Lunedì, 22 Luglio 2019 08:13

Carta Serena

Carta Serena offre, ai propri associati, una gamma di servizi, coperture, opportunità e agevolazioni. A essa si aggiungono le convenzioni, che la Cia nazionale e le sedi territoriali stipulano per tutti gli iscritti: un “marketing associativo” sempre più utile e accattivante per il sistema Confederale e per l’insieme della “Community Cia”, di cui i pensionati e le loro famiglie sono parte importante.
Scarica qui sotto il depliant informativo

 CARTA SERENA

“Siamo lieti che la Corte Costituzionale abbia riconosciuto agli enti locali il potere di adottare provvedimenti in materia di gestione di fauna selvatica. Adesso siamo pronti ad un passo ulteriore: abbiamo chiesto un incontro all’ANCI Veneto, per studiare assieme ai sindaci le misure più efficaci per intervenire nelle more della modifica della legge”.

Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, interviene nel dibattito sui grandi carnivori.

“E’ inutile gridare ‘al lupo al lupo’ senza intervenire. È un bene che finalmente anche le altre associazioni agricole sposino la necessità di modificare la legge 157/92 sulla fauna selvatica. Già a maggio scorso - ricorda Passarini - avevamo consegnato alla Regione del Veneto la nostra proposta di modifica della legge, ormai datata e inadeguata, e così è avvenuto anche a livello nazionale. Il concetto base è quello di sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione”.

Passarini invita inoltre a distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività di caccia, proprio nei giorni in cui è stato approvato il calendario venatorio.

“La gestione della fauna selvatica e l’attività venatoria hanno evidentemente delle connessioni tra loro, ma si tratta di due aspetti profondamente distinti: di carattere generale di governo del territorio il primo, e specifico, ludico-ricreativo il secondo. Questa distinzione deve essere presente e caratterizzare la programmazione e la gestione del sistema”.

Il presidente CIA richiama ancora la proposta di legge presentata un paio di mesi fa: “Le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria. Il controllo delle specie in eccesso deve rappresentare un’azione prioritaria nella programmazione faunistica, mettendo in campo tutti gli strumenti preventivi e operativi necessari, anche con strumenti di emergenza e di pronto intervento. Il controllo, anche quando prevede l’abbattimento selettivo dei selvatici, deve essere svolto prioritariamente da personale pubblico e/o dagli addetti della vigilanza venatoria, oltre che dall’azione ordinaria della caccia selettiva”.

«A dieci anni dell’inserimento nella lista delle DOCG italiane del Prosecco Conegliano Valdobbiadene (era l’agosto del 2009), oggi quelle colline diventano patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Per CIA – Agricoltori Italiani è motivo di orgoglio e soddisfazione, il prosecco rappresenta certamente un fiore all’occhiello della nostra produzione».
Gianmichele Passarini, presidente regionale di CIA, accoglie così la decisione presa a Baku.
«La produzione non riguarda solo Conegliano e Valdobbiadene. L’intera area delle colline comprende 15 comuni per un totale di 20.000 ettari vitati. Ma il prosecco viene anche prodotto in un territorio che comprende cinque provincie del Veneto quali Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno, e quattro del Friuli Venezia Giulia quali Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. In queste zone vengono coltivati i vitigni da cui si ricavano uve Glera, destinate alla produzione del Prosecco DOC. Quello che mi preme oggi sottolineare è l’impegno degli agricoltori nel promuovere una produzione sempre più sostenibile: ogni agrosistema si sovrappone ad un ecosistema naturale, un certo impatto ambientale è in assoluto inevitabile. Il Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco rispetta da anni un disciplinare teso a ridurre il più possibile l’impatto del sistema agricolo e che vieta l’utilizzo di principi attivi come il Glisofate. Crediamo che anche questa attenzione all’ambiente abbia contribuito al successo di oggi».

Venerdì, 05 Luglio 2019 08:25

Dazi Usa, rischi per l'export veneto

I dazi che gli Stati Uniti potrebbero applicare ad alcuni prodotti del Made in Italy, come “ritorsione” tra i colossi dell’aviazione Airbus e Boing rischiano di mettere in ginocchio l’export alimentare Veneto.
CIA – Agricoltori Italiani, attraverso il suo centro studi, ha elaborato delle proiezioni sui principali prodotti che verrebbero colpiti dai dazi.

Mercoledì, 26 Giugno 2019 13:12

AGIA Veneto incontra l'assessore Pan

Una delegazione dell'AGIA - Associazione Giovani Imprenditori Agricoli - del Veneto, guidata dal presidente regionale Luca Bisarello, ha incontrato stamattina l'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan per illustrare l'attività dell'associazione e approfondire i temi che stanno più a cuore alle nuove generazioni.

«I pensionati non sono il bancomat dello Stato, il taglio degli assegni mette a rischio 6 milioni di persone in tutta Italia». È partendo da questo assunto che l’Associazione Nazionale Pensionati ha manifestato lunedì 19 giugno a Venezia, incontrando il Viceprefetto della città lagunare Sebastiano Cento.
Manifestazioni analoghe si svolgono questa settimana in tutti i capoluoghi di Regione: ai Prefetti è stato consegnato il documento approvato dall’Assemblea nazionale ANP-CIA (lo scorso 16 aprile a Bologna), affinché venga trasferito dalle prefetture alla Presidenza Del Consiglio Dei Ministri e al Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.

Il documento contiene proposte e rivendicazioni nei confronti del Governo nazionale, a partire dall’aumento degli assegni di pensione al minimo - circa 500 € mensili – fino alla richiesta di riforma del provvedimento del Governo in materia di “pensione di cittadinanza” che, a causa dei criteri di accesso, prefigura situazioni di discriminazione e ulteriori diseguaglianze.

«Già con la mensilità di giugno – spiegano il presidente regionale di ANP Giuseppe Scaboro e il segretario Luciano Bozzato, che con i sette presidenti provinciali hanno guidato la delegazione - l'Inps recupera la quota indicizzata sugli assegni sopra i 1.520 euro lordi (circa 1.200 netti) maturati da gennaio in poi. Questo per una norma, contenuta nella Legge di bilancio, che consentirebbe un risparmio di 3,6 miliardi di euro in tre anni, mentre si colpiscono le fasce più deboli e che andrebbero maggiormente tutelate dall'aumento del costo della vita.
La cosiddetta pensione di cittadinanza non ha, inoltre, risolto in nessun modo il problema delle minime, alle prese, tra l'altro, con l'incertezza della quattordicesima di cui non fa menzione né la Legge di bilancio né il Decreto pensioni. Il taglio effettuato con il blocco dell'indicizzazione non verrà mai più recuperato, incidendo sulla perdita del potere d'acquisto degli assegni pensionistici, già arrivata al 30% negli ultimi dieci anni».

Oltre al nodo non risolto delle pensioni, il documento lamenta una inadeguata strategia e azione di politica sanitaria e di servizi sociali, soprattutto nelle aree interne e rurali del Paese. Le persone anziane, già in difficoltà per gli effetti della crisi di questi ultimi anni, sono quelle maggiormente colpite da queste carenze.
«L’ANP-CIA – aggiunge Scaboro – preme per un welfare di comunità, funzionale alla tutela delle persone. Abbiamo messo in rilievo anche l’urgenza del tema della valorizzazione del ruolo sociale dell’anziano, per favorire il quale è necessaria una Legge sull’invecchiamento attivo».

«I pensionati non sono il bancomat dello Stato, il taglio degli assegni mette a rischio 6 milioni di persone in tutta Italia». È partendo da questo assunto che l’Associazione Nazionale Pensionati (ANP) del Veneto manifesterà lunedì 17 giugno a Venezia.
Un corteo si muoverà da Piazzale Roma fino a Campo San Maurizio: alle 11 una delegazione, guidata dal presidente regionale Giuseppe Scaboro, incontrerà il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, per consegnarli il documento approvato dall’Assemblea nazionale ANP-CIA, affinché venga trasferito dalle prefetture alla Presidenza Del Consiglio Dei Ministri e al Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.
Il documento contiene una serie di proposte e rivendicazioni nei confronti del Governo nazionale.

Sono oltre 43mila i pensionati veneti iscritti alla associazione (che si occupa dei pensionati e degli all’interno della Confederazione Italiana Agricoltori, con 420mila iscritti in Italia), con punte di 17mila a Padova e 13mila a Venezia. Il 43% sono uomini, con una età media di circa 74 anni, il 57% donna con una età media di 77 anni e mezzo. La maggior parte delle pensioni rappresentate da Anp deriva dal lavoro dipendente (44%) e dall’agricoltura (35%). Seguono artigianato, commercio, pubblico impiego e altro (21%). Il 40,6% delle pensioni su cui ANP ha delega, sono pensioni minime (502 euro).

Al termine dell’incontro (all’incirca alle ore 12.00) la delegazione incontrerà la stampa in Campo San Maurizio per illustrare i contenuti del documento presentato al Prefetto.

L’agricoltura veneta in prima fila nell’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in occasione del presidium di Copa e Cogeca, i Comitati delle organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue. Alla presenta del Commissario Europeo all’Agricoltura Phil Hogan e al presidente pro-tempore della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini, in rappresentanza di CIA nazionale, ha illustrato la posizione della confederazione, con un occhio di riguardo alle ricadute per la nostra regione e in generale alle politiche territoriali. 

Lunedì, 10 Giugno 2019 08:00

19^ Festa Regionale del Pensionati

Una visita al centro storico di Treviso città d’acque, una passeggiata tra le colline del Prosecco o un tuffo nella storia tra musei e borghi e a seguire (ore 12.00) un allegro pranzo tra amici per festeggiare gli associati a ANP-CIA Veneto e le loro famiglie. Domenica 16 giugno si svolgerà la 19^ Festa Regionale dei Pensionati. La quota di iscrizione è di 25 euro. Informazioni e prenotazioni sono disponibili in tutte le sedi CIA del Veneto. In allegato la locandina della giornata ed il programma delle visite.

FESTA REGIONALE ANP

Il programma delle visite:

PROGRAMMA

 

Martedì, 21 Maggio 2019 11:26

Firmato il protocollo sul caporalato

«È stato un anno di intenso lavoro: questo protocollo non rappresenta certamente un punto di arrivo bensì di partenza per contrastare il caporalato».
Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, saluta con soddisfazione la firma – avvenuta stamattina a Palazzo Balbi - del documento con la Regione Veneto e gli altri protagonisti del tavolo di confronto.
«Il settore agricolo - ricorda Passarini - è tra quelli maggiormente esposti al rischio di irregolarità, per il carattere prevalentemente stagionale della domanda e per la difficoltà nel gestire i rapporti di lavoro con la manodopera. Purtroppo anche la campagna veneta è attraversata da situazioni al limite della legalità. Come associazione di categoria, siamo già impegnati per il contrasto a questo fenomeno, aderendo al progetto NAVE (Network Antitratta per il Veneto) e collaborando con realtà come Libera. Venendo al protocollo di oggi, alcune delle nostre richieste sono state accolte, su altre dovremo ancora lavorare».
«Caporalato – conclude il presidente regionale di CIA - non vuol dire solo sfruttamento e illegalità, ma anche insicurezza e mancanza di controlli: il legame con gli infortuni sul lavoro diventa poi inevitabile. Per questo è importante vigilare e per questo è importante l’accordo odierno».

Martedì, 21 Maggio 2019 11:20

Maltempo, crisi per il Veneto

«Diciotto giorni di pioggia su venti, in questo mese di maggio, la situazione sta diventando insostenibile». Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, lancia l’allarme per il mondo agricolo: «Sono a rischio quantità e qualità delle produzioni, con cali che potrebbero arrivare al 40%».
«Pochi giorni fa – spiega Passarini - qualcuno mi ha detto che gli agricoltori si lamentano sempre della siccità, ed ora che piove da venti giorni ci lamentiamo lo stesso. In verità a rendere difficile la situazione è proprio la mancanza di gradualità, l’instabilità nel passaggio da una stagione all’altra. Veniamo da un inverno caldo e siccitoso e ci troviamo in una primavera fredda e piovosa. Il ciclo della natura è impazzito».
CIA Veneto sta monitorando la situazione in tutta la regione, dalla montagna alla pianura.
«In quota abbiamo problemi con le frane – conferma il presidente – a causa dell’eccesso di pioggia. I prati inoltre, a causa della bassa temperatura, non maturano, creando problemi ai pascoli che si ritrovano senza foraggio».
Altro ordine di problemi in pianura: «Frumento e orzo subiscono il fenomeno dell’allettamento. Le piante cioè sono cadute a causa della troppa pioggia. Questo provocherà un calo di qualità e di quantità».
Per quanto riguarda il mais, la bassa temperatura sta bloccando la germogliazione. In molti casi bisognerà riseminare: ma più tardi arriverà il caldo, peggio sarà. Problemi anche in pianura per il foraggio, mentre viene sottovalutata una grande questione: «Quella delle api – conferma Passarini – che non stanno impollinando le piante, provocando enormi danni ai frutteti».
Come già calcolato in alcune province (Padova e Venezia in particolare), il calo di produzione e di fatturato varia tra il 20 e il 40%. «È l’ennesimo colpo al nostro settore – conclude Passarini – che negli ultimi 10 anni ha pagato, a livello nazionale, 10 miliardi di euro in termini di fatturato».

Domenica, 19 Maggio 2019 17:11

Fauna Selvatica, presidio a Venezia

Si sono ritrovati in un centinaio, con striscioni, cartelli e campanacci, a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, per chiedere la modifica della legge sulla fauna selvatica. CIA – Agricoltori Italiani Veneto è stata protagonista stamattina di un presidio, cui è seguito un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, per presentare la proposta di modifica della legge 157/1992.

«Le misure tampone adottate in questi ultimi anni – spiega il presidente regionale di CIA Gianmichele Passarini - hanno registrato un sostanziale flop, con un saldo negativo che grava prima di tutto sulle imprese agricole. Per questo non è più rinviabile un nuovo piano operativo, modificando la legge quadro datata 1992 che regola la materia. La questione animali selvatici è stata anche al centro della nostra ultima Assemblea nazional, durante la quale abbiamo chiesto alle Istituzioni di agire: ripensando la normativa vigente, riformando gli ambiti territoriali venatori e superando il regime del de minimis nel rimborso dei danni agli agricoltori che, di fatto, paralizza il sistema. Soprattutto oggi occorre introdurre il concetto di "corretta gestione" accanto a quello di protezione, parlando di "carichi sostenibili" di specie animali nei diversi territori e ambienti, tenendo conto degli aspetti naturali, ma anche produttivi e turistici».

In Italia la legge quadro è appunto la 157 del 1992. A livello veneto è stata recepita dalla legge regionale 50 del 1993.

«La fauna selvatica – aggiunge Passarini - pur essendo patrimonio dello Stato, è per legge affidata in gestione alle Regioni. Per questo motivo, se un animale selvatico ha provocato dei danni a persone o a cose, come avviene soprattutto in occasione di un incidente stradale, è possibile chiedere alla Regione sul cui territorio è avvenuto il fatto un eventuale risarcimento in quanto civilmente responsabile. Ma attenzione: per avere diritto al risarcimento occorre dimostrare che la Regione è, almeno in parte, responsabile in quanto non ha adottato tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica abbia arrecato un danno nel caso concreto».

Intanto lupi, cormorani, lepri, nutrie, scoiattoli grigi, cinghiali, oche e tanti altri animali continuano a banchettare tra vigne e campi di mais, tra frutteti e orti, senza che gli agricoltori possano contrapporre armi efficaci. E i danni, in un anno, sono calcolati in 70 milioni di euro, pensando alla sola perdita di fatturato agricolo nel Paese.

«La legislazione vigente, nata in una situazione ambientale e sociale completamente diversa da quella attuale, risulta essere obsoleta e carente per affrontare i problemi odierni. Per questo motivo la Cia Agricoltori Italiani intende proporre una radicale riforma della Legge 157/92 che regola in Italia la materia e si rende protagonista di una mobilitazione generale in tutte le Regioni, oltre che nei confronti del Governo centrale, per modificare profondamente queste politiche. La finalità di fondo, indicata già nel titolo della legge, deve essere modificata passando dal principio di “protezione” a quello di “gestione”.

Quella legge nasceva in una situazione ambientale in cui risultava prioritario focalizzarsi sulla conservazione della fauna, a rischio di estinzione per moltissime specie caratteristiche dei nostri territori. Oggi la situazione è completamente diversa, accanto a specie da tutelare in aree specifiche, ci sono altre che sono in sovrannumero o addirittura diventate infestanti, che creano danni ambientali ed economici».

Rapporto con l’attività venatoria

La gestione della fauna selvatica e l’attività venatoria hanno evidentemente delle connessioni tra loro, ma si tratta di due aspetti profondamente distinti: di carattere generale di governo del territorio il primo, e specifico, ludico-ricreativo il secondo.

Questa distinzione deve essere presente e caratterizzare la programmazione e la gestione del sistema. Il controllo delle specie in eccesso deve rappresentare un’azione prioritaria nella programmazione faunistica, mettendo in campo tutti gli strumenti preventivi e operativi necessari, anche con strumenti di emergenza e di pronto intervento.

Il controllo anche quando prevede l’abbattimento selettivo dei selvatici deve essere svolto prioritariamente da personale pubblico e/o dagli addetti della vigilanza venatoria, oltre che dall’azione ordinaria della caccia selettiva. Deve essere prevista o rafforzata la possibilità di istituire personale ausiliario, adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia, per essere impiegato dalle autorità competenti in convenzione.

Autotutela degli agricoltori

Gli agricoltori, sentito il parere dell’Ispra, sui propri fondi devono poter essere autorizzati ad agire in autotutela, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento con armi da fuoco, se muniti di licenza di caccia o se convenzionati con il personale ausiliario, adeguatamente preparato operativo sul territorio, in convezione con le Regioni e le Province Autonome.

Risarcimento totale del danno

Laddove, malgrado le azioni preventive ed i piani di contenimento, le attività agricole, anche connesse, abbiano subito danni da fauna selvatica, i proprietari ed i conduttori dei fondi hanno diritto al risarcimento integrale della perdita effettivamente subita a causa di animali di proprietà dello Stato.

Il risarcimento deve essere integrale, comprensivo dei danni diretti ed indiretti alle attività imprenditoriali. I criteri di determinazione dei danni e le procedure ed i tempi del risarcimento devono essere omogeni sul territorio regionale, in modo da non avere comportamenti difformi tra zone e/o tipologie di imprese.

Per i risarcimenti le Regioni si servono di fondi provenienti dalle tasse di concessione all’abilitazione dell’attività venatoria, eventualmente integrati con fondi propri, qualora

Tracciabilità della filiera venatoria

Occorre assicurare un efficace controllo ed adeguata tracciabilità della filiera venatoria, partendo dalla presenza di centri di raccolta, sosta e lavorazione della selvaggina, idonei ed autorizzati, in tutte gli areali di caccia. In linea di principio va regolamentato il principio che per tutti gli animali, specie per gli ungulati, la selvaggina non direttamente consumata dal cacciatore, ma in qualsiasi altro modo commercializzata ed immessa al consumo deve essere tracciata e passare per i centri di raccolta autorizzati.

FaunaSelvatica2

Giovedì, 16 Maggio 2019 15:43

Fauna Selvatica, presidio in Regione

CIA Agricoltori Italiani Veneto organizza un presidio di fronte a Palazzo Balbi per presentare alla Regione Veneto la proposta di modifica della legge sulla fauna selvatica. L’appuntamento è in programma domani, venerdì 17 maggio, con partenza del corteo dalla stazione di Santa Lucia alle 9.30 fino alla sede della Regione.

«Il proliferare di cinghiali, lupi e altre specie non solo crea danni milionari all’agricoltura, ma minaccia sempre più spesso la sicurezza dei cittadini - spiega Gianmichele Passarini, presidente regionale di CIA - ma le misure tampone adottate in questi ultimi anni hanno registrato un sostanziale flop, con un saldo negativo che grava prima di tutto sulle imprese agricole. Per questo non è più rinviabile un nuovo piano operativo, modificando la legge quadro datata 1992 che regola la materia. Solo per fare un esempio, alla fine del 2018, nell’area del Parco Colli Euganei, sono stati rimossi 1.082 cinghiali, di cui 561 maschi e 521 femmine. Un’attività efficace, ma che non è stata sufficiente a salvaguardare l’incolumità della popolazione, né a limitare i danni milionari che la fauna selvatica sta arrecando all’agricoltura.

Nello stesso anno, il lupo in Veneto ha ucciso 400 capi di bestiame e ne ha feriti 50. Le prede preferite sono state pecore e capre, seguiti dai bovini e dagli asini (33 capi). Altri 125 capi risultano dispersi a causa degli assalti del grande predatore. Complessivamente nel 2018 sono stati accertati 196 eventi di predazione da lupo; nel 2017 erano stati 176».

Alle ore 10.30 una delegazione sarà ricevuta dall'assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan. Alle 11.30, in campo San Tomà, è previsto l’incontro con la stampa.

Sabato, 04 Maggio 2019 12:46

Canapa, opportunità che sfuma?

Le recenti prese di posizione sulla coltivazione e commercializzazione della canapa riaccendono i riflettori sull'argomento. E' per questo che CIA Agricoltori Italiani Rovigo, in collaborazione con CIA Veneto, organizza il convegno «Canapa: opportunità che sfuma?», in programma lunedì 6 maggio, alle ore 9:30, al Palazzetto Campagne Vecchie di Rovigo (Piazza Garibaldi).
Dopo i saluti di Aglio Giordano, presidente provinciale dell'associazione agricola e coordinati dal direttore provinciale Paolo Franceschetti, direttore interverranno: Stefano Bona dell'Università di Padova con una relazione su "Tecniche agronomiche convenzionali e innovative"; Gianpaolo Grassi, primo ricercatore Crea Ci di Rovigo, con un focus dedicato a "Problematiche sulla disponibilità del seme e delle varietà adatte alla coltivazione"; Daniele Modesto, amministratore Zerofarms che illustrerà il " Controllo completo dei parametri ambientali nella produzione della canapa" La posizione e le proposte sul tema canapa di Cia-Agricoltori Italiani verranno, invece presentate da Ivan Nardone del Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e del Territorio di Cia Nazionale. Sulla promozione e la coltivazione della canapa con le possibili attività della Regione Veneto, interverrà Alberto Zannol, direttore direzione Agroalimentare Regione Veneto. Infine, dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate a Gianmichele Passarini, presidente Cia Veneto. L'iniziativa ha il patrocinio del Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Provincia di Rovigo e dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Rovigo.

Solo nell’ultimo triennio la superficie dedicata alla coltivazione di canapa in Italia è passata da 950 a quasi 3.000 ettari, registrando un incremento del 200%.

«La canapa rappresenta un’occasione unica per i territori - spiegano gli esperti Cia - contribuisce a ridurre il consumo di suolo, diserbare i terreni e bonificarli dai metalli. In più ha un altissimo valore aggiunto per il Made in Italy, grazie ai suoi mille impieghi nel campo dell’alimentare, della cosmetica, del tessile, del verde ornamentale, della bioedilizia e delle bioplastiche».

Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo l’Unione Sovietica. La Penisola contava fino a 100 mila ettari seminati per un milione di quintali prodotti. Poi l’abbandono, con lo sviluppo delle fibre sintetiche, ma soprattutto come conseguenza della campagna mondiale contro una produzione considerata a torto solo nella fattispecie delle sostanze stupefacenti.

«Oggi raccogliamo gli effetti della legge 242 del 2016 relativa alle Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa -osserva Cia- che, approvata all’unanimità dal Parlamento, ha ridato slancio e fiducia alla coltivazione della canapa e alle sue trasformazioni».

Mercoledì, 17 Aprile 2019 12:57

Preoccupazione per il rischio aumento IVA

Cia-Agricoltori italiani dichiara la sua preoccupazione per il paventato aumento Iva nel 2020 dopo le dichiarazioni del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Cia-Agricoltori Italiani sottolinea come Il settore agricolo sia già penalizzato nella catena della formazione dei prezzi, che presenta già un forte divario di quelli alla produzione rispetto che a quelli al consumo. Si rischia così di far pagare solo all’agricoltura questo incremento Iva.
Secondo Cia-Agricoltori Italiani questo aumento farà crescere la depressione della domanda interna di consumi.

Cia Agricoltori Italiani Veneto porta al Vinitaly la sostenibilità. Il tradizionale appuntamento veronese con la filiera del vitivinicolo diventa occasione, quest’anno, per puntare l’attenzione sulle tematiche ambientali.
«Il sistema CIA – conferma il presidente regionale Gianmichele Passarini – è presente con uno suo stand, al padiglione 10, insieme a 25 aziende associate provenienti da Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia. Una vetrina per i vini e gli olii delle altre regioni. Noi invece abbiamo alcune decine di aziende (che producono dal prosecco all’amarone) presenti con i propri spazi: abbiamo scelto realtà che puntano sulla sostenibilità, perché è questo il messaggio che vogliamo lanciare».

Perché l’idea che l’agricoltura inquini fa fatica ad essere sradicata. «Eppure i passi in avanti sono stati giganteschi», spiega Passarini. «Parliamo del vino bandiera della produzione veneta, il Prosecco. Non molti sanno che le 178 aziende che aderiscono al Consorzio di Tutela del Prosecco hanno sottoscritto un Protocollo di autoregolamentazione per la gestione sostenibile dei vigneti, inteso a minimizzare l’impatto della chimica sul territorio. Questo protocollo, ad oggi, è più severo delle leggi vigenti: esclude vari principi attivi tuttora ammessi dal Ministero dell’Agricoltura, dalla UE e dall’OMS».

I risultati sono concreti. Quasi la metà delle aziende (69 su 178) promuove interventi di sistemazione idraulico–agraria del terreno e azioni volte alla preservazione degli elementi di pregio del paesaggio vitivinicolo. Crescono gli interventi di restauro e mantenimento del patrimonio architettonico locale. Sono 84 le aziende che hanno effettuato investimenti in risorse energetiche rinnovabili (centrali idroelettriche, solare termico, ecc.) hanno risparmiato all’ambiente circostante l’emissione di alcune migliaia di tonnellate di anidride carbonica. L’81% dei produttori adotta metodi di riciclo dei materiali di scarto della produzione in vigneto e il 90% delle aziende DOCG riutilizza i sottoprodotti della trasformazione dell’uva per la fertilizzazione del terreno.

«Sono i dati ufficiali del Consorzio di Tutela – aggiunge Passarini – che dimostrano come il settore agricolo sia particolarmente sensibile ai temi ambientali. In queste settimane in tutto il mondo, grazie soprattutto ai giovani, è tornato d’attualità parlare di clima e di rispetto dell’ambiente. Ci è sembrato coerente portare questo messaggio nella più grande fiera italiana. Certo, parleremo di altre questioni molto importanti, come l’export. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e la Brexit mettono a rischio la nostra capacità di andare all’estero. Il “no deal” ci colpirebbe in modo diretto, visto che il Regno Unito rappresenta il quarto mercato di sbocco per le esportazioni agroalimentari tricolori e il terzo all'interno dei confini comunitari. Tra i prodotti italiani più venduti, il primo è il vino, che rappresenta il 24% del totale delle esportazioni Oltremanica, con un fatturato superiore a 830 milioni di euro».

Domenica, 07 Aprile 2019 10:27

CIA al Vinitaly

Cia-Agricoltori Italiani sarà presente alla 53esima edizione del Vinitaly, in programma a Verona da domenica 7 aprile al 10, con tante iniziative e novità legate al mondo del vino e soprattutto con ospiti politici per fare il punto sulla situazione del settore.

Con Cia-Agricoltori Italiani al Salone internazionale del Vino e dei Distillati, 25 aziende associate provenienti da Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia. Racconteranno vini e territorio al Padiglione 10 - Stand D2.

Il Vinitaly 2019 di Cia-Agricoltori Italiani sarà, dunque, nel segno delle degustazioni e dei suoi protagonisti: vini regionali, ma anche birre artigianali e olii extravergine d’oliva.

Tanti gli ospiti d’eccezione di Cia-Agricoltori Italiani. Nell’Area meeting arriverà il commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan e una delegazione di eurodeputati italiani (domenica 7 aprile, prima dell’inaugurazione della Fiera). Il presidente Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, presenzierà, invece, alla degustazione dei vini solidali (lunedì 8 aprile, alle 11:00). Dopo di lui, prevista la visita delle istituzioni regionali (alle 14:00 sempre di lunedì).

In programma con Cia-Agricoltori Italiani nel suo spazio espositivo, innumerevoli incontri tra palato e vini locali, momenti tematici con le aziende aderenti alla rete del Forum Nazionale Agricoltura Sociale e focus su realtà vitivinicole giovani o al femminile.

Attenzione eccezionale alla Nocciola Piemonte IGP e all'immancabile viaggio del gusto tra gli olii extravergine. Torneranno, infatti, in chiave internazionale, le iniziative speciali con i buyer esteri dell'Agenzia ICE per la valorizzazione delle birre artigianali italiane e, al fianco di Italia Olivicola - Consorzio Nazionale, la promozione degli olii tracciati extravergine d’oliva. Tendenze e ricerca faranno sintesi nella "Passion wine cocktail", il mix esperienziale offerto da drink a base di spumanti, vini e agrumi siciliani. Momento clou, con il maestro Beppe Vessicchio (martedì 9 aprile, alle 15:30). Dirigerà idealmente l’orchestra Cia-Agricoltori Italiani, per sottolineare come anche il vino sia musica celestiale.

Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, interverrà insieme ai presidenti di Confagricoltura, Uiv, Federvini, Federdoc e Assoenologi e Alleanza coop agroalimentari, al convegno promosso dalla Filiera del Vino Italiana “Conversazione con le Organizzazioni della Filiera Vitivinicola” (domenica 7 aprile, alle 14:00 - Area Talk Show Stand Mipaaft), dove è previsto anche il saluto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte il quale incontrerà successivamente i presidenti del settore agroalimentare tra i quali Scanavino.

“Il Vinitaly è da sempre una vetrina importante per i produttori e il contatto privilegiato con gli operatori commerciali italiani ed esteri. Ecco perché -spiega Dino Scanavino, presidente Cia-Agricoltori Italiani- consideriamo da sempre prioritario offrire alle nostre aziende associate uno spazio in grado di valorizzarne il peso e le potenzialità. I loro vini -conclude Scanavino- sono i veri protagonisti che scegliamo di raccontare con degustazioni e iniziative mirate per ricordare quanto territorio, agricoltura sociale, ruolo delle donne e giovani, ma anche tecnologia e infrastrutture, siano le vere leve dello sviluppo del settore vitivinicolo”.

Affermare i valori di legalità e giustizia e dire NO a criminalità e corruzione. Per questo Cia-Agricoltori Italiani, con la sua Ong ASeS, è anche quest’anno accanto a Libera per celebrare a Padova la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Vogliamo dare il nostro contributo per costruire un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto. Ricordare che l’agricoltura può rappresentare un’opportunità per un futuro di dignità e di rispetto. 

Orizzonti

Domenica, 17 Marzo 2019 17:23

La nuova PAC e la montagna

«La nuova Politica Agricola Comunitaria non dovrà essere solo un contenitore di risorse, ma di un progetto sociale di convivenza e di uguaglianza tra le popolazioni e tra le aree metropolitane e rurali. Gli agricoltori in montagna svolgono una funzione ecosistemica alla quale non si può rinunciare: fanno manutenzione del territorio, ma pagano in termini di infrastrutture reali, informatiche, di “reputazione” rispetto a chi vive in pianura. Queste differenze rappresentano un gap democratico, che la prossima PAC dovrà cercare di colmare».

Dino Scanavino, presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, ha chiuso così l’incontro promosso da CIA Belluno a Sedico per parlare della specificità della montagna.

«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – ha dichiarato in apertura il presidente regionale di CIA Gianmichele Passarini – e senza certezze sulla Brexit: ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Il destino del Regno Unito è fondamentale per l'agricoltura veneta: con la Brexit, rischiamo di perdere il quarto mercato per la nostra regione».

Per il presidente provinciale, Luca Cosul Cuffaro, «l'agricoltura bellunese deve affrontare tantissimi problemi: dalla frammentazione fondiaria alla burocrazia, dalla viabilità alle dimensioni delle nostre aziende. Serve un aiuto tramite la PAC e il Piano di Sviluppo Rurale, altrimenti il futuro è a rischio: l'agricoltura è fondamentale per il nostro territorio, abbiamo visto i risultati dell'abbandono del territorio con il passaggio di Vaia. Dobbiamo poi legare agricoltura e turismo, riportando gente e imprese dove c'è un presidio agricolo. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».

Franco Contarin, direttore dell’«Autorità di Gestione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale» della Regione Veneto, ha illustrato i numeri del PSR e gli interventi post-Vaia: su 1,2 miliardi di euro del PSR 2014-2020, 860 milioni di euro sono già stati concessi (il 75%, al 31/12/2018), 507 dei quali già liquidati (il 43%). Alle zone montane, a fine periodo, la Regione intende destinare il 35% dei fondi totali, e al momento si è circa al 41%; è stato ricordato che l'agricoltura di montagna “pesa” circa il 10% rispetto al totale regionale. Per la fase di ricostruzione post-Vaia, il riferimento è stato al decreto della Presidenza del Consiglio che ha sbloccato i finanziamenti, con i tempi e le modalità di presentazione delle richieste di contributo per enti pubblici e attività private.

Contro i tagli previsti nella nuova PAC si è espresso l’europarlamentare Herbert Dorfmann. «Sul tavolo abbiamo la proposta del Commissario al bilancio, Gunther Oettinger, che ha proposto un taglio del 3-4% ai fondi della PAC, lasciando invariato il primo pilastro e proponendo una riduzione del 15% al secondo pilastro, finanziato dagli Stati membri. È una scelta che penalizza la montagna e che contrasterò in ogni modo: il taglio al secondo pilastro rischi di creare un nuovo divario tra zone di pianura rispetto alla montagna».

Dorfmann ha avanzato anche una proposta a sostegno dei produttori di latte: si tratta di un nuovo strumento, già esistente da oltre 20 anni nel settore dell'ortofrutta, che prevede dei “programmi operativi” che coprono fino al 3% del primo pilastro: «Bisogna aiutare il settore latte in montagna, gli allevatori, ma anche le strutture, così da dare plusvalore al prodotto. Se il latte di montagna, con un costo di produzione più alto, ha lo stesso valore sul mercato del latte di pianura, non c'è possibilità di confronto: bisogna investire su prodotto e produttore, creando una filiera di valore».

«Come Parlamento Europeo, abbiamo davanti ancora cinque settimane di lavoro - ha aggiunto Dorfmann – e non arriveremo alla votazione della nuova PAC entro la fine di questo mandato, ma ci sarà presto una prima votazione in Commissione agricoltura. Speriamo di riuscire a fare passare le proposte emerse durante questo convegno.

«L’Europa è in una situazione drammatica – ha concluso il presidente Scanavino - Stiamo mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’UE, c’è che la vuole disgregare. Ma è una strada sbagliata. Tutto quello che abbiamo fatto finora sono prove generali rispetto a quello che dovremo fare nel futuro: L’Europa deve essere una unica potenza commerciale. Divisioni e nazionalismi ci riporterebbero indietro».

Belluno1

Giovedì, 14 Marzo 2019 16:51

In vacanza con ANP

L'Associazione Nazionale Pensionati del Veneto organizza un ricco programma di viaggi per tutto il 2019. Nel volantino qui sotto tutte le mete.

Per informazioni, ci si può rivolgere a tutte le sedi CIA del Veneto.

28 vacanzeanp

Mercoledì, 13 Marzo 2019 16:19

La montagna veneta guarda all’Europa

La montagna veneta guarda all’Europa. E' il titolo del convegno organizzato da CIA Belluno, in programma il 16 marzo, dalle 9.30, al Palazzo dei Servizi di Sedico (BL). 
«Siamo a due mesi dalle elezioni Europee – conferma il presidente provinciale Luca Cosul Cuffaro – e ci è sembrato il momento giusto per sensibilizzare tutto il mondo politico sui problemi della montagna. Non siamo alla ricerca di promesse elettorali, intendiamo fare capire che la montagna vive se non si spopola: e perché questo non avvenga, occorrono lungimiranza e programmazione».
Al dibattito, moderato dal direttore di Cia Belluno Fabrizio Bez, partecipano i vertici della Confederazione Italiana Agricoltori: il presidente nazionale Dino Scanavino e quello regionale Gianmichele Passarini. E poi l’europarlamentare Herbert Dorfmann (con un intervento su “Politiche Agricole per la montagna - problematiche e prospettive per il terzo decennio”), il direttore Adg Feasr Parchi e foreste Regione Veneto Franco Contarin (“La manovra nel prossimo Psr Veneto” e l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan (“Gli ultimi avvenimenti climatici, cosa hanno comportato e cosa comporteranno”).
Tra i vari temi che verranno affrontati, anche quello dei cambiamenti climatici, così drammaticamente sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua visita di martedì. «Il ricordo di quanto è successo a fine ottobre è ancora vivissimo, i danni sono ancora visibili. La situazione sul territorio – purtroppo – è ferma: non c’è la copertura economica assicurata dal Governo e quindi tutto resta come me».

 

Lunedì, 04 Marzo 2019 10:11

Le mafie nell'economia del Veneto

“Le mafie nell’economia del Veneto. L’impegno del lavoro per la cultura della legalità”: è questo il titolo del convegno che si terrà il prossimo giovedì 7 marzo alle ore 15.30 all’auditorium del Centro culturale Candiani a Mestre. Tra i relatori ci sarà il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini. L’iniziativa organizzata dal CRU VENETO – Consiglio regionale Unipol, organismo composto dalle associazioni di rappresentanza delle imprese, dagli artigiani fino alla cooperazione – dalle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, dall’ARCI e da LIBERA – la cui Presidenza in questo mandato è della CGIL. Il convegno rientra nelle iniziative di avvicinamento al 21 marzo – “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” – che vedrà a Padova la manifestazione più importante a livello nazionale – e sarà coordinato da Elena di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto e sarà concluso da Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 16:11

Pac 2021-2027, il punto sulla riforma

Parlamentari europei, membri del governo, amministratori regionali e locali e i vertici del mondo CIA: ci saranno tutti all’incontro organizzato da CIA Agricoltori Venezia che si terrà il 1° marzo a Portogruaro all'istituto Itis Leonardo Da Vinci Portogruaro per fare il punto sulla PAC 2021-2027.
Un convegno che – a due mesi dalle Elezioni Europee – serve per focalizzare l’attenzione sulla prossima Politica Agricola Comunitaria, in un momento di grande incertezza: la Commissione europea sta infatti programmando tanti e tali cambiamenti che, se le istituzioni nazionali e regionali riusciranno a interpretarli in modo corretto, ne deriveranno notevoli vantaggi per i nostri agricoltori. Ma prima sarebbe necessario capire quali sono le esigenze più impellenti per gli agricoltori, scegliere in modo mirato le priorità e utilizzare i pochi interventi disponibili in maniera intelligente e mirata. Facile a dirsi, un po’ meno facile a farsi. Al dibattito, moderati dal direttore di Cia Venezia Mario Quaresimin, interverranno: il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, quello di Cia Venezia Paolo Quaggio, il responsabile Cia Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e territorio Giuseppe Cornacchia.
Gli interlocutori politici sono invece Franco Manzato, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole; Marco Zullo, europarlamentare coordinatore EFDD/M5S in Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale; Elisabetta Gardini, Capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo; Paolo De Castro, vicepresidente Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Parlamento Europeo; Fabiano Barbisan, Consigliere Regionale del Veneto; Francesca Zottis, Consigliere Regionale del Veneto.
Le conclusioni sono affidate al presidente della Cia nazionale Dino Scanavino.

Mercoledì, 13 Febbraio 2019 08:22

Latte, ci vuole un tavolo nazionale

«Solidarietà ai pastori sardi, ma la questione latte riguarda anche noi: il Veneto soffre dei medesimi problemi». Gianmichele Passarini, presidente di CIA - Agricoltori Italiani Veneto, appoggia la protesta dei produttori sardi e ne approfitta per fare il punto della situazione nella nostra regione.
«Da noi la produzione di latte di capra è marginale, concentrata nel Bellunese. Ma siamo grandissimi produttori di latte bovino (1,18 milioni di tonnellate), ed in questo momento produciamo sul filo del prezzo di costo: 38-39 centesimi al litro. Gli allevamenti cioè non riescono ad avere nessun margine di guadagno sulla produzione».
Il dato è confermato dal numero di aziende: tra il 2017 e il 2018 sono sparite più di 100 realtà produttive (sono passate da 3.358 a 3.254). «A soccombere - conferma Passarini - sono gli allevamenti medio-piccoli, mentre resistono le stalle più grosse (quelle con più di 500 capi). Si tratta di un impoverimento del tessuto produttivo veneto, della perdita di realtà piccole e di qualità».
E' per questo che il presidente di CIA Veneto si augura che il ministro all'Agricoltura Gian Marco Centinaio, che ha già espresso il suo interessamento alla vicenda, «consideri la situazione su scala nazionale, non concentrandosi solo sulla Sardegna: non vogliamo fare una guerra tra poveri, per la filiera del latte occorre un intervento complessivo».

Un brindisi all'annata 2015 dell'Amarone di Valpolicella. Gianmichele Passarini, presidente di CIA - Agricoltori Italiani Veneto, ha partecipato stamattina alla cerimonia, portando anche i saluti del presidente nazionale Dino Scanavino, insieme al ministro delle politiche Agricole Gianmarco Centinaio e all'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan.

L’amarone è uno dei migliori biglietti da visita dei vini italiani nel mondo, protagonista di primo piano di quel successo dell’export tricolore che ha in Veneto la prima regione d’Italia, che nel corso del 2018 ha battuto ogni record nell’esportazione di bottiglie di pregio realizzando un valore complessivo di oltre 1 miliardo e mezzo di euro, pari ad un terzo dell’intero export nazionale. Del resto il Veneto è la regione che vanta nel settore dei vini il maggior numero di etichette a denominazione d’origine (ben 53), di cui 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt.

«Un successo, quello della viticoltura a denominazione d’origine – ha fatto notare Pan – che affonda le proprie radici nella sapienza e nelle capacità dei viticoltori e degli enotecnici, in particolare quelli veronesi. Ma che ha alle proprie spalle anche l’importante azione di supporto che la regione Veneto, negli anni, ha svolto e continua a svolgere a favore dei viticoltori e della promozione dei vini veneti all’estero.

Cia era presente con due sue aziende, San Cassiano e Corte Figaretto. «La aziende CIA - ha dichiarato Passarini - si distinguono sempre non solo per l'ottima qualità dei vini, ma per l'amore e la passione con cui lavorano: per noi è motivo di orgoglio, e ci fa piacere che questa dedizione venga poi apprezzata da chi acquista i nostri vini». 

 

Mercoledì, 23 Gennaio 2019 16:03

Agrichef Veneto, grande evento a Castelfranco

Sono i “tortelli con broccolo fiolaro con sugo d’anatra”, preparato dall’agriturismo vicentino “Ca’ d’Oro" di Patrizia Zambon, il piatto selezionato dalla giuria all’Agrichef Festival del Veneto.
L’evento, organizzato da CIA Agricoltori Italiani Veneto e da Turismo Verde, e che si è svolto negli spazi dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “G. Maffioli” di Castelfranco Veneto, ha visto 14 agriturismi provenienti da tutta la regione cimentarsi con le ricette della tradizione.
Il format prevede che gli agrichef Cia incontrino, in ogni regione d’Italia, gli allievi di una alberghiera (i futuri ambasciatori del cibo italiano nel mondo) per raccontare i valori del mondo rurale, unici e peculiari. L’agriturismo infatti valorizza tutte le risorse dell’azienda agricola e del territorio ad esso circostante.
Tra le attività classiche per l’agriturismo, il ristoro assume un ruolo importante e di responsabilità: la scelta di partire con materie prime di qualità e a filiera cortissima, di provenienza aziendale e del territorio, il voler raccontare la storia e la tradizione di un prodotto, di una ricetta, la passione e la dedizione nel preparare un piatto, la convivialità offerta fanno sì che il cuoco, la cuoca debbano curare i molti aspetti della multifunzionalità. L’agrichef è proprio questo: un cuoco/produttore dell’agriturismo che ha messo assieme i saperi della produzione, quelli delle tradizioni e della cultura contadina, la sensibilizzazione verso l’ambiente, la valorizzazione del territorio, il restauro di edifici rurali, il recupero di ricette tramandate nel tempo, il rapporto umano che istaura con il suo commensale, la professionalità e nello stesso tempo la semplicità nel cucinare.
La competenza e la maestria delle aziende coinvolte, unitamente alla passione e all’entusiasmo dimostrato durante le esibizioni, hanno rappresentato un esempio notevole per gli studenti. I ragazzi impegnati in cucina con il compito di affiancare gli agrichef si sono distinti per la loro professionalità e attenzione al compito assegnato.
«La televisione è piena di cuochi e di trasmissioni legate alla cucina – commenta il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini – e certamente si è creato un interesse nuovo e diverso sul settore dell’agricoltura. Non tutti però possono diventare chef stellati o star televisive: quello dello chef (in particolare negli agriturismi) è un lavoro duro, di sacrificio, di studio e di impegno, che si porta dietro soprattutto i valori e la storia del territorio in cui si lavora. Il Veneto non è secondo a nessuna regione per ricchezza di esperienze, ci auguriamo che iniziative come questa diano il giusto riconoscimento ai nostri agrichef e invoglino gli studenti a intraprendere questa strada».
«Con questa giornata – aggiunge Donata Cenedese, presidente di Turismo Verde Veneto - vogliamo sottolineare il lavoro nelle nostre aziende agricole. Raccontare il lavoro quotidiano sulla terra, presentare i prodotti che coltiviamo accompagnandoli alla storia del luogo, è una opportunità fantastica. Spero che tutti possano gustare l’ingrediente in più che ogni nostro agrichef mette nei propri piatti: la passione. Gli agriturismi – sono 220 quelli associati a Turismo Verde in tutto il Veneto - sono delle "perle preziose", perché proteggono la natura, i gusti e le nostre tradizioni».

«Il ruolo dell’agriturismo – conclude l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan - è quello di essere cultore, lo scrigno, il difensore dei veri valori dell’agricoltura. Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia, il circuito degli agriturismi – oltre 1200 in tutta la regione, con 14mila posti letto - è una chicca del sistema».

Gli agriturismi partecipanti: “Ai Bagolari” e “Althea” per Treviso, “Capeeto” e “Marchetto” per Padova, “Pian de levina” e “Filippon” per Belluno, “Lauretta e Vittorino” e “al Segnavento” per Venezia, “La rugiada” e “Ortodidattico il profumo della freschezza” per Rovigo, “Da Bedin” e “Cà d'oro” per Vicenza e “Casa Rosa” e “Antico Molino Mazzi” per Verona.

La giuria: Guido Povolo, Consiglio Nazionale Periti Agrari; Giovanna Capuzzo, Presidente Federconsumatori Veneto; Stefano De Rui, Veterinario Servizio di Sanità animale ULSS 2 Marca Trevigiana; Antonio Soligon, Storico dell’Arte e dell’Architettura; Mario Stramazzo, giornalista; Anna Maria Pellegrino, presidente Associazione italiana Food Blogger.

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Chi siamo

La Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto è la struttura della Cia che opera nel territorio veneto. È un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai governi, che lavora per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società, rappresentando oggi oltre 35.000 aziende.

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