Agrichef Festival, ai nastri di partenza la seconda edizione. L'evento itinerante, promosso da Turismo Verde, l'associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, è ideato per promuovere e valorizzare i piatti tipici regionali e le ricette della tradizione contadina attraverso la collaborazione con gli Istituti alberghieri italiani.

«Bene la nascita dell'Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ma ricordiamo che le prime sentinelle di quel territorio sono gli agricoltori». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, ricorda che è anche merito delle associazioni agricole se si è partiti da una fotografia del territorio che ha portato al riconoscimento di patrimonio.

Fare fronte comune per sostenere il mercato agroalimentare e le imprese italiane che rischiano di essere nuovamente colpite dai dazi Usa, a tre mesi dalla prima blacklist che ha già colpito formaggi, salami e liquori. E’ l’appello che Cia-Agricoltori Italiani lancia al commissario Ue al Commercio, Phil Hogan, che domani sarà in missione a Washington per provare ad arrestare l’escalation della guerra commerciale voluta da Trump in seguito agli aiuti europei al consorzio Airbus.

La Regione del Veneto ha pubblicato nel BUR n. 5 del 10 gennaio 2020 i testi dei bandi del PSR Veneto approvati dalla Giunta regionale lo scorso 23 dicembre. Le deliberazioni n.1941 e n.1942 hanno attivato dieci bandi per quasi 92 milioni di euro di aiuti.

Tutti i documenti sono disponibili nell’area Sviluppo Rurale del portale regionale.
Di seguito l’elenco dei tipi d’intervento attivati:

1.1.1 – Azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze
Risorse a bando: 3,8 milioni di euro

1.2.1 – Azioni di informazione e di dimostrazione
Risorse a bando: 1,2 milioni di euro

3.2.1 – Informazione e promozione sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
Risorse a bando: 6,2 milioni di euro

4.1.1 – Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola
Risorse a bando: 22 milioni di euro

4.1.1 – Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola (Pacchetto Giovani)
Risorse a bando: 19 milioni di euro

4.1.1 – Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola - Interventi di ammodernamento e riconversione degli impianti irrigui finalizzati al risparmio della risorsa idrica
Risorse a bando: 13,5 milioni di euro

6.1.1 – Insediamento di giovani agricoltori
Risorse a bando: 14 milioni di euro

6.4.1 Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole
Risorse a bando: 9,5 milioni di euro

6.4.1 Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole (Pacchetto Giovani)
Risorse a bando: 1,5 milioni di euro

Per tutte le informazioni si può consultare il sito internet della Regione Veneto a questo link, oppure rivolgersi agli uffici Cia in tutta la regione.

Dall’azzeramento dell’Irpef agricolo all’estensione al settore primario degli incentivi fiscali di Industria 4.0 per l’acquisto di beni strumentali, tramite il credito d’imposta; dalle misure a sostegno per giovani e donne in agricoltura a quelle per il verde urbano; dalle risorse per le emergenze fitosanitarie come la cimice asiatica a quelle per agroenergie e biologico. Nella manovra 2020 in dirittura d’arrivo ci sono importanti provvedimenti dedicati al comparto, illustrati oggi in conferenza stampa a Roma dal presidente nazionale di Cia Dino Scanavino.

 

Cia Agricoltori Italiani Veneto ha aderito al Protocollo di Intesa per lo Sviluppo Sostenibile del Veneto. La cabina di regia regionale ha accolto l’istanza della Confederazione Italiana Agricoltori nella seduta del 18 novembre scorso.

Martedì, 26 Novembre 2019 14:11

Sanità e Politiche Sociali in Veneto

Sanità e Politiche Sociali nel Veneto: il CUPLA - Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo, composto da 8 Associazioni Nazionali dei Pensionati (ANAP - Confartigianato; Associazione Pensionati CIA; 50 & PIU’ - Confcommercio; CNA Pensionati; Federpensionati Coldiretti; FIPAC - Confesercenti; FNPA Casartigiani; Sindacato Pensionati Confagricoltura) organizza un convegno per fare il punto della situazione nella nostra regione, alla presenza - tra gli altri - dell'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, del vicepresidente nazionale dell'Ordine dei Medici Giovanni Leoni e del presidente di Anci Veneto Mariarosa Pavanello. L'appuntamento è per giovedì 28 novembre, alle ore 9.00, al centro Card. Urbani di Zelarino.
Ecco il programma:
Saluti
GIUSEPPE SCABORO Coordinatore Cupla Veneto
Introduzione
DANILA MINEL Presentazione ricerca del Cupla
Interventi
MANUELA LANZARIN Assessore alla Sanità e Politiche Sociali Regione Veneto
GIOVANNI LEONI Vicepresidente nazionale Federazione Ordine dei Medici
BRUNO PIGOZZO Vicepresidente Consiglio Regionale Veneto
MARIAROSA PAVANELLO Presidente ANCI Veneto
MAURO LOISON Medico referente “Medici Insieme Vicenza”
(Medicina di Gruppo Integrata)
Modera
GIULIANO GARGANO Giornalista

Il sistema “Prosecco” al centro del confronto, svoltosi lunedì 18 novembre nella prestigiosa Università di Agraria di Conegliano, tra oltre 150 produttori per delineare le linee di sviluppo per il futuro del comparto. Il confronto attivato da illustri relatori intervenuti ha individuato, a fronte di una fase stazionaria del consumo interno e nuove minacce internazionali alla crescita dell’export, tre focus sui quali deve costruirsi la strategia di sviluppo del brand ‘Prosecco’: turismo, marketing e qualità.

Lunedì, 25 Novembre 2019 12:17

Cia Veneto al convegno Compag

Bologna ha ospitato qualche giorno fa il convegno dela Federazione nazionale delle rivendite agrarie. All'appuntamento, dedicato in particolare al mondo agricolo del Centro Nord, hanno partecipato il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini, Bruno Caio Faraglia del Mipaaf, Rosario Trefiletti del Centro Consumatori Italia,  Alberto Ancora, presidente di Agrofarma e Fabio Manara, presidente Compag. A moderare l'incontro è stato Angelo Frascarelli.

«L’agricoltura Italiana - ha detto Passarini nel suo intervento - nel corso degli ultimi anni ha saputo rinnovarsi molto. Gli agricoltori hanno capito da tempo che non possono esistere più rendite di posizione. Se i consumatori su scala globale apprezzano il made in italy al punto che il settore è vittima di terribili processi di contraffazione ci sarà un motivo? L’Italia detiene su base europea i maggiori marchi di qualità come dop e igp oltre che doc e igt per il vino, molte aree di produzione come l’area del prosecco, le langhe, la costiera amalfitana, il delta del po sono riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, essendo aree rurali, avranno avuto un ruolo gli agricoltori per questo riconoscimento? La dieta mediterranea è stata riconosciuta patrimonio dell’Umanità, avranno avuto un merito gli agricoltori? Gli allevamenti italiani rispettano i più severi disciplinari per il benessere animale, ci sarà qualche riconoscimento per gli allevatori? Cia sostiene tutti i modelli di innovazione, molto c’è sicuramente ancora da fare, ma gran parte dell’agricoltura italiana in termini di innovazione ha fatto passi da gigante ed è giusto riconoscerlo»

Per quanto riguarda l'utilizzo della chimica tradizionale, Passarini è stato chiaro: «Gli agricoltori italiani operano in un contesto europeo che resta tra i più severi al mondo in termini di politiche ambientali e di politiche sanitarie. Gli agricoltori italiani hanno fatto enormi passi in avanti per la riduzione della chimica e i consumatori sembrano apprezzare. La crescita del biologico in Italia resta a doppia cifra. Innovazione e ricerca sono oggi la base per favorire processi di riconversione, gli agricoltori, le università, le aziende della chimica possono favorire un processo di rinnovamento forte a servizio di un’agricoltura di qualità ma nessuna caccia alle streghe».

 

Prende forma l’azione di risarcimento disposta dalla Regione Veneto nei confronti dei frutticoltori la cui colture sono state gravemente danneggiate dalla cimice asiatica: la Giunta regionale del Veneto ha stabilito – su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan - le modalità di calcolo e assegnazione del fondo di emergenza di 3 milioni e 48 mila euro stanziato nel bilancio 2019.

Martedì, 05 Novembre 2019 09:11

Quote Latte, i calcoli sono errati

«Quote latte, i calcoli erano sbagliati: occorre bloccare sia le multe che rideterminare i prelievi supplementari». Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, ha posto oggi – al Tavolo Verde con le Regione Veneto – la questione, invitando l’assessore all’agricoltura a portarla all’attenzione del Governo e del tavolo Stato-Regioni.

Martedì, 22 Ottobre 2019 13:50

Nuova Agricoltura, il terzo numero

E ' in distribuzione nei prossimi giorni il terzo numero di Nuova Agricoltura, il periodico trimestrale della Cia Agricoltori Italiani Veneto. In questo numero ampio spazio alla questione della cimice asiatica e a quella dei dazi americani. Poi le notizie da tutte le province ed un interessante vademecum sulle pensioni. Potete trovare il giornale nelle sedi CIA e anche on-line su questo sito, a questo link.

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Affollato incontro sulla gestione della fauna selvatica, quello che si è svolto stasera nel municipio di Roana, nell'Altopiano di Asiago. Appuntamento atteso da tempo dagli amministratori locali, dagli agricoltori e dai cittadini della zona, che hanno partecipato con interesse al convegno organizzato da Cia.

Lunedì, 30 Settembre 2019 15:07

Fauna selvatica, convegno a Roana

"Fauna selvatica: siamo davvero in grado di affrontare il problema?". E' il titolo del convegno organizzato da Cia Agricoltori Italiani Veneto, Cia Agricoltori Italiani Vicenza, Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e Comune di Roana.
L'appuntamento è per venerdì 4 ottobre, alle ore 16, nella sala consigliare Canove di Roana.

Venerdì, 20 Settembre 2019 10:06

Servizio Civile all'INAC

Dai una mano al tuo futuro: canditati a fare il Servizio Civile all’Inac-Cia! Per maggiori informazioni vai sul sito www.inac-cia.it e cerca la sede più vicina a te oppure invia un’e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì, 18 Settembre 2019 13:40

Investire nella qualità del lavoro e del territorio

Il prossimo mercoledì 25 settembre, alle 9.30, all'Hotel Resort di Gardaland (a Castelnuovo del Garda), si svolgerà un convegno organizzato dalla Filcams Veneto, la categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi. Al centro dei dibattito, la qualità del lavoro nei settori dell'agroalimentare, dell'industria turistica e dei trasporti. Tra i relatori ci sarà il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini. 

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Martedì, 17 Settembre 2019 13:03

Cimice asiatica, risorse insufficienti

Risorse insufficienti, il settore frutticolo nazionale rischia il collasso. Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, commenta così l’esito del tavolo verde sull’emergenza “cimice asiatica” che si è tenuto oggi. «Prendiamo atto della convocazione del tavolo da parte della Regione Veneto – ha spiegato Passarini – sulla scia della mobilitazione che CIA e le altre organizzazioni agricole hanno organizzato e che ci ha portato a incontrare i prefetti di Verona e di Padova. Certamente lo stanziamento annunciato dall’assessore Pan (200 mila euro l’anno 2019 e 900.000 nel 2020) è assolutamente insufficiente per affrontare un problema che ha provocato danni per 80 milioni di euro soltanto nel Veronese. Questi fondi potrebbero essere utilizzati per mitigare gli interessi sui mutui, sui prestiti richiesti dagli agricoltori. Ed anche i tempi di studio e di introduzione degli insetti antagonisti, come la vespa samurai, sono lunghissimi: per avere qualche risultato ci vorranno da 3 a 5 anni». CIA Veneto ha ricordato che i frutteti di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna rappresentano l’ossatura della filiera nazionale. «Senza un intervento del Governo e senza il contributo dell’Unione Europea – ha concluso Passarini – rischiamo la morte del settore. E' un'occasione per riprogettare l’ortofrutta, guardando al futuro, al 2030: seppur organizzato, oggi il settore non dà la redditività necessaria agli agricoltori».

1490 2019 tavolo verde 2 con assessore Pan

Una grande mobilitazione dei frutticoltori veneti e in concomitanza emiliani e friulani per manifestare il grave problema della cimice asiatica che sta mettendo in serio pericolo la frutticoltura del Veneto e del Paese. È quella in programma venerdì 13 settembre, organizzata da Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura e Agri Veneto.
Davanti alle Prefetture delle principali province frutticole - in particolare a Verona e Padova, due delle province più colpite - i rappresentanti del mondo agricolo chiederanno di ottenere il risarcimento dei danni causati dal parassita al fine di arrivare in tempi rapidi all’utilizzo dell’insetto antagonista (la vespa samurai). Infatti occorre affrontare l’emergenza stanziando risorse da parte del Governo e intervenendo sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’ come nel caso della cimice asiatica. Poi va sbloccato, presso il Ministero dell’Ambiente, il decreto che consente l’autorizzazione all’importazione, la sperimentazione ed il lancio del suo antagonista naturale.
I frutticoltori sono stremati e sconfortati dalla situazione drammatica in cui versa il settore ortofrutticolo perché oltre all’emergenza del parassita alieno le imprese devono subire i danni ulteriori causati da altre avversità come gli eventi grandinigeni ed altre patologie sui prodotti ortofrutticoli d’eccellenza, nonché un mercato che riconosce prezzi insoddisfacenti di alcune produzioni come pesche, nettarine e drupacee.
Ma il problema non riguarda solo i frutticoltori. Infatti a risentire pesantemente delle conseguenze della cimice asiatica sono, ormai, tutte le produzioni, dai seminativi, come mais e soia, alle orticole.>
Intervistato qualche giorno fa dal Tgr Veneto, il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini ha ricordato che senza risorse economiche per gli agricoltori e senza investimenti nella ricerca, «rischiamo di avere raccolti rovinati per il il 70-100%». 

Dopo gli appuntamenti del 29 giugno e del 27 luglio, si chiude sabato 31 agosto “Tipici da spiaggia”, la manifestazione che porta il Made in Italy dell'enogastronomia sotto l’ombrellone.
Organizzata dal SIB-Sindacato Italiano Balneari di Fipe-Confcommercio, a cui ha aderito CIA Agricoltori Italiani, l’evento gode del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo.
Sulle spiagge di quattro località balneari venete - Caorle, Jesolo, Eraclea e Rosolina - saranno dunque presenti gli stand CIA con i prodotti tipici della regione, per far diventare la vacanza anche occasione di conoscenza dei luoghi che associano alla bellezza del territorio, la degustazione di specialità locali (vini, formaggi, olio, frutta, ecc.), e qualsiasi altro prodotto della nostra terra. A presentare i prodotti, che rendono ogni regione unica ed esclusiva, saranno gli agricoltori stessi.

In particolare, dalle ore 18.00, allo stabilimento balneare Nemo Beach di Jesolo si svolgerà l’appuntamento centrale della manifestazione che coinvolge la nostra regione, alla presenza dei presidenti di Unionmare Veneto Alessandro Berton e CIA Veneto Gianmichele Passarini.
Durante le degustazioni, interverranno chef, ristoratori e imprenditori agricoli locali per raccontare la storia del territorio e dei prodotti tipici.

«Questo progetto, fortemente voluto dal Ministero anche per testimoniare la vicinanza del modo dell’agricoltura al mondo del turismo, sottolinea l’importanza di questi due settori strategici per l’economia della nostra regione – afferma il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton –.
L’enogastronomia ricopre grande importanza nell’offerta turistica del nostro territorio e non solo, che va sempre più targettizzata per proporre un prodotto vincente.
La conoscenza delle tipicità locali e del territorio rappresentano un vero e proprio momento di cultura, di conoscenza e di crescita. È molto importante quindi il legame tra turismo e gastronomia – conclude Berton – due settori che condividono anche molti aspetti comuni, della sostenibilità ambientale grazie all’utilizzo oculato delle risorse, al legale indissolubile con il territorio, fatto di imprese locali e quindi costituito da un’economia non delocalizzabile».

«La promozione del buon cibo nelle imprese balneari, attraverso il racconto diretto degli stessi agricoltori – spiega il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini – è un’occasione in più per far conoscere ai turisti il nostro grande patrimonio agroalimentare, valorizzando ulteriormente il Made in Italy. La costa veneta, da Bibione fino al Delta del Po, è meta ogni anno di milioni di presenze nazionali ed internazionali: partendo dal modo di dire “mordi e fuggi”, abbiamo pensato che questa espressione – grazie al contatto diretto tra produttori e consumatori – possa diventare “mordi e torni”».

 

Mercoledì, 31 Luglio 2019 09:29

Cimice asiatica, 200mila euro di sostegno

«Un piccolo contributo per affrontare questa emergenza, ma meglio di niente». CIA Veneto accoglie con moderata soddisfazione lo stanziamento di 200mila euro per sostenere le aziende danneggiate dalla cimice asiatica, inserito nell'assesstamento di bilancio della Regione Veneto.

«Dobbiamo ringraziare il consigliere regionale Graziano Azzalin, che ha presentato quest'emendamento a favore del nostro settore, e il Consiglio Regionale per averlo approvato. In tutta la regione si contano 26.700 ettari di superficie coltivata ad orticole, per un valore complessivo di produzione che si attesta a 690 milioni di euro. I trattamenti con prodotti conformi alla certificazione biologica e difensivi contro la cimice finora nono sono serviti a nulla, la situazione è drammatica. Con 200mila euro si potrà a malapena affrontare l'emergenza, ma occorrerà un intervento più significativo».

Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, saluta con soddisfazione la firma del protocollo d’intesa con la Regione Veneto e gli altri protagonisti del mondo produttivo e sociale.
«Il settore agricolo - ricorda Passarini - è tra quelli maggiormente esposti al rischio di irregolarità, per il carattere prevalentemente stagionale della domanda e per la difficoltà nel gestire i rapporti di lavoro con la manodopera. Proprio per questo abbiamo partecipato attivamente al percorso che ha portato alla firma di un protocollo per il contrasto del caporalato.
Con il documento di intesa di oggi ampliamo il raggio d’azione, perché l’illegalità si annida a tutti i livelli della filiera agricola e a farne le spese sono i nostri contadini».
Pressati da costi molto alti e redditività sempre più bassa, potrebbero essere “tentati” di prendere delle scorciatoie, appunto illegali, non capendo che così rischiano di perdere per sempre la loro libertà e la loro sicurezza.
«Ben venga dunque – conclude Passarini - questo protocollo, a patto che diventi uno strumento di azione concreta: vorrei ricordare oggi la grande manifestazione di Libera (associazione con la quale CIA collabora da molti anni) del marzo scorso, che aveva acceso un riflettore sulle infiltrazioni mafiose nella nostra regione. Il problema esiste e va affrontato».

Lotta al caporalato, occorre uno sforzo congiunto e non di parte. CIA Agricoltori Italiani Veneto e Confagricoltura Veneto, a poco più di un anno dalla sottoscrizione del protocollo con la Regione Veneto (avvenuta il 21 maggio 2018), fanno il punto sulla reperibilità della manodopera stagionale e sulle iniziative per incrociare domanda e offerta di lavoro. Per tutto il Veneto sono arrivati infatti solo 831 lavoratori stagionali non comunitari, assegnati dal ministero, quando le domande di manodopera sono state il doppio. Una carenza che rischia di favorire il lavoro illegale.
«Quest’anno – spiega Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Veneto - si sta acuendo il problema relativo alla reperibilità della manodopera. Sono tre anni che le quote per l’ingresso di cittadini non comunitari per il lavoro stagionale in Veneto sono state ridotte di due terzi, mentre quelle di altre regioni sono aumentate. Stiamo cercando di avere spiegazioni dal ministero dell’Interno e di riavere le quote che ci sono state sottratte. Lo scopo rimane quello di contrastare forme illegali di somministrazione di manodopera, perché un migliaio di lavoratori in meno concessi equivalgono ad altrettanti lavoratori concessi al Far West del lavoro illegale».
«Ci sono casi eclatanti – conferma Maurizio Antonini, direttore di CIA Veneto – come quello di Venezia. Una città che vive di turismo, che conta (solo a livello alberghiero) 8.000.000 di arrivi l’anno, ha avuto 20 quote per lavoro stagionale. Con questi 20 lavoratori, vanno coperti tutti i settori stagionali: bar, ristoranti, alberghi, spiagge e... imprese agricole. A Padova sono stati concessi 80 posti su quasi 400 richieste. A Verona i 500 concessi potrebbero sembrare tanti, ma se si considera che si comincia ad aprile con la raccolta delle fragole, a luglio con le pesche, in agosto con le pere, in settembre con l’uva, a novembre con kiwi e olive, si capisce che la stagionalità da coprire diventa ampia».
Una situazione insostenibile, che va nella direzione opposta a quanto firmato con la Regione del Veneto. In sede di firma del protocollo, Confagricoltura e CIA avevano sottolineato come anche gli enti bilaterali per l’agricoltura potessero svolgere un ruolo importante per far incontrare domanda e offerta di lavoro.
«Ora prendiamo atto – commentano Bassani e Antonini - di un accordo sottoscritto dalla Regione Veneto con un’altra associazione, che prevede di fare quello che noi stiamo già facendo a livello locale. Ci chiediamo se sia opportuno che su un tema così delicato e cruciale, sul quale la Regione Veneto ha deciso di impegnarsi a fondo, abbia senso interloquire con soggetti che rappresentano solo una parte del vasto mondo dell’agricoltura e non coinvolgere tutto il mondo della rappresentanza agricola».

Lunedì, 22 Luglio 2019 08:13

Carta Serena

Carta Serena offre, ai propri associati, una gamma di servizi, coperture, opportunità e agevolazioni. A essa si aggiungono le convenzioni, che la Cia nazionale e le sedi territoriali stipulano per tutti gli iscritti: un “marketing associativo” sempre più utile e accattivante per il sistema Confederale e per l’insieme della “Community Cia”, di cui i pensionati e le loro famiglie sono parte importante.
Scarica qui sotto il depliant informativo

 CARTA SERENA

“Siamo lieti che la Corte Costituzionale abbia riconosciuto agli enti locali il potere di adottare provvedimenti in materia di gestione di fauna selvatica. Adesso siamo pronti ad un passo ulteriore: abbiamo chiesto un incontro all’ANCI Veneto, per studiare assieme ai sindaci le misure più efficaci per intervenire nelle more della modifica della legge”.

Gianmichele Passarini, presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto, interviene nel dibattito sui grandi carnivori.

“E’ inutile gridare ‘al lupo al lupo’ senza intervenire. È un bene che finalmente anche le altre associazioni agricole sposino la necessità di modificare la legge 157/92 sulla fauna selvatica. Già a maggio scorso - ricorda Passarini - avevamo consegnato alla Regione del Veneto la nostra proposta di modifica della legge, ormai datata e inadeguata, e così è avvenuto anche a livello nazionale. Il concetto base è quello di sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione”.

Passarini invita inoltre a distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività di caccia, proprio nei giorni in cui è stato approvato il calendario venatorio.

“La gestione della fauna selvatica e l’attività venatoria hanno evidentemente delle connessioni tra loro, ma si tratta di due aspetti profondamente distinti: di carattere generale di governo del territorio il primo, e specifico, ludico-ricreativo il secondo. Questa distinzione deve essere presente e caratterizzare la programmazione e la gestione del sistema”.

Il presidente CIA richiama ancora la proposta di legge presentata un paio di mesi fa: “Le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria. Il controllo delle specie in eccesso deve rappresentare un’azione prioritaria nella programmazione faunistica, mettendo in campo tutti gli strumenti preventivi e operativi necessari, anche con strumenti di emergenza e di pronto intervento. Il controllo, anche quando prevede l’abbattimento selettivo dei selvatici, deve essere svolto prioritariamente da personale pubblico e/o dagli addetti della vigilanza venatoria, oltre che dall’azione ordinaria della caccia selettiva”.

«A dieci anni dell’inserimento nella lista delle DOCG italiane del Prosecco Conegliano Valdobbiadene (era l’agosto del 2009), oggi quelle colline diventano patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Per CIA – Agricoltori Italiani è motivo di orgoglio e soddisfazione, il prosecco rappresenta certamente un fiore all’occhiello della nostra produzione».
Gianmichele Passarini, presidente regionale di CIA, accoglie così la decisione presa a Baku.
«La produzione non riguarda solo Conegliano e Valdobbiadene. L’intera area delle colline comprende 15 comuni per un totale di 20.000 ettari vitati. Ma il prosecco viene anche prodotto in un territorio che comprende cinque provincie del Veneto quali Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno, e quattro del Friuli Venezia Giulia quali Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. In queste zone vengono coltivati i vitigni da cui si ricavano uve Glera, destinate alla produzione del Prosecco DOC. Quello che mi preme oggi sottolineare è l’impegno degli agricoltori nel promuovere una produzione sempre più sostenibile: ogni agrosistema si sovrappone ad un ecosistema naturale, un certo impatto ambientale è in assoluto inevitabile. Il Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco rispetta da anni un disciplinare teso a ridurre il più possibile l’impatto del sistema agricolo e che vieta l’utilizzo di principi attivi come il Glisofate. Crediamo che anche questa attenzione all’ambiente abbia contribuito al successo di oggi».

Venerdì, 05 Luglio 2019 08:25

Dazi Usa, rischi per l'export veneto

I dazi che gli Stati Uniti potrebbero applicare ad alcuni prodotti del Made in Italy, come “ritorsione” tra i colossi dell’aviazione Airbus e Boing rischiano di mettere in ginocchio l’export alimentare Veneto.
CIA – Agricoltori Italiani, attraverso il suo centro studi, ha elaborato delle proiezioni sui principali prodotti che verrebbero colpiti dai dazi.

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