costruire un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto. Ricordare che l’agricoltura può rappresentare un’opportunità per un futuro di dignità e di rispetto. 

Orizzonti

Domenica, 17 Marzo 2019 17:23

La nuova PAC e la montagna

«La nuova Politica Agricola Comunitaria non dovrà essere solo un contenitore di risorse, ma di un progetto sociale di convivenza e di uguaglianza tra le popolazioni e tra le aree metropolitane e rurali. Gli agricoltori in montagna svolgono una funzione ecosistemica alla quale non si può rinunciare: fanno manutenzione del territorio, ma pagano in termini di infrastrutture reali, informatiche, di “reputazione” rispetto a chi vive in pianura. Queste differenze rappresentano un gap democratico, che la prossima PAC dovrà cercare di colmare».

Dino Scanavino, presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, ha chiuso così l’incontro promosso da CIA Belluno a Sedico per parlare della specificità della montagna.

«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – ha dichiarato in apertura il presidente regionale di CIA Gianmichele Passarini – e senza certezze sulla Brexit: ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Il destino del Regno Unito è fondamentale per l'agricoltura veneta: con la Brexit, rischiamo di perdere il quarto mercato per la nostra regione».

Per il presidente provinciale, Luca Cosul Cuffaro, «l'agricoltura bellunese deve affrontare tantissimi problemi: dalla frammentazione fondiaria alla burocrazia, dalla viabilità alle dimensioni delle nostre aziende. Serve un aiuto tramite la PAC e il Piano di Sviluppo Rurale, altrimenti il futuro è a rischio: l'agricoltura è fondamentale per il nostro territorio, abbiamo visto i risultati dell'abbandono del territorio con il passaggio di Vaia. Dobbiamo poi legare agricoltura e turismo, riportando gente e imprese dove c'è un presidio agricolo. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».

Franco Contarin, direttore dell’«Autorità di Gestione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale» della Regione Veneto, ha illustrato i numeri del PSR e gli interventi post-Vaia: su 1,2 miliardi di euro del PSR 2014-2020, 860 milioni di euro sono già stati concessi (il 75%, al 31/12/2018), 507 dei quali già liquidati (il 43%). Alle zone montane, a fine periodo, la Regione intende destinare il 35% dei fondi totali, e al momento si è circa al 41%; è stato ricordato che l'agricoltura di montagna “pesa” circa il 10% rispetto al totale regionale. Per la fase di ricostruzione post-Vaia, il riferimento è stato al decreto della Presidenza del Consiglio che ha sbloccato i finanziamenti, con i tempi e le modalità di presentazione delle richieste di contributo per enti pubblici e attività private.

Contro i tagli previsti nella nuova PAC si è espresso l’europarlamentare Herbert Dorfmann. «Sul tavolo abbiamo la proposta del Commissario al bilancio, Gunther Oettinger, che ha proposto un taglio del 3-4% ai fondi della PAC, lasciando invariato il primo pilastro e proponendo una riduzione del 15% al secondo pilastro, finanziato dagli Stati membri. È una scelta che penalizza la montagna e che contrasterò in ogni modo: il taglio al secondo pilastro rischi di creare un nuovo divario tra zone di pianura rispetto alla montagna».

Dorfmann ha avanzato anche una proposta a sostegno dei produttori di latte: si tratta di un nuovo strumento, già esistente da oltre 20 anni nel settore dell'ortofrutta, che prevede dei “programmi operativi” che coprono fino al 3% del primo pilastro: «Bisogna aiutare il settore latte in montagna, gli allevatori, ma anche le strutture, così da dare plusvalore al prodotto. Se il latte di montagna, con un costo di produzione più alto, ha lo stesso valore sul mercato del latte di pianura, non c'è possibilità di confronto: bisogna investire su prodotto e produttore, creando una filiera di valore».

«Come Parlamento Europeo, abbiamo davanti ancora cinque settimane di lavoro - ha aggiunto Dorfmann – e non arriveremo alla votazione della nuova PAC entro la fine di questo mandato, ma ci sarà presto una prima votazione in Commissione agricoltura. Speriamo di riuscire a fare passare le proposte emerse durante questo convegno.

«L’Europa è in una situazione drammatica – ha concluso il presidente Scanavino - Stiamo mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’UE, c’è che la vuole disgregare. Ma è una strada sbagliata. Tutto quello che abbiamo fatto finora sono prove generali rispetto a quello che dovremo fare nel futuro: L’Europa deve essere una unica potenza commerciale. Divisioni e nazionalismi ci riporterebbero indietro».

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Giovedì, 14 Marzo 2019 16:51

In vacanza con ANP

L'Associazione Nazionale Pensionati del Veneto organizza un ricco programma di viaggi per tutto il 2019. Nel volantino qui sotto tutte le mete.

Per informazioni, ci si può rivolgere a tutte le sedi CIA del Veneto.

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Mercoledì, 13 Marzo 2019 16:19

La montagna veneta guarda all’Europa

La montagna veneta guarda all’Europa. E' il titolo del convegno organizzato da CIA Belluno, in programma il 16 marzo, dalle 9.30, al Palazzo dei Servizi di Sedico (BL). 
«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – conferma il presidente provinciale Luca Cosul Cuffaro – e ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».
Al dibattito, moderato dal direttore di Cia Belluno Fabrizio Bez, partecipano i vertici della Confederazione Italiana Agricoltori: il presidente nazionale Dino Scanavino e quello regionale Gianmichele Passarini. E poi l’europarlamentare Herbert Dorfmann (con un intervento su “Politiche Agricole per la montagna - problematiche e prospettive per il terzo decennio”), il direttore Adg Feasr Parchi e foreste Regione Veneto Franco Contarin (“La manovra nel prossimo Psr Veneto” e l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan (“Gli ultimi avvenimenti climatici, cosa hanno comportato e cosa comporteranno”).
Tra i vari temi che verranno affrontati, anche quello dei cambiamenti climatici, così drammaticamente sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua visita di martedì. «Il ricordo di quanto è successo a fine ottobre è ancora vivissimo, i danni sono ancora visibili. La situazione sul territorio – purtroppo – è ferma: non c’è la copertura economica assicurata dal Governo e quindi tutto resta come me».

 

Lunedì, 04 Marzo 2019 10:11

Le mafie nell'economia del Veneto

“Le mafie nell’economia del Veneto. L’impegno del lavoro per la cultura della legalità”: è questo il titolo del convegno che si terrà il prossimo giovedì 7 marzo alle ore 15.30 all’auditorium del Centro culturale Candiani a Mestre. Tra i relatori ci sarà il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini. L’iniziativa organizzata dal CRU VENETO – Consiglio regionale Unipol, organismo composto dalle associazioni di rappresentanza delle imprese, dagli artigiani fino alla cooperazione – dalle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, dall’ARCI e da LIBERA – la cui Presidenza in questo mandato è della CGIL. Il convegno rientra nelle iniziative di avvicinamento al 21 marzo – “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” – che vedrà a Padova la manifestazione più importante a livello nazionale – e sarà coordinato da Elena di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto e sarà concluso da Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 16:11

Pac 2021-2027, il punto sulla riforma

Parlamentari europei, membri del governo, amministratori regionali e locali e i vertici del mondo CIA: ci saranno tutti all’incontro organizzato da CIA Agricoltori Venezia che si terrà il 1° marzo a Portogruaro all'istituto Itis Leonardo Da Vinci Portogruaro per fare il punto sulla PAC 2021-2027.
Un convegno che – a due mesi dalle Elezioni Europee – serve per focalizzare l’attenzione sulla prossima Politica Agricola Comunitaria, in un momento di grande incertezza: la Commissione europea sta infatti programmando tanti e tali cambiamenti che, se le istituzioni nazionali e regionali riusciranno a interpretarli in modo corretto, ne deriveranno notevoli vantaggi per i nostri agricoltori. Ma prima sarebbe necessario capire quali sono le esigenze più impellenti per gli agricoltori, scegliere in modo mirato le priorità e utilizzare i pochi interventi disponibili in maniera intelligente e mirata. Facile a dirsi, un po’ meno facile a farsi. Al dibattito, moderati dal direttore di Cia Venezia Mario Quaresimin, interverranno: il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, quello di Cia Venezia Paolo Quaggio, il responsabile Cia Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e territorio Giuseppe Cornacchia.
Gli interlocutori politici sono invece Franco Manzato, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole; Marco Zullo, europarlamentare coordinatore EFDD/M5S in Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale; Elisabetta Gardini, Capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo; Paolo De Castro, vicepresidente Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Parlamento Europeo; Fabiano Barbisan, Consigliere Regionale del Veneto; Francesca Zottis, Consigliere Regionale del Veneto.
Le conclusioni sono affidate al presidente della Cia nazionale Dino Scanavino.

Mercoledì, 13 Febbraio 2019 08:22

Latte, ci vuole un tavolo nazionale

«Solidarietà ai pastori sardi, ma la questione latte riguarda anche noi: il Veneto soffre dei medesimi problemi». Gianmichele Passarini, presidente di CIA - Agricoltori Italiani Veneto, appoggia la protesta dei produttori sardi e ne approfitta per fare il punto della situazione nella nostra regione.
«Da noi la produzione di latte di capra è marginale, concentrata nel Bellunese. Ma siamo grandissimi produttori di latte bovino (1,18 milioni di tonnellate), ed in questo momento produciamo sul filo del prezzo di costo: 38-39 centesimi al litro. Gli allevamenti cioè non riescono ad avere nessun margine di guadagno sulla produzione».
Il dato è confermato dal numero di aziende: tra il 2017 e il 2018 sono sparite più di 100 realtà produttive (sono passate da 3.358 a 3.254). «A soccombere - conferma Passarini - sono gli allevamenti medio-piccoli, mentre resistono le stalle più grosse (quelle con più di 500 capi). Si tratta di un impoverimento del tessuto produttivo veneto, della perdita di realtà piccole e di qualità».
E' per questo che il presidente di CIA Veneto si augura che il ministro all'Agricoltura Gian Marco Centinaio, che ha già espresso il suo interessamento alla vicenda, «consideri la situazione su scala nazionale, non concentrandosi solo sulla Sardegna: non vogliamo fare una guerra tra poveri, per la filiera del latte occorre un intervento complessivo».

Un brindisi all'annata 2015 dell'Amarone di Valpolicella. Gianmichele Passarini, presidente di CIA - Agricoltori Italiani Veneto, ha partecipato stamattina alla cerimonia, portando anche i saluti del presidente nazionale Dino Scanavino, insieme al ministro delle politiche Agricole Gianmarco Centinaio e all'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan.

L’amarone è uno dei migliori biglietti da visita dei vini italiani nel mondo, protagonista di primo piano di quel successo dell’export tricolore che ha in Veneto la prima regione d’Italia, che nel corso del 2018 ha battuto ogni record nell’esportazione di bottiglie di pregio realizzando un valore complessivo di oltre 1 miliardo e mezzo di euro, pari ad un terzo dell’intero export nazionale. Del resto il Veneto è la regione che vanta nel settore dei vini il maggior numero di etichette a denominazione d’origine (ben 53), di cui 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt.

«Un successo, quello della viticoltura a denominazione d’origine – ha fatto notare Pan – che affonda le proprie radici nella sapienza e nelle capacità dei viticoltori e degli enotecnici, in particolare quelli veronesi. Ma che ha alle proprie spalle anche l’importante azione di supporto che la regione Veneto, negli anni, ha svolto e continua a svolgere a favore dei viticoltori e della promozione dei vini veneti all’estero.

Cia era presente con due sue aziende, San Cassiano e Corte Figaretto. «La aziende CIA - ha dichiarato Passarini - si distinguono sempre non solo per l'ottima qualità dei vini, ma per l'amore e la passione con cui lavorano: per noi è motivo di orgoglio, e ci fa piacere che questa dedizione venga poi apprezzata da chi acquista i nostri vini». 

 

Mercoledì, 23 Gennaio 2019 16:03

Agrichef Veneto, grande evento a Castelfranco

Sono i “tortelli con broccolo fiolaro con sugo d’anatra”, preparato dall’agriturismo vicentino “Ca’ d’Oro" di Patrizia Zambon, il piatto selezionato dalla giuria all’Agrichef Festival del Veneto.
L’evento, organizzato da CIA Agricoltori Italiani Veneto e da Turismo Verde, e che si è svolto negli spazi dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “G. Maffioli” di Castelfranco Veneto, ha visto 14 agriturismi provenienti da tutta la regione cimentarsi con le ricette della tradizione.
Il format prevede che gli agrichef Cia incontrino, in ogni regione d’Italia, gli allievi di una alberghiera (i futuri ambasciatori del cibo italiano nel mondo) per raccontare i valori del mondo rurale, unici e peculiari. L’agriturismo infatti valorizza tutte le risorse dell’azienda agricola e del territorio ad esso circostante.
Tra le attività classiche per l’agriturismo, il ristoro assume un ruolo importante e di responsabilità: la scelta di partire con materie prime di qualità e a filiera cortissima, di provenienza aziendale e del territorio, il voler raccontare la storia e la tradizione di un prodotto, di una ricetta, la passione e la dedizione nel preparare un piatto, la convivialità offerta fanno sì che il cuoco, la cuoca debbano curare i molti aspetti della multifunzionalità. L’agrichef è proprio questo: un cuoco/produttore dell’agriturismo che ha messo assieme i saperi della produzione, quelli delle tradizioni e della cultura contadina, la sensibilizzazione verso l’ambiente, la valorizzazione del territorio, il restauro di edifici rurali, il recupero di ricette tramandate nel tempo, il rapporto umano che istaura con il suo commensale, la professionalità e nello stesso tempo la semplicità nel cucinare.
La competenza e la maestria delle aziende coinvolte, unitamente alla passione e all’entusiasmo dimostrato durante le esibizioni, hanno rappresentato un esempio notevole per gli studenti. I ragazzi impegnati in cucina con il compito di affiancare gli agrichef si sono distinti per la loro professionalità e attenzione al compito assegnato.
«La televisione è piena di cuochi e di trasmissioni legate alla cucina – commenta il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini – e certamente si è creato un interesse nuovo e diverso sul settore dell’agricoltura. Non tutti però possono diventare chef stellati o star televisive: quello dello chef (in particolare negli agriturismi) è un lavoro duro, di sacrificio, di studio e di impegno, che si porta dietro soprattutto i valori e la storia del territorio in cui si lavora. Il Veneto non è secondo a nessuna regione per ricchezza di esperienze, ci auguriamo che iniziative come questa diano il giusto riconoscimento ai nostri agrichef e invoglino gli studenti a intraprendere questa strada».
«Con questa giornata – aggiunge Donata Cenedese, presidente di Turismo Verde Veneto - vogliamo sottolineare il lavoro nelle nostre aziende agricole. Raccontare il lavoro quotidiano sulla terra, presentare i prodotti che coltiviamo accompagnandoli alla storia del luogo, è una opportunità fantastica. Spero che tutti possano gustare l’ingrediente in più che ogni nostro agrichef mette nei propri piatti: la passione. Gli agriturismi – sono 220 quelli associati a Turismo Verde in tutto il Veneto - sono delle "perle preziose", perché proteggono la natura, i gusti e le nostre tradizioni».

«Il ruolo dell’agriturismo – conclude l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan - è quello di essere cultore, lo scrigno, il difensore dei veri valori dell’agricoltura. Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia, il circuito degli agriturismi – oltre 1200 in tutta la regione, con 14mila posti letto - è una chicca del sistema».

Gli agriturismi partecipanti: “Ai Bagolari” e “Althea” per Treviso, “Capeeto” e “Marchetto” per Padova, “Pian de levina” e “Filippon” per Belluno, “Lauretta e Vittorino” e “al Segnavento” per Venezia, “La rugiada” e “Ortodidattico il profumo della freschezza” per Rovigo, “Da Bedin” e “Cà d'oro” per Vicenza e “Casa Rosa” e “Antico Molino Mazzi” per Verona.

La giuria: Guido Povolo, Consiglio Nazionale Periti Agrari; Giovanna Capuzzo, Presidente Federconsumatori Veneto; Stefano De Rui, Veterinario Servizio di Sanità animale ULSS 2 Marca Trevigiana; Antonio Soligon, Storico dell’Arte e dell’Architettura; Mario Stramazzo, giornalista; Anna Maria Pellegrino, presidente Associazione italiana Food Blogger.

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«Con Quota 100 si evidenzia un cambio di tendenza concettuale rispetto alla Fornero: da questo punto di vista ci sono elementi di positività per la nostra categoria. Mentre per circa un milione di pensionati ex agricoltori, quasi tutti con assegni al minimo, potrebbe non esserci alcun beneficio».

È questa la prima analisi effettuata dalla CIA – Agricoltori Italiani in base alle elaborazioni del proprio patronato, l’Inac.

«Quello che non torna – dichiara il presidente regionale Gianmichele Passarini – e che rappresenterebbe un vero paradosso è riferito alla pensione di cittadinanza: questa garantirebbe, a persone che non hanno versato un solo euro di contributi, assegni di importi superiore a quelli destinati agli agricoltori. Quindi, chi ha lavorato una vita in agricoltura, versando i regolari contributi, rimarrà con una pensione al di sotto della soglia di povertà».

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Cia – Agricoltori Italiani Veneto e Turismo Verde Veneto organizzano “IncontriamoCIAtavola”, l’Agrichef Festival del Veneto.
Mercoledì 23 gennaio 2019 in collaborazione con l’Istituto IPSSAR “G. Maffioli” di Castelfranco Veneto (che ospiterà l’evento, nella sede di via Valsugana 74), quattordici agriturismi provenienti da tutta la regione si confronteranno con ricette della tradizione rurale, raccontandone la storia e il contesto territoriale. A fianco degli chef ci saranno gli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, che potranno cogliere dall’iniziativa elementi utili per il loro percorso scolastico e – un domani – lavorativo.
La giuria, che vedrà la presenza di figure in rappresentanza del mondo agricolo, della cultura, dell’enogastronomia rurale e della stampa, dovrà esprimere una valutazione sui piatti proposti dagli Agrichef. Il selezionato parteciperà alla finale nazionale degli Agrichef Festival.

L’Agrichef è una figura che nasce da un’idea lanciata dalla Confederazione Italiana Agricoltori in occasione dell’Expo di Milano e rappresenta nella sua definizione più ampia il cuoco, di comprovata abilità ed esperienza, che esercita il suo mestiere all'interno della cucina dell'agriturismo, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità, dei saperi contadini, utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati alla tutela della biodiversità.

Le strutture partecipanti sono: “Ai Bagolari” e “Althea” per Treviso, “Capeeto” e “Marchetto” per Padova, “Pian de levina” e “Filippon” per Belluno, “Lauretta e Vittorino” e “al Segnavento” per Venezia, “La rugiada” e “Ortodidattico il profumo della freschezza” per Rovigo, “Da Bedin” e “Cà d'oro” per Vicenza e “Casa Rosa” e “Antico Molino Mazzi” per Verona.
Alla premiazione dei partecipanti sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni regionali e territoriali. L’incontro si concluderà con una degustazione di prodotti delle aziende.

Domenica, 30 Dicembre 2018 15:17

Vendita diretta, si cambia

La manovra in approvazione in Parlamento rivoluziona la vendita diretta per le aziende agricole: un emendamento voluto dal sottosegretario al ministero delle Politiche agricole Franco Manzato consentirà alle aziende agricole di vendere, in forma non prevalente rispetto alla loro produzione, le produzioni di altre imprese di categorie agronomiche diverse dalle loro.
Tra i vari temi agricoli, questa è un'assoluta novità per il comparto agroalimentare nazionale. Alle aziende che fanno vendita diretta si concede la possibilità di vendere prodotti anche di altri imprenditori agricoli. Si genera così un circolo virtuoso che mette in rete le realtà italiane di settore distribuite sul territorio e spesso isolate nella produzione come nella vendita dei prodotti.
Il risultato sarà una possibilità di distribuzione incrociata delle produzioni agricole tra le aziende agricole. Da un lato un aumento del reddito e dell'occupazione, dall'altro una diminuzione dei costi dei prodotti a favore dei consumatori. E, di conseguenza, una crescita dei consumi interni. Secondo le stime del governo, in una prima fase, potrebbero essere coinvolte fino a 300mila aziende agricole italiane.

«In Veneto – commenta il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini – la misura interessa quasi 19.000 aziende agricole su 70.000. Si tratta di una modifica in base alla quale gli imprenditori agricoli possono vendere non solo prodotti propri ma anche prodotti agricoli e alimentari acquistati direttamente da altri imprenditori agricoli. Il vincolo è che tali prodotti non debbano appartenere alla stessa categoria merceologica dei prodotti propri e l'attività di vendita non deve essere prevalente rispetto a quella dei prodotti propri. È un cambiamento positivo: vuol dire valorizzare il prodotto ma di fatto mettere in rete, a livello locale e nazionale, le aziende agricole, che diventano dei piccoli negozi».

«Ringraziando il sottosegretario Manzato, ci auguriamo – conclude Passarini – che questo sia solo il primo segnale di attenzione per il settore dell’agricoltura, che ha molte questioni aperte sul tappeto: l’attacco delle produzioni estere su frutta e verdura, le politiche della grande distribuzione, i prezzi troppo bassi dei cereali».

 

CIA - Agricoltori Italiani di Treviso ha promosso un tavolo di confronto con altri paesi: a Treviso sono arrivate le esperienze di altissimo livello di Francia, Portogallo e Stati Uniti.
La tavola rotonda organizzata da Cia Treviso «Sostenibilità in viticoltura: esperienze estere a confronto» che si è tenuta al Centro Congressi BHR di Quinto di Treviso, si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico, con il prezioso contributo per i produttori trevigiani e veneti di quattro esperienze estere, quattro progetti diversi per dare risposta ad una esigenza comune. Ancora una volta la conferma per CIA Treviso di aver imboccato la strada giusta per un processo di innovazione in termini di sostenibilità nel settore viticolo.
«La sostenibilità è uno dei temi chiave del nostro impegno e ci crediamo moltissimo – spiega Giuseppe Facchin, presidente CIA Treviso -. Ora con questa tavola rotonda abbiamo aperto una finestra sul mondo, siamo usciti dai nostri confini perché vogliamo conoscere cosa fanno all’estero, paesi come Francia, Portogallo e Stati Uniti che hanno intrapreso il percorso della sostenibilità molto prima di noi. Analizzando le esperienze che abbiamo ascoltato oggi qui a Treviso e quelle che stiamo raccogliendo sul nostro territorio, ci stiamo rendendo conto ogni giorno di più come sostenibilità sia la giusta sintesi tra valori, tecnica e business.
Ognuno dei quattro relatori ha portato la propria esperienza, la propria storia di viticoltura sostenibile.

Pierre Naviaux, responsabile Progetto Ambiente, CIVC (Francia) punta sull’approccio collettivo, al contrario non si cresce. «Il tratto distintivo dell’approccio alla sostenibilità in Champagne è di coinvolgere tutta la filiera, tutti gli attori, dal più piccolo al più grande. La sostenibilità è stata pensata a livello regionale. La Champagne è una regione che ha un prodotto da valorizzare, lo champagne appunto, con 34 mila ettari (ha) di superficie vitata, 280 mila parcelle, appezzamenti piccoli coltivati da 15 mila viticoltori. Abbiamo piccole aziende e altre quotate in borsa e non vogliamo lasciare fuori nessuno dal percorso del sostenibile. Noi puntiamo ad un approccio collettivo e chi non ha i mezzi riceve comunque un aiuto. È un processo di miglioramento continuo. Abbiamo costituito un quaderno di riferimento, una vera e propria guida di sviluppo sostenibile in Champagne con numerosi punti che riguardano non solo i prodotti fitosanitari, ma anche la gestione dei reflui, la concezione ecologica degli edifici, tutti gli aspetti legati all’ambiente».
«In Francia - ci spiega Florence Gras - responsabile della formazione e consulente sostenibilità, gruppo ICV (Francia), la più grande struttura di consulenza vitivinicola al mondo - possiamo fissare una data. Nel 2007 sono stati creati gli “ingranaggi dell’ambiente” così chiamati perché hanno avviato ad una presa di coscienza della richiesta di sostenibilità da parte dei consumatori, molto interessati e consapevoli, tanto che mettono parecchia attenzione al tema nei loro acquisti, il vino in particolare, compresi i giovani. Il ruolo delle cooperative è fondamentale perché ogni cooperativa al di là di un luogo di produzione di vino vuol dire 200-300 famiglie che lavorano su una zona viticola omogenea ».

Dal consulente francese alla figura del biologo Nuno Oliveira, responsabile Ecosistema, Esporão S.A. che lavora in un’azienda di grandi dimensioni che si occupa di ecosistemi e che ci conferma l’interesse crescente anche in Portogallo per la sostenibilità.
«I produttori stanno prendendo coscienza che la sostenibilità è un aspetto importante nella viticoltura e che è uno degli elementi che interviene anche nella formazione del prezzo di una bottiglia di vino da mettere nel mercato. Inoltre l’azienda che rappresento ha colto l’opportunità di creare valore aggiunto attraverso la ricostituzione di ambienti e habitat naturali favorevoli sia al ritorno di predatori naturali dei parassiti della vite, sia alla valorizzazione turistica della propria area aziendale».
La forza della lunga esperienza sostenibile arriva anche dagli Stai Uniti.

Stephanie Bolton, Direttore Viticoltura Sostenibile, LWC (USA) rappresenta il LODI, una zona vitivinicola ai piedi della Sierra Nevada, dove si coltivano oltre 100 varietà di uva, la prima zona a dotarsi di regole di sostenibilità, le Lodi Rules, una storia di 30 anni. «Gli agricoltori della regione hanno formato una commissione nel 1991 che promuove ricerca e informazione e ogni cinque anni votano per rinnovare una tassa autoimposta che finanzia appunto la commissione, la stessa che nel ’92 ha lanciato un programma di base per la riduzione dei pesticidi utilizzati nei trattamenti a vantaggio di tutto l’ecosistema. Oggi abbiamo 4-5 generazioni di viticoltori che hanno deciso di abbracciare una viticoltura più responsabile. Il nostro approccio alla sostenibilità? Molti agricoltori in California lavorano in modo sostenibile senza essere certificati, ci chiedono di non partecipare a programmi di certificazione. Noi offriamo formazione gratuita per la sostenibilità andando anche nelle scuole. Il nostro processo di certificazione è rigoroso, volontario, si basa sulla scienza ed è accreditato da terze parti, oltre che autofinanziato dalle stesse aziende».
«Siamo stati lungimiranti, spiega Gianmichele Passarini, presidente CIA Veneto -, prima di altri abbiamo iniziato un’attività di informazione e consulenza alle aziende su questi temi. anche in rapporto alla società. Oggi è necessario dare ai nostri prodotti un valore aggiunto che vada oltre la qualità organolettica e che parli del nostro rapporto con l’ambiente e la società».

Giovedì, 29 Novembre 2018 18:42

Cia Veneto all’assemblea nazionale

Tra maltempo, calamità naturali, dissesto idrogeologico e fauna selvatica, non prevenire è già costato all’Italia oltre 20 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Ancora oggi, quasi 7.000 comuni e 150.000 imprese agricole sono esposti a rischi ambientali. L’incuria e la cementificazione senza regole continua a bruciare 14 ettari di terreno coltivabile al giorno e più di 6 milioni di cittadini risiedono in aree soggette a frane e alluvioni. Questi i dati allarmanti (vedi focus) che hanno spinto Cia-Agricoltori Italiani a lanciare un progetto di manutenzione infrastrutturale del territorio nazionale. Un vero e proprio Ordine del giorno in cinque mosse presentato in occasione dell’Assemblea nazionale, oggi a Roma all’Auditorium Conciliazione.
Quasi duemila imprenditori agricoli, provenienti da tutte le regioni italiane, si sono riuniti nella capitale per chiedere a gran voce l’attuazione di quello che il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, ha definito un “atto storico”, ovvero un intervento straordinario di tutela, manutenzione e gestione sostenibile del Paese, recuperando gli enormi ritardi infrastrutturali e puntando sulla centralità dell’agricoltura. Obiettivo finale è la costruzione di un grande piano agro-industriale che potrebbe creare fino a 100 mila nuovi posti di lavoro generando Pil e ricchezza.
“La parola d’ordine deve essere prevenzione, non più emergenza -ha spiegato Scanavino- basta azioni spot nate a seguito dell’ultima tragedia. Nel nostro progetto, che vogliamo sottoporre da oggi a Istituzioni nazionali e locali, ci sono le linee guida per un reale cambio di marcia”. Si parte dall’immediata messa in sicurezza dei territori più a rischio e da un’attenta programmazione per il futuro, che deve partire dalle aree interne. Urgenti, poi, reali politiche di governance del territorio: dallo sviluppo di verde urbano e bioedilizia alla valorizzazione del presidio degli agricoltori, lavorando per contrastare il consumo di suolo, l’abbandono e lo spopolamento delle aree rurali e marginali, e salvaguardando il patrimonio boschivo. Occorre, quindi, favorire reti d’impresa territoriali, mettendo in sinergia agricoltura, commercio, logistica, turismo, enti locali e cittadini, in un’ottica di sistema integrato su misura. Inoltre, non è più rinviabile un nuovo e più efficace piano di intervento sulla questione fauna selvatica, che superi la normativa vigente, tanto più che danni e pericoli hanno assunto una dimensione insostenibile anche in termini di sicurezza nazionale. Infine, se ben orientate, le risorse della nuova Pac potrebbero concorrere al rilancio delle comunità e delle economie locali, mettendo assieme Fondi strutturali Ue, misure di sostegno, incentivi e programmi di infrastrutturazione del territorio.
“Questo è il contributo degli Agricoltori Italiani per il Paese che vogliamo -ha detto il presidente Cia in Assemblea-. Territorio, infrastrutture e innovazione sono i tre asset su cui investire risorse e costruire politiche di sviluppo, da subito, mettendo in rete governo, regioni, comuni ed enti locali, con le altre risorse socio-economiche dei territori -ha concluso Scanavino- e valorizzando il ruolo essenziale dell’agricoltura”.

“Una relazione - ha commentato il presidente do Cia Veneto Gianmichele Passarini, presente all’assemblea con una nutrita delegazione - che porta ad un livello ancora più alto il ruolo che l’agricoltura può e vuole avere nel nostro Paese. Noi, in Veneto, siamo pronti a fare la nostra parte”.

 

“Il Paese che vogliamo” è il titolo dell’assemblea regionale che CIA – Agricoltori Italiani Veneto ha tenuto venerdì 23 novembre a Mestre.
In vista dell’assemblea nazionale, in programma a Roma il 28 e 29 di questo mese, CIA Veneto ha approfittato della assise annuale per mettere attorno ad un tavolo agricoltori e istituzioni. A fare gli onori di casa il presidente regionale Gianmichele Passarini. Sono intervenuti il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole Franco Manzato, la deputata Maria Cristina Caretta, gli assessori regionali Giuseppe Pan e Cristiano Corazzari, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Fabiano Barbisan, il prof. Vasco Boatto.

«C’è un’idea forse stereotipata dell’agricoltore – ha spiegato Passarini – dell’anziano con il trattore. Si tratta invece di un settore in continua evoluzione, votato al futuro e di primaria importanza per la vita quotidiana di tutti noi: agricoltura vuol dire cibi di qualità, vuol dire salvaguardia del territorio, vuol dire cura della biodiversità, vuol dire gestione delle risorse idriche».

Nella sua relazione, Passarini ha ricordato i passi avanti compiuti dall’Italia e dal Veneto in particolare nel campo della sostenibilità. Migliorano tutti gli indici sull’impatto ambientale: CO2 a -25%, pesticidi a -27% ed erbicidi -31%. Nella nostra regione la produzione di energia green è salita addirittura del +690% e le superfici dedicate alle coltivazioni biologiche del +56%.
«L’agricoltura – conferma Passarini pesa solo per il 6% sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente; crescono le colture green e le energie rinnovabili mentre diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante. Ci sono però ancora molti passi da fare: serve ricerca, automazione e graduale diminuzione dell’uso di energie tradizionali non rinnovabili».

Dopo i danni provocati dal maltempo a fine ottobre (e per i quali CIA Veneto ha organizzato una raccolta fondi), il presidente ha insistito sulla necessità di salvaguardare il territorio.
L’8% del territorio nazionale è ad alto rischio idrogeologico. Il Veneto è la Regione, insieme alla Lombardia, che ha più fortemente compromesso il territorio. E gli ultimi eventi climatici che hanno raso al suolo intere foreste nel bellunese e nel vicentino hanno dimostrato la fragilità del nostro habitat. In un anno in Veneto vengono consumati 1.134 ettari con una percentuale di incremento pari allo 0,50% secondo i dati ISPRA. Un quinto degli ettari consumati in tutta Italia (5.211) nei dodici mesi si concentra in Veneto, che stacca la Lombardia con 603 ettari consumati. Sono dati preoccupanti e che devono far riflettere. Sono necessari interventi sistematici di manutenzione del territorio a partire dalle azioni di prevenzione dei disastri ambientali e per contrastare il consumo, il degrado e l’abbandono del suolo.
«Fino ora il problema del clima che cambia è stato affrontato con l’emergenza. Dobbiamo cambiare prospettiva, adattandoci ai cambiamenti climatici e mettendo in campo la pianificazione sia di tecniche che di strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi». Tra le soluzioni proposte, «un piano di invasi, anche di piccole dimensioni, anche ad uso plurimo. L’agricoltura ha bisogno di acqua, occorre poterne fare provvista quando ce n’è in abbondanza per poterne disporre quando manca. Bene il finanziamento del piano irriguo nazionale dedicato al potenziamento del nostro sistema di gestione collettiva dell’acqua, ma occorre prestare attenzione in modo coordinato anche al resto degli agricoltori che si trovano al di fuori dei consorzi di irrigazione. L’agricoltura veneta guarda al risparmio idrico e all’efficienza idrica come fattori economici importanti. Complici gli investimenti resi disponibili dalla PAC, il sistema irriguo italiano è tra i più avanzati in Europa. Sicuramente occorrerà migliorare ancora, ma molti sforzi sono stati compiuti e molte tecnologie si stanno rendendo disponibili, comprese quelle che fanno uso di satelliti, di collegamenti agli smartphone e sistemi nell’infrarosso per misurare l’accrescimento delle colture. C’è poi l’agricoltura di precisione, i droni. Le tecnologie sono disponibili e renderanno sempre più possibile ed efficace il risparmio idrico in futuro».

Infine Passarini ha richiamato l’attenzione degli intervenuti su politiche di sostegno al reddito, sulla necessità di una semplificazione burocratica e sul superamento della logica emergenziale che oggi caratterizza la gestione della fauna selvatica. Quest’ultima questione, in particolare i cinghiali nell’area dei Colli Euganei e il lupo nell’area della Lessinia, va affrontata con una nuova ottica. «L’attività venatoria può avere un ruolo chiave nella risoluzione del problema ma, vista anche la carenza di operatori, è importante il coinvolgimento delle imprese agricole situate nelle aree particolarmente a rischio al fine di avviare percorsi di nascita di forze di intervento specializzate».

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Assograssi, Fiesa-Confesercenti, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Uniceb hanno firmato oggi l’atto costitutivo con il quale hanno dato vita all’Associazione "O.I. Carni Bovine-OICB".

"O.I. Carni Bovine-OICB", costituita nell'interesse dell'intera filiera, ha tra i propri scopi la tutela e la difesa dell’immagine del settore dalle notizie false o tendenziose che spesso vengono diffuse e, al contempo, la promozione di una assunzione consapevole delle proteine animali e la valorizzazione della zootecnia per la tutela dei territori rurali dalla desertificazione.

La neocostituita "O.I. Carni Bovine-OICB" vuole in prima battuta ribadire, come emerso da recenti studi, che la carne, consumata all’interno di una sana e corretta dieta alimentare, permette di mantenere la salute, sviluppare le attività cerebrali, contribuire alla crescita scheletrica e dei muscoli e incrementare la fertilità.

Ad avviso dei costitutori, si tratta di un primo importante passo, da tempo atteso dagli operatori della filiera, per la creazione di una struttura centrale, indispensabile per le scelte che dovranno essere prese per lo sviluppo, l’innovazione e il commercio di questo settore strategico per l’agroalimentare italiano.

Il cuore operativo e propulsivo della neonata struttura sarà rappresentato dagli operatori, dal momento che lo statuto di "O.I. Carni Bovine-OICB" prevede la costituzione di appositi comitati di prodotto, il cui compito sarà quello di indicare le scelte e le linee di indirizzo per lo sviluppo del settore. Tali comitati, costituiti da operatori del settore in rappresentanza degli associati, si occuperanno delle questioni relative alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti di riferimento, con particolare attenzione ai processi di internazionalizzazione per l’accesso ai nuovi mercati; in particolare esamineranno: accordi, procedure e regole comuni, con l’obiettivo di abbattere i costi e migliorare le caratteristiche merceologiche, la logistica e le procedure di transazione.

Proprio con lo scopo di rafforzare l’intento inclusivo della neocostituita "O.I. Carni Bovine-OICB", gli organismi che aderiranno saranno considerati, fino alla prima assemblea generale che si terrà entro il mese di febbraio, tra i soci promotori. L’obiettivo è far sì che "O.I. Carni Bovine-OICB" diventi la massima espressione del settore, fulcro del dialogo tra tutti i rappresentanti della filiera.

"Una protezione davvero efficace delle specie in via d’estinzione passa anche dalla risoluzione dei conflitti che queste ultime possono creare" E' così che Bruxelles  -come riportato anche da Repubblica.it- spiega e annuncia la decisione di alzare dall'80% al 100% i rimborsi per i danni prodotti ai greggi dai lupi.

Inoltre, fa sapere la Commissione europea, gli stanziamenti serviranno a coprire in modo totale, anche le difese preventive come recinti elettrici e cani da guardia e i costi indiretti come i veterinari per curare i capi feriti e il lavoro per riunire le greggi dopo un attacco.

L'operazione va a modificare così le linee guida dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020

Sebbene non si abbia un dato certo, stando ai dati del Wwf, in Italia si contano circa 1.580 i lupi, presenti per lo più sugli Appennini e in Toscana. Il “Piano per la gestione e la conservazione del lupo” ad opera della Conferenza Stato-regioni è da tempo allo stallo.

I cittadini, gli agricoltori, le aziende del Veneto sono state colpite a fine ottobre da una eccezionale ondata di maltempo.
E' per questo che abbiamo deciso di aprire un conto corrente per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione: anche il più piccolo contributo sarà importante.
Il conto corrente è intestato a:
CIA PER IL TERRITORIO VENETO
Iban: IT28T0890462180021000002642
Grazie da CIA Agricoltori Italiani Veneto

Giovedì, 15 Novembre 2018 09:13

Intima - Mente Cibo

Comincia mercoledì 21 novembre "Intima - Mente Cibo", il iiaggio itinerante in Veneto alla scoperta della sinergia tra il cibo stagionale e la vita intima della donna, dell’uomo e della coppia, organizzato da Donne in Campo. Quattro serate che toccheranno le province di Vicenza, Padova, Venezia e di nuovo Vicenza. Tutti i prodotti che verranno utlizzati sono prodotti delle nostre aziende agricole del territorio.

Il costo di ogni serata è di 30 euro e comprende sia la spiegazione della Dottoressa Carlotta Scalco (Ostetrica libera professionista, appassionata di alimentazione, relazione, nascita e ri-nascita) che la cena. La prenotazione è obbligatoria chiamando presso l’agriturismo o nella propria Cia di riferimento. I soldi raccolti aiuteranno a sviluppare un progetto di cooperazione internazionale a favore dei piccoli produttori agricoli locali dei paesi in via di sviluppo con il duplice obiettivo di sviluppare al meglio le loro capacità agricole (tramite la formazione e lo sviluppo diretto di migliorie tecniche), in termini di efficienza e resa, e di assicurargli un livello di vita sicuro e dignitoso, per se stessi e le loro famiglie (tramite progetti mirati agli aspetti socio-sanitari della vita rurale).

Per informazioni: Donne in Campo Veneto - tel. 041/5381999 – 041/929900 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CIA Agricoltori Italiani Veneto sta monitorando da ormai quasi 48 ore la situazione del maltempo sul territorio regionale. La prima parte della giornata di lunedì è stata vissuta con particolare apprensione nelle province di Belluno, Treviso e Venezia. «La rete idrica - conferma il presidente regionale Gianmichele Passarini- è in grande sofferenza. Non aiuta il vento di scirocco che riporta l'acqua verso l'interno. A peggiorare la situazione, la vastità di superfici impermeabili del nostro territorio». L'eccezionale ondata di piogge sta mettendo in ginocchio anche le produzioni agricole: il 20 per cento della soia - in Veneto ci sono quasi 140mila ettari coltivati - non è stato ancora raccolto e c’è un rallentamento nella semina del frumento (che nel 2018 e di 96.300 ettari).
«È molto importante che sia stata diramata la massima allerta in queste ore – aggiunge Passarini – e ci sia una mobilitazione così importante, Ma è arrivato il momento di cambiare approccio. Fino ad ora il problema del clima che cambia è stato affrontato in emergenza. Dobbiamo invece adattarci al cambiamento climatico. Ciò ribalterebbe la situazione e ci permetterebbe di ragionare in previsione di ciò che succederà, mettendo in campo la pianificazione sia di tecniche che di strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi. Superata questa emergenza, dovremo cambiare passo, mettendo attorno allo stesso tavolo gli agricoltori, gli esperti, i ricercatori e i decisori politici».

 

Venerdì, 19 Ottobre 2018 09:31

Pagamento anticipi PAC 2018

Agea ha comunicato i criteri per il pagamento dell’anticipo del 70% dei pagamenti diretti dal 16 ottobre 2018.

Con la Circolare n. 80665 del 16 ottobre 2018, Agea ha emanato le indicazioni per l’anticipo del 70% per i pagamenti diretti di cui al Reg. 1307/2013.

Agea e gli Organismi pagatori possono pertanto pagare un anticipo del 70% dei pagamenti, a partire dal 16 ottobre 2018.

I pagamenti che possono essere oggetto di anticipo sono quattro:

1. pagamento di base;
2. pagamento greening;
3. pagamento giovani agricoltori;
4. pagamento del regime dei piccoli agricoltori.

 

Domenica, 14 Ottobre 2018 13:30

Veronese e Polesine, ok al ristoro dei danni

Con la dichiarazione di eccezionale avversità atmosferica la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha delimitato le aree del Veronese e del Polesine colpite dal maltempo del 16 luglio e del 13 agosto scorsi e ha attivato le procedure del Fondo di solidarietà nazionale per il ristoro dei danni alle aziende colpite. Il provvedimento individua le zone territoriali di alcuni comuni della provincia di Verona e Rovigo, dove, rispettivamente a seguito della tromba d’aria del 16 luglio 2018 e dei venti impetuosi del 13 agosto 2018, sono stati accertati danni al comparto agricolo a strutture non ammissibili ad assicurazione agevolata ed alle scorte.

Per il Veronese le località interessate sono: Erbè (località: Boschetti, Oni), Gazzo Veronese, (Olmo San Pietro, Rocanova), Nogara, (località: Campiol, Casoni, Montalto, Olmi), Sorgà (intero territorio comunale), Trevenzuolo (località Roncolevà). In provincia di Rovigo le località interessate sono: Adria (località di Spin, Case Matte, Sabbioni, Fasana e Campelli) e Pettorazza Grimani (località di Botti Barbarighe).

«La pubblicazione del decreto - spiegano i tecnici di CIA Veneto - consentirà alle imprese agricole danneggiate di presentare, agli sportelli di Avepa delle province interessate, richiesta di intervento a ristoro dei danni sulle strutture agricole non assicurabili ed alle scorte. L’intervento resta subordinato alle disponibilità di risorse sul Fondo di solidarietà nazionale. I nostri uffici sono a disposizione dei nostri soci per qualsiasi informazione».

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 14:43

Incontro sulle pensioni

Lunedì 15 ottobre, alle 10, presso l'azienda agrituristica "La Campagnola" di Ghizzole di Montegaldella (VI), ANP Veneto, l'associazione dei pensionati di CIA Veneto, incontrerà deputati e senatori per per parlare delle proposte in tema di sistema pensionistico, così come approvate dalla giunta nazionale dell'ANP. 

«Sarà l'occasione - spiega il presidente di ANP Veneto Giuseppe Scaboro - per poter esporre direttamente le richieste di adeguamento delle pensioni minime, in particolar modo delle pensioni dei lavoratori autonomi agricoli, e per porre l'attenzione sui temi della povertà e sulla necessità di adeguate politiche sociali».

Aprirà l'incontro il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini e saranno presenti i dirigenti della CIA e dell’Associazione Pensionati del Veneto.

 

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:32

Alternanza Scuola Lavoro

C'è anche CIA Veneto tra i firmatari del protocollo d'intesa sulla Alternanza Scuola Lavoro, promosso dalla Regione Veneto e dall'Ufficio Scolastico Regionale in accordo con le associazioni datoriali e le categorie. La firma è in programma giovedì 11 ottobre presso l'ITS Marco Polo – Fondazione per la Mobilità Sostenibile di Venezia. 

«Siamo lieti di poter sottoscrivere questo accordo - spiega il presidente regionale Gianmichele Passarini - perché l'agricoltura di oggi è un mondo complesso, in cui lo studio e la preparazione possono fare la differenza. Cercheremo, attraverso la cabina di regia regionale e i tavoli provinciali, di fare incontrare le aziende agricole e il mondo scolastico: da anni si parla del nostro come di un settore che fa fatica a svecchiarsi, che attira pochi giovani. Esperienze come quelle dell'Alternanza Scuola Lavoro possono invece offrire uno spaccato più veritiero a tanti studenti e magari spingere qualcuno ad intraprendere questo percorso di vita».

 

L’INAIL, con la circolare n. 37 del 24 settembre 2018, informa che dal 1° ottobre 2018 è disponibile il servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio online per i datori di lavoro del settore agricoltura, il cui utilizzo sarà obbligatorio a partire dal 9 ottobre 2018. I soggetti tenuti all’adempimento dell’obbligo in questione sono i datori di lavoro inquadrati, ai fini previdenziali e assicurativi, nel settore agricoltura e registrati negli appositi archivi dell’Inps. Il suddetto Istituto, infatti, provvede sia alla riscossione dei contributi di previdenza e assistenza sociale e assicurativi, sia all’accertamento dell’appartenenza al settore agricoltura. La denuncia/comunicazione può essere effettuata anche dagli intermediari e dai loro delegati. Nei due allegati la nota integrale e la circolare dell’INAIL.

 

 

 

 

Mercoledì, 19 Settembre 2018 13:56

Cia al Flormart di Padova

2,5 miliardi e mezzo di fatturato, 27.000 aziende, 100.000 occupati: a livello nazionale il florovivaismo è un comparto fondamentale per il settore primario, e i numeri dicono lo stesso per ciò che riguarda il Veneto, dove il valore della produzione è in leggero miglioramento (209 milioni di euro a fine 2017), per un totale di 2.700 ettari coltivati e circa 1.500 aziende. Il quadro generale del florovivaismo è promettente, come hanno sottolineato esperti e rappresentanti istituzionali nell’ambito della tavola rotonda che oggi ha aperto l’edizione 2018 del Flormart, nei padiglioni di PadovaFiere. Esiste, però, un buon margine di miglioramento, soprattutto per ciò che riguarda l’attenzione che il mondo politico deve avere nei confronti di questo comparto, ben lontano dall’essere il ‘fanalino di coda’ dell’agricoltura: “I dati relativi al florovivaismo fotografano un comparto vivace, dalle grandi potenzialità – ha dichiarato il Presidente nazionale di CIA, Dino Scanavino -. Di certo è sottostimato l’apporto che il settore da alla buona organizzazione dei sistemi urbani e del paesaggio nel suo complesso, e proprio i florovivaisti intendono mettersi a disposizione delle amministrazioni per prendersi cura del territorio e incentivare il turismo”.

In Veneto, la produzione di fiori e piante (52,6 milioni di euro) e la produzione vivaistica (circa 29 milioni di euro) sono entrambe in leggero calo, mentre il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese ha quasi raggiunto i 128 milioni di euro (+1%).
La Regione mostra di considerare le notevoli capacità di sviluppo del florovivaismo: “Il Veneto è la prima regione d’Europa per investimenti nel settore – ha detto l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione -. E’ fondamentale fare rete anche in quest’ambito, perché il florovivaismo consente di garantire una tutela ancora maggiore del paesaggio, e ciò si ripercuote positivamente sul turismo, che rappresenta un comparto indispensabile per la nostra economia”.

In questo contesto generale, si inserisce anche Padova, che con 452 aziende è la prima provincia veneta nel settore del florovivaismo: nonostante il calo dello 0,9% registrato nell’ultimo anno nel numero di imprese, il comparto gode di buona salute in questa parte del territorio regionale. Per quanto riguarda le superfici investite, Padova registra una flessione significativa (780 ettari, -13,5%), ma si conferma comunque la provincia più importante del Veneto. In particolare, a livello padovano si sta già lavorando per valorizzare il settore e avvicinarlo sempre di più ai mercati esteri: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo, che ha come obiettivo quello di promuovere l’attività delle aziende e creare un marchio vendita.

“Il distretto di Saonara è tra i protagonisti del Salone, un’occasione per far conoscere agli operatori del settore le potenzialità del nostro territorio – commenta il Presidente provinciale di CIA, Roberto Betto -. Siamo fermamente convinti che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti, e che il comparto abbia voglia di vivacità e investimenti nel futuro. Il mercato interno sta andando bene, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero”.

 

«Bene il mercato interno, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero: spero che da questa edizione di Flormart vengano le ricette giuste per il settore del florovivaismo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, ha commentato così la presenza dell’associazione alla 69esima edizione del Flormart. «Il florovivaismo è un settore importante per gli agricoltori, e il mondo Cia è sensibile alle sue esigenze particolari». Passarini ricorda la forza del florovivaismo in particolare nel padovano e nel trevigiano. «Ma è un settore che ha necessità di investimenti: soprattutto l’esigenza è quella di trovare sbocco al di fuori del perimetro veneto e italiano. La nostra regione è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un saldo negativo tra importazione ed esportazioni. Per questo occorre lavorare per arrivare ad un marchio unico di qualità che riesca a far uscire il prodotto dal territorio. A livello padovano si sta già lavorando per questo: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo che ha come obiettivo quello di valorizzare il settore e creare un marchio vendita. Vedremo se il Salone porterà novità in questo senso: credo che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti».

 

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Chi siamo

La Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto è la struttura della Cia che opera nel territorio veneto. È un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai governi, che lavora per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società, rappresentando oggi oltre 35.000 aziende.

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