Cia – Agricoltori Italiani Veneto e Turismo Verde Veneto organizzano “IncontriamoCIAtavola”, l’Agrichef Festival del Veneto.
Mercoledì 23 gennaio 2019 in collaborazione con l’Istituto IPSSAR “G. Maffioli” di Castelfranco Veneto (che ospiterà l’evento, nella sede di via Valsugana 74), quattordici agriturismi provenienti da tutta la regione si confronteranno con ricette della tradizione rurale, raccontandone la storia e il contesto territoriale. A fianco degli chef ci saranno gli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, che potranno cogliere dall’iniziativa elementi utili per il loro percorso scolastico e – un domani – lavorativo.
La giuria, che vedrà la presenza di figure in rappresentanza del mondo agricolo, della cultura, dell’enogastronomia rurale e della stampa, dovrà esprimere una valutazione sui piatti proposti dagli Agrichef. Il selezionato parteciperà alla finale nazionale degli Agrichef Festival.

L’Agrichef è una figura che nasce da un’idea lanciata dalla Confederazione Italiana Agricoltori in occasione dell’Expo di Milano e rappresenta nella sua definizione più ampia il cuoco, di comprovata abilità ed esperienza, che esercita il suo mestiere all'interno della cucina dell'agriturismo, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità, dei saperi contadini, utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati alla tutela della biodiversità.

Le strutture partecipanti sono: “Ai Bagolari” e “Althea” per Treviso, “Capeeto” e “Marchetto” per Padova, “Pian de levina” e “Filippon” per Belluno, “Lauretta e Vittorino” e “al Segnavento” per Venezia, “La rugiada” e “Ortodidattico il profumo della freschezza” per Rovigo, “Da Bedin” e “Cà d'oro” per Vicenza e “Casa Rosa” e “Antico Molino Mazzi” per Verona.
Alla premiazione dei partecipanti sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni regionali e territoriali. L’incontro si concluderà con una degustazione di prodotti delle aziende.

Domenica, 30 Dicembre 2018 15:17

Vendita diretta, si cambia

La manovra in approvazione in Parlamento rivoluziona la vendita diretta per le aziende agricole: un emendamento voluto dal sottosegretario al ministero delle Politiche agricole Franco Manzato consentirà alle aziende agricole di vendere, in forma non prevalente rispetto alla loro produzione, le produzioni di altre imprese di categorie agronomiche diverse dalle loro.
Tra i vari temi agricoli, questa è un'assoluta novità per il comparto agroalimentare nazionale. Alle aziende che fanno vendita diretta si concede la possibilità di vendere prodotti anche di altri imprenditori agricoli. Si genera così un circolo virtuoso che mette in rete le realtà italiane di settore distribuite sul territorio e spesso isolate nella produzione come nella vendita dei prodotti.
Il risultato sarà una possibilità di distribuzione incrociata delle produzioni agricole tra le aziende agricole. Da un lato un aumento del reddito e dell'occupazione, dall'altro una diminuzione dei costi dei prodotti a favore dei consumatori. E, di conseguenza, una crescita dei consumi interni. Secondo le stime del governo, in una prima fase, potrebbero essere coinvolte fino a 300mila aziende agricole italiane.

«In Veneto – commenta il presidente di CIA Agricoltori Italiani Veneto Gianmichele Passarini – la misura interessa quasi 19.000 aziende agricole su 70.000. Si tratta di una modifica in base alla quale gli imprenditori agricoli possono vendere non solo prodotti propri ma anche prodotti agricoli e alimentari acquistati direttamente da altri imprenditori agricoli. Il vincolo è che tali prodotti non debbano appartenere alla stessa categoria merceologica dei prodotti propri e l'attività di vendita non deve essere prevalente rispetto a quella dei prodotti propri. È un cambiamento positivo: vuol dire valorizzare il prodotto ma di fatto mettere in rete, a livello locale e nazionale, le aziende agricole, che diventano dei piccoli negozi».

«Ringraziando il sottosegretario Manzato, ci auguriamo – conclude Passarini – che questo sia solo il primo segnale di attenzione per il settore dell’agricoltura, che ha molte questioni aperte sul tappeto: l’attacco delle produzioni estere su frutta e verdura, le politiche della grande distribuzione, i prezzi troppo bassi dei cereali».

 

CIA - Agricoltori Italiani di Treviso ha promosso un tavolo di confronto con altri paesi: a Treviso sono arrivate le esperienze di altissimo livello di Francia, Portogallo e Stati Uniti.
La tavola rotonda organizzata da Cia Treviso «Sostenibilità in viticoltura: esperienze estere a confronto» che si è tenuta al Centro Congressi BHR di Quinto di Treviso, si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico, con il prezioso contributo per i produttori trevigiani e veneti di quattro esperienze estere, quattro progetti diversi per dare risposta ad una esigenza comune. Ancora una volta la conferma per CIA Treviso di aver imboccato la strada giusta per un processo di innovazione in termini di sostenibilità nel settore viticolo.
«La sostenibilità è uno dei temi chiave del nostro impegno e ci crediamo moltissimo – spiega Giuseppe Facchin, presidente CIA Treviso -. Ora con questa tavola rotonda abbiamo aperto una finestra sul mondo, siamo usciti dai nostri confini perché vogliamo conoscere cosa fanno all’estero, paesi come Francia, Portogallo e Stati Uniti che hanno intrapreso il percorso della sostenibilità molto prima di noi. Analizzando le esperienze che abbiamo ascoltato oggi qui a Treviso e quelle che stiamo raccogliendo sul nostro territorio, ci stiamo rendendo conto ogni giorno di più come sostenibilità sia la giusta sintesi tra valori, tecnica e business.
Ognuno dei quattro relatori ha portato la propria esperienza, la propria storia di viticoltura sostenibile.

Pierre Naviaux, responsabile Progetto Ambiente, CIVC (Francia) punta sull’approccio collettivo, al contrario non si cresce. «Il tratto distintivo dell’approccio alla sostenibilità in Champagne è di coinvolgere tutta la filiera, tutti gli attori, dal più piccolo al più grande. La sostenibilità è stata pensata a livello regionale. La Champagne è una regione che ha un prodotto da valorizzare, lo champagne appunto, con 34 mila ettari (ha) di superficie vitata, 280 mila parcelle, appezzamenti piccoli coltivati da 15 mila viticoltori. Abbiamo piccole aziende e altre quotate in borsa e non vogliamo lasciare fuori nessuno dal percorso del sostenibile. Noi puntiamo ad un approccio collettivo e chi non ha i mezzi riceve comunque un aiuto. È un processo di miglioramento continuo. Abbiamo costituito un quaderno di riferimento, una vera e propria guida di sviluppo sostenibile in Champagne con numerosi punti che riguardano non solo i prodotti fitosanitari, ma anche la gestione dei reflui, la concezione ecologica degli edifici, tutti gli aspetti legati all’ambiente».
«In Francia - ci spiega Florence Gras - responsabile della formazione e consulente sostenibilità, gruppo ICV (Francia), la più grande struttura di consulenza vitivinicola al mondo - possiamo fissare una data. Nel 2007 sono stati creati gli “ingranaggi dell’ambiente” così chiamati perché hanno avviato ad una presa di coscienza della richiesta di sostenibilità da parte dei consumatori, molto interessati e consapevoli, tanto che mettono parecchia attenzione al tema nei loro acquisti, il vino in particolare, compresi i giovani. Il ruolo delle cooperative è fondamentale perché ogni cooperativa al di là di un luogo di produzione di vino vuol dire 200-300 famiglie che lavorano su una zona viticola omogenea ».

Dal consulente francese alla figura del biologo Nuno Oliveira, responsabile Ecosistema, Esporão S.A. che lavora in un’azienda di grandi dimensioni che si occupa di ecosistemi e che ci conferma l’interesse crescente anche in Portogallo per la sostenibilità.
«I produttori stanno prendendo coscienza che la sostenibilità è un aspetto importante nella viticoltura e che è uno degli elementi che interviene anche nella formazione del prezzo di una bottiglia di vino da mettere nel mercato. Inoltre l’azienda che rappresento ha colto l’opportunità di creare valore aggiunto attraverso la ricostituzione di ambienti e habitat naturali favorevoli sia al ritorno di predatori naturali dei parassiti della vite, sia alla valorizzazione turistica della propria area aziendale».
La forza della lunga esperienza sostenibile arriva anche dagli Stai Uniti.

Stephanie Bolton, Direttore Viticoltura Sostenibile, LWC (USA) rappresenta il LODI, una zona vitivinicola ai piedi della Sierra Nevada, dove si coltivano oltre 100 varietà di uva, la prima zona a dotarsi di regole di sostenibilità, le Lodi Rules, una storia di 30 anni. «Gli agricoltori della regione hanno formato una commissione nel 1991 che promuove ricerca e informazione e ogni cinque anni votano per rinnovare una tassa autoimposta che finanzia appunto la commissione, la stessa che nel ’92 ha lanciato un programma di base per la riduzione dei pesticidi utilizzati nei trattamenti a vantaggio di tutto l’ecosistema. Oggi abbiamo 4-5 generazioni di viticoltori che hanno deciso di abbracciare una viticoltura più responsabile. Il nostro approccio alla sostenibilità? Molti agricoltori in California lavorano in modo sostenibile senza essere certificati, ci chiedono di non partecipare a programmi di certificazione. Noi offriamo formazione gratuita per la sostenibilità andando anche nelle scuole. Il nostro processo di certificazione è rigoroso, volontario, si basa sulla scienza ed è accreditato da terze parti, oltre che autofinanziato dalle stesse aziende».
«Siamo stati lungimiranti, spiega Gianmichele Passarini, presidente CIA Veneto -, prima di altri abbiamo iniziato un’attività di informazione e consulenza alle aziende su questi temi. anche in rapporto alla società. Oggi è necessario dare ai nostri prodotti un valore aggiunto che vada oltre la qualità organolettica e che parli del nostro rapporto con l’ambiente e la società».

Giovedì, 29 Novembre 2018 18:42

Cia Veneto all’assemblea nazionale

Tra maltempo, calamità naturali, dissesto idrogeologico e fauna selvatica, non prevenire è già costato all’Italia oltre 20 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Ancora oggi, quasi 7.000 comuni e 150.000 imprese agricole sono esposti a rischi ambientali. L’incuria e la cementificazione senza regole continua a bruciare 14 ettari di terreno coltivabile al giorno e più di 6 milioni di cittadini risiedono in aree soggette a frane e alluvioni. Questi i dati allarmanti (vedi focus) che hanno spinto Cia-Agricoltori Italiani a lanciare un progetto di manutenzione infrastrutturale del territorio nazionale. Un vero e proprio Ordine del giorno in cinque mosse presentato in occasione dell’Assemblea nazionale, oggi a Roma all’Auditorium Conciliazione.
Quasi duemila imprenditori agricoli, provenienti da tutte le regioni italiane, si sono riuniti nella capitale per chiedere a gran voce l’attuazione di quello che il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, ha definito un “atto storico”, ovvero un intervento straordinario di tutela, manutenzione e gestione sostenibile del Paese, recuperando gli enormi ritardi infrastrutturali e puntando sulla centralità dell’agricoltura. Obiettivo finale è la costruzione di un grande piano agro-industriale che potrebbe creare fino a 100 mila nuovi posti di lavoro generando Pil e ricchezza.
“La parola d’ordine deve essere prevenzione, non più emergenza -ha spiegato Scanavino- basta azioni spot nate a seguito dell’ultima tragedia. Nel nostro progetto, che vogliamo sottoporre da oggi a Istituzioni nazionali e locali, ci sono le linee guida per un reale cambio di marcia”. Si parte dall’immediata messa in sicurezza dei territori più a rischio e da un’attenta programmazione per il futuro, che deve partire dalle aree interne. Urgenti, poi, reali politiche di governance del territorio: dallo sviluppo di verde urbano e bioedilizia alla valorizzazione del presidio degli agricoltori, lavorando per contrastare il consumo di suolo, l’abbandono e lo spopolamento delle aree rurali e marginali, e salvaguardando il patrimonio boschivo. Occorre, quindi, favorire reti d’impresa territoriali, mettendo in sinergia agricoltura, commercio, logistica, turismo, enti locali e cittadini, in un’ottica di sistema integrato su misura. Inoltre, non è più rinviabile un nuovo e più efficace piano di intervento sulla questione fauna selvatica, che superi la normativa vigente, tanto più che danni e pericoli hanno assunto una dimensione insostenibile anche in termini di sicurezza nazionale. Infine, se ben orientate, le risorse della nuova Pac potrebbero concorrere al rilancio delle comunità e delle economie locali, mettendo assieme Fondi strutturali Ue, misure di sostegno, incentivi e programmi di infrastrutturazione del territorio.
“Questo è il contributo degli Agricoltori Italiani per il Paese che vogliamo -ha detto il presidente Cia in Assemblea-. Territorio, infrastrutture e innovazione sono i tre asset su cui investire risorse e costruire politiche di sviluppo, da subito, mettendo in rete governo, regioni, comuni ed enti locali, con le altre risorse socio-economiche dei territori -ha concluso Scanavino- e valorizzando il ruolo essenziale dell’agricoltura”.

“Una relazione - ha commentato il presidente do Cia Veneto Gianmichele Passarini, presente all’assemblea con una nutrita delegazione - che porta ad un livello ancora più alto il ruolo che l’agricoltura può e vuole avere nel nostro Paese. Noi, in Veneto, siamo pronti a fare la nostra parte”.

 

“Il Paese che vogliamo” è il titolo dell’assemblea regionale che CIA – Agricoltori Italiani Veneto ha tenuto venerdì 23 novembre a Mestre.
In vista dell’assemblea nazionale, in programma a Roma il 28 e 29 di questo mese, CIA Veneto ha approfittato della assise annuale per mettere attorno ad un tavolo agricoltori e istituzioni. A fare gli onori di casa il presidente regionale Gianmichele Passarini. Sono intervenuti il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole Franco Manzato, la deputata Maria Cristina Caretta, gli assessori regionali Giuseppe Pan e Cristiano Corazzari, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Fabiano Barbisan, il prof. Vasco Boatto.

«C’è un’idea forse stereotipata dell’agricoltore – ha spiegato Passarini – dell’anziano con il trattore. Si tratta invece di un settore in continua evoluzione, votato al futuro e di primaria importanza per la vita quotidiana di tutti noi: agricoltura vuol dire cibi di qualità, vuol dire salvaguardia del territorio, vuol dire cura della biodiversità, vuol dire gestione delle risorse idriche».

Nella sua relazione, Passarini ha ricordato i passi avanti compiuti dall’Italia e dal Veneto in particolare nel campo della sostenibilità. Migliorano tutti gli indici sull’impatto ambientale: CO2 a -25%, pesticidi a -27% ed erbicidi -31%. Nella nostra regione la produzione di energia green è salita addirittura del +690% e le superfici dedicate alle coltivazioni biologiche del +56%.
«L’agricoltura – conferma Passarini pesa solo per il 6% sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente; crescono le colture green e le energie rinnovabili mentre diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante. Ci sono però ancora molti passi da fare: serve ricerca, automazione e graduale diminuzione dell’uso di energie tradizionali non rinnovabili».

Dopo i danni provocati dal maltempo a fine ottobre (e per i quali CIA Veneto ha organizzato una raccolta fondi), il presidente ha insistito sulla necessità di salvaguardare il territorio.
L’8% del territorio nazionale è ad alto rischio idrogeologico. Il Veneto è la Regione, insieme alla Lombardia, che ha più fortemente compromesso il territorio. E gli ultimi eventi climatici che hanno raso al suolo intere foreste nel bellunese e nel vicentino hanno dimostrato la fragilità del nostro habitat. In un anno in Veneto vengono consumati 1.134 ettari con una percentuale di incremento pari allo 0,50% secondo i dati ISPRA. Un quinto degli ettari consumati in tutta Italia (5.211) nei dodici mesi si concentra in Veneto, che stacca la Lombardia con 603 ettari consumati. Sono dati preoccupanti e che devono far riflettere. Sono necessari interventi sistematici di manutenzione del territorio a partire dalle azioni di prevenzione dei disastri ambientali e per contrastare il consumo, il degrado e l’abbandono del suolo.
«Fino ora il problema del clima che cambia è stato affrontato con l’emergenza. Dobbiamo cambiare prospettiva, adattandoci ai cambiamenti climatici e mettendo in campo la pianificazione sia di tecniche che di strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi». Tra le soluzioni proposte, «un piano di invasi, anche di piccole dimensioni, anche ad uso plurimo. L’agricoltura ha bisogno di acqua, occorre poterne fare provvista quando ce n’è in abbondanza per poterne disporre quando manca. Bene il finanziamento del piano irriguo nazionale dedicato al potenziamento del nostro sistema di gestione collettiva dell’acqua, ma occorre prestare attenzione in modo coordinato anche al resto degli agricoltori che si trovano al di fuori dei consorzi di irrigazione. L’agricoltura veneta guarda al risparmio idrico e all’efficienza idrica come fattori economici importanti. Complici gli investimenti resi disponibili dalla PAC, il sistema irriguo italiano è tra i più avanzati in Europa. Sicuramente occorrerà migliorare ancora, ma molti sforzi sono stati compiuti e molte tecnologie si stanno rendendo disponibili, comprese quelle che fanno uso di satelliti, di collegamenti agli smartphone e sistemi nell’infrarosso per misurare l’accrescimento delle colture. C’è poi l’agricoltura di precisione, i droni. Le tecnologie sono disponibili e renderanno sempre più possibile ed efficace il risparmio idrico in futuro».

Infine Passarini ha richiamato l’attenzione degli intervenuti su politiche di sostegno al reddito, sulla necessità di una semplificazione burocratica e sul superamento della logica emergenziale che oggi caratterizza la gestione della fauna selvatica. Quest’ultima questione, in particolare i cinghiali nell’area dei Colli Euganei e il lupo nell’area della Lessinia, va affrontata con una nuova ottica. «L’attività venatoria può avere un ruolo chiave nella risoluzione del problema ma, vista anche la carenza di operatori, è importante il coinvolgimento delle imprese agricole situate nelle aree particolarmente a rischio al fine di avviare percorsi di nascita di forze di intervento specializzate».

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Assograssi, Fiesa-Confesercenti, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Uniceb hanno firmato oggi l’atto costitutivo con il quale hanno dato vita all’Associazione "O.I. Carni Bovine-OICB".

"O.I. Carni Bovine-OICB", costituita nell'interesse dell'intera filiera, ha tra i propri scopi la tutela e la difesa dell’immagine del settore dalle notizie false o tendenziose che spesso vengono diffuse e, al contempo, la promozione di una assunzione consapevole delle proteine animali e la valorizzazione della zootecnia per la tutela dei territori rurali dalla desertificazione.

La neocostituita "O.I. Carni Bovine-OICB" vuole in prima battuta ribadire, come emerso da recenti studi, che la carne, consumata all’interno di una sana e corretta dieta alimentare, permette di mantenere la salute, sviluppare le attività cerebrali, contribuire alla crescita scheletrica e dei muscoli e incrementare la fertilità.

Ad avviso dei costitutori, si tratta di un primo importante passo, da tempo atteso dagli operatori della filiera, per la creazione di una struttura centrale, indispensabile per le scelte che dovranno essere prese per lo sviluppo, l’innovazione e il commercio di questo settore strategico per l’agroalimentare italiano.

Il cuore operativo e propulsivo della neonata struttura sarà rappresentato dagli operatori, dal momento che lo statuto di "O.I. Carni Bovine-OICB" prevede la costituzione di appositi comitati di prodotto, il cui compito sarà quello di indicare le scelte e le linee di indirizzo per lo sviluppo del settore. Tali comitati, costituiti da operatori del settore in rappresentanza degli associati, si occuperanno delle questioni relative alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti di riferimento, con particolare attenzione ai processi di internazionalizzazione per l’accesso ai nuovi mercati; in particolare esamineranno: accordi, procedure e regole comuni, con l’obiettivo di abbattere i costi e migliorare le caratteristiche merceologiche, la logistica e le procedure di transazione.

Proprio con lo scopo di rafforzare l’intento inclusivo della neocostituita "O.I. Carni Bovine-OICB", gli organismi che aderiranno saranno considerati, fino alla prima assemblea generale che si terrà entro il mese di febbraio, tra i soci promotori. L’obiettivo è far sì che "O.I. Carni Bovine-OICB" diventi la massima espressione del settore, fulcro del dialogo tra tutti i rappresentanti della filiera.

"Una protezione davvero efficace delle specie in via d’estinzione passa anche dalla risoluzione dei conflitti che queste ultime possono creare" E' così che Bruxelles  -come riportato anche da Repubblica.it- spiega e annuncia la decisione di alzare dall'80% al 100% i rimborsi per i danni prodotti ai greggi dai lupi.

Inoltre, fa sapere la Commissione europea, gli stanziamenti serviranno a coprire in modo totale, anche le difese preventive come recinti elettrici e cani da guardia e i costi indiretti come i veterinari per curare i capi feriti e il lavoro per riunire le greggi dopo un attacco.

L'operazione va a modificare così le linee guida dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020

Sebbene non si abbia un dato certo, stando ai dati del Wwf, in Italia si contano circa 1.580 i lupi, presenti per lo più sugli Appennini e in Toscana. Il “Piano per la gestione e la conservazione del lupo” ad opera della Conferenza Stato-regioni è da tempo allo stallo.

I cittadini, gli agricoltori, le aziende del Veneto sono state colpite a fine ottobre da una eccezionale ondata di maltempo.
E' per questo che abbiamo deciso di aprire un conto corrente per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione: anche il più piccolo contributo sarà importante.
Il conto corrente è intestato a:
CIA PER IL TERRITORIO VENETO
Iban: IT28T0890462180021000002642
Grazie da CIA Agricoltori Italiani Veneto

Giovedì, 15 Novembre 2018 09:13

Intima - Mente Cibo

Comincia mercoledì 21 novembre "Intima - Mente Cibo", il iiaggio itinerante in Veneto alla scoperta della sinergia tra il cibo stagionale e la vita intima della donna, dell’uomo e della coppia, organizzato da Donne in Campo. Quattro serate che toccheranno le province di Vicenza, Padova, Venezia e di nuovo Vicenza. Tutti i prodotti che verranno utlizzati sono prodotti delle nostre aziende agricole del territorio.

Il costo di ogni serata è di 30 euro e comprende sia la spiegazione della Dottoressa Carlotta Scalco (Ostetrica libera professionista, appassionata di alimentazione, relazione, nascita e ri-nascita) che la cena. La prenotazione è obbligatoria chiamando presso l’agriturismo o nella propria Cia di riferimento. I soldi raccolti aiuteranno a sviluppare un progetto di cooperazione internazionale a favore dei piccoli produttori agricoli locali dei paesi in via di sviluppo con il duplice obiettivo di sviluppare al meglio le loro capacità agricole (tramite la formazione e lo sviluppo diretto di migliorie tecniche), in termini di efficienza e resa, e di assicurargli un livello di vita sicuro e dignitoso, per se stessi e le loro famiglie (tramite progetti mirati agli aspetti socio-sanitari della vita rurale).

Per informazioni: Donne in Campo Veneto - tel. 041/5381999 – 041/929900 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CIA Agricoltori Italiani Veneto sta monitorando da ormai quasi 48 ore la situazione del maltempo sul territorio regionale. La prima parte della giornata di lunedì è stata vissuta con particolare apprensione nelle province di Belluno, Treviso e Venezia. «La rete idrica - conferma il presidente regionale Gianmichele Passarini- è in grande sofferenza. Non aiuta il vento di scirocco che riporta l'acqua verso l'interno. A peggiorare la situazione, la vastità di superfici impermeabili del nostro territorio». L'eccezionale ondata di piogge sta mettendo in ginocchio anche le produzioni agricole: il 20 per cento della soia - in Veneto ci sono quasi 140mila ettari coltivati - non è stato ancora raccolto e c’è un rallentamento nella semina del frumento (che nel 2018 e di 96.300 ettari).
«È molto importante che sia stata diramata la massima allerta in queste ore – aggiunge Passarini – e ci sia una mobilitazione così importante, Ma è arrivato il momento di cambiare approccio. Fino ad ora il problema del clima che cambia è stato affrontato in emergenza. Dobbiamo invece adattarci al cambiamento climatico. Ciò ribalterebbe la situazione e ci permetterebbe di ragionare in previsione di ciò che succederà, mettendo in campo la pianificazione sia di tecniche che di strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi. Superata questa emergenza, dovremo cambiare passo, mettendo attorno allo stesso tavolo gli agricoltori, gli esperti, i ricercatori e i decisori politici».

 

Venerdì, 19 Ottobre 2018 09:31

Pagamento anticipi PAC 2018

Agea ha comunicato i criteri per il pagamento dell’anticipo del 70% dei pagamenti diretti dal 16 ottobre 2018.

Con la Circolare n. 80665 del 16 ottobre 2018, Agea ha emanato le indicazioni per l’anticipo del 70% per i pagamenti diretti di cui al Reg. 1307/2013.

Agea e gli Organismi pagatori possono pertanto pagare un anticipo del 70% dei pagamenti, a partire dal 16 ottobre 2018.

I pagamenti che possono essere oggetto di anticipo sono quattro:

1. pagamento di base;
2. pagamento greening;
3. pagamento giovani agricoltori;
4. pagamento del regime dei piccoli agricoltori.

 

Domenica, 14 Ottobre 2018 13:30

Veronese e Polesine, ok al ristoro dei danni

Con la dichiarazione di eccezionale avversità atmosferica la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha delimitato le aree del Veronese e del Polesine colpite dal maltempo del 16 luglio e del 13 agosto scorsi e ha attivato le procedure del Fondo di solidarietà nazionale per il ristoro dei danni alle aziende colpite. Il provvedimento individua le zone territoriali di alcuni comuni della provincia di Verona e Rovigo, dove, rispettivamente a seguito della tromba d’aria del 16 luglio 2018 e dei venti impetuosi del 13 agosto 2018, sono stati accertati danni al comparto agricolo a strutture non ammissibili ad assicurazione agevolata ed alle scorte.

Per il Veronese le località interessate sono: Erbè (località: Boschetti, Oni), Gazzo Veronese, (Olmo San Pietro, Rocanova), Nogara, (località: Campiol, Casoni, Montalto, Olmi), Sorgà (intero territorio comunale), Trevenzuolo (località Roncolevà). In provincia di Rovigo le località interessate sono: Adria (località di Spin, Case Matte, Sabbioni, Fasana e Campelli) e Pettorazza Grimani (località di Botti Barbarighe).

«La pubblicazione del decreto - spiegano i tecnici di CIA Veneto - consentirà alle imprese agricole danneggiate di presentare, agli sportelli di Avepa delle province interessate, richiesta di intervento a ristoro dei danni sulle strutture agricole non assicurabili ed alle scorte. L’intervento resta subordinato alle disponibilità di risorse sul Fondo di solidarietà nazionale. I nostri uffici sono a disposizione dei nostri soci per qualsiasi informazione».

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 14:43

Incontro sulle pensioni

Lunedì 15 ottobre, alle 10, presso l'azienda agrituristica "La Campagnola" di Ghizzole di Montegaldella (VI), ANP Veneto, l'associazione dei pensionati di CIA Veneto, incontrerà deputati e senatori per per parlare delle proposte in tema di sistema pensionistico, così come approvate dalla giunta nazionale dell'ANP. 

«Sarà l'occasione - spiega il presidente di ANP Veneto Giuseppe Scaboro - per poter esporre direttamente le richieste di adeguamento delle pensioni minime, in particolar modo delle pensioni dei lavoratori autonomi agricoli, e per porre l'attenzione sui temi della povertà e sulla necessità di adeguate politiche sociali».

Aprirà l'incontro il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini e saranno presenti i dirigenti della CIA e dell’Associazione Pensionati del Veneto.

 

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:32

Alternanza Scuola Lavoro

C'è anche CIA Veneto tra i firmatari del protocollo d'intesa sulla Alternanza Scuola Lavoro, promosso dalla Regione Veneto e dall'Ufficio Scolastico Regionale in accordo con le associazioni datoriali e le categorie. La firma è in programma giovedì 11 ottobre presso l'ITS Marco Polo – Fondazione per la Mobilità Sostenibile di Venezia. 

«Siamo lieti di poter sottoscrivere questo accordo - spiega il presidente regionale Gianmichele Passarini - perché l'agricoltura di oggi è un mondo complesso, in cui lo studio e la preparazione possono fare la differenza. Cercheremo, attraverso la cabina di regia regionale e i tavoli provinciali, di fare incontrare le aziende agricole e il mondo scolastico: da anni si parla del nostro come di un settore che fa fatica a svecchiarsi, che attira pochi giovani. Esperienze come quelle dell'Alternanza Scuola Lavoro possono invece offrire uno spaccato più veritiero a tanti studenti e magari spingere qualcuno ad intraprendere questo percorso di vita».

 

L’INAIL, con la circolare n. 37 del 24 settembre 2018, informa che dal 1° ottobre 2018 è disponibile il servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio online per i datori di lavoro del settore agricoltura, il cui utilizzo sarà obbligatorio a partire dal 9 ottobre 2018. I soggetti tenuti all’adempimento dell’obbligo in questione sono i datori di lavoro inquadrati, ai fini previdenziali e assicurativi, nel settore agricoltura e registrati negli appositi archivi dell’Inps. Il suddetto Istituto, infatti, provvede sia alla riscossione dei contributi di previdenza e assistenza sociale e assicurativi, sia all’accertamento dell’appartenenza al settore agricoltura. La denuncia/comunicazione può essere effettuata anche dagli intermediari e dai loro delegati. Nei due allegati la nota integrale e la circolare dell’INAIL.

 

 

 

 

Mercoledì, 19 Settembre 2018 13:56

Cia al Flormart di Padova

2,5 miliardi e mezzo di fatturato, 27.000 aziende, 100.000 occupati: a livello nazionale il florovivaismo è un comparto fondamentale per il settore primario, e i numeri dicono lo stesso per ciò che riguarda il Veneto, dove il valore della produzione è in leggero miglioramento (209 milioni di euro a fine 2017), per un totale di 2.700 ettari coltivati e circa 1.500 aziende. Il quadro generale del florovivaismo è promettente, come hanno sottolineato esperti e rappresentanti istituzionali nell’ambito della tavola rotonda che oggi ha aperto l’edizione 2018 del Flormart, nei padiglioni di PadovaFiere. Esiste, però, un buon margine di miglioramento, soprattutto per ciò che riguarda l’attenzione che il mondo politico deve avere nei confronti di questo comparto, ben lontano dall’essere il ‘fanalino di coda’ dell’agricoltura: “I dati relativi al florovivaismo fotografano un comparto vivace, dalle grandi potenzialità – ha dichiarato il Presidente nazionale di CIA, Dino Scanavino -. Di certo è sottostimato l’apporto che il settore da alla buona organizzazione dei sistemi urbani e del paesaggio nel suo complesso, e proprio i florovivaisti intendono mettersi a disposizione delle amministrazioni per prendersi cura del territorio e incentivare il turismo”.

In Veneto, la produzione di fiori e piante (52,6 milioni di euro) e la produzione vivaistica (circa 29 milioni di euro) sono entrambe in leggero calo, mentre il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese ha quasi raggiunto i 128 milioni di euro (+1%).
La Regione mostra di considerare le notevoli capacità di sviluppo del florovivaismo: “Il Veneto è la prima regione d’Europa per investimenti nel settore – ha detto l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione -. E’ fondamentale fare rete anche in quest’ambito, perché il florovivaismo consente di garantire una tutela ancora maggiore del paesaggio, e ciò si ripercuote positivamente sul turismo, che rappresenta un comparto indispensabile per la nostra economia”.

In questo contesto generale, si inserisce anche Padova, che con 452 aziende è la prima provincia veneta nel settore del florovivaismo: nonostante il calo dello 0,9% registrato nell’ultimo anno nel numero di imprese, il comparto gode di buona salute in questa parte del territorio regionale. Per quanto riguarda le superfici investite, Padova registra una flessione significativa (780 ettari, -13,5%), ma si conferma comunque la provincia più importante del Veneto. In particolare, a livello padovano si sta già lavorando per valorizzare il settore e avvicinarlo sempre di più ai mercati esteri: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo, che ha come obiettivo quello di promuovere l’attività delle aziende e creare un marchio vendita.

“Il distretto di Saonara è tra i protagonisti del Salone, un’occasione per far conoscere agli operatori del settore le potenzialità del nostro territorio – commenta il Presidente provinciale di CIA, Roberto Betto -. Siamo fermamente convinti che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti, e che il comparto abbia voglia di vivacità e investimenti nel futuro. Il mercato interno sta andando bene, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero”.

 

«Bene il mercato interno, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero: spero che da questa edizione di Flormart vengano le ricette giuste per il settore del florovivaismo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, ha commentato così la presenza dell’associazione alla 69esima edizione del Flormart. «Il florovivaismo è un settore importante per gli agricoltori, e il mondo Cia è sensibile alle sue esigenze particolari». Passarini ricorda la forza del florovivaismo in particolare nel padovano e nel trevigiano. «Ma è un settore che ha necessità di investimenti: soprattutto l’esigenza è quella di trovare sbocco al di fuori del perimetro veneto e italiano. La nostra regione è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un saldo negativo tra importazione ed esportazioni. Per questo occorre lavorare per arrivare ad un marchio unico di qualità che riesca a far uscire il prodotto dal territorio. A livello padovano si sta già lavorando per questo: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo che ha come obiettivo quello di valorizzare il settore e creare un marchio vendita. Vedremo se il Salone porterà novità in questo senso: credo che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti».

 

Lunedì, 17 Settembre 2018 14:20

Cia Veneto al Flormart di Padova

«Bene il mercato interno, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero: spero che da questa edizione di Flormart vengano le ricette giuste per il settore del florovivaismo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, lancia così la presenza dell’associazione alla sessantanovesima edizione del Flormart, in programma dal 19 al 21 settembre a Padova. «Il florovivaismo è un settore importante per gli agricoltori, e il mondo Cia è sensibile alle sue esigenze particolari. Mercoledì ci sarà il nostro presidente nazionale Dino Scanavino alla tavola rotonda di apertura del salone». Passarini ricorda la forza del florovivaismo in particolare nel padovano e nel trevigiano. «Ma è un settore che ha necessità di investimenti: soprattutto l’esigenza è quella di trovare sbocco al di fuori del perimetro veneto e italiano. La nostra regione è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un saldo negativo tra importazione ed esportazioni. Per questo occorre lavorare per arrivare ad un marchio unico di qualità che riesca a far uscire il prodotto dal territorio. A livello padovano si sta già lavorando per questo: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo che ha come obiettivo quello di valorizzare il settore e creare un marchio vendita. Vedremo se il Salone porterà novità in questo senso: credo che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti».

Martedì, 11 Settembre 2018 11:59

Ancora incidenti sul lavoro

L’incidente di Torricelle, nel Veronese, in cui ha perso la vita un 38enne schiacciato da un trattore, riapre la piaga delle morti sul lavoro. Dobbiamo dare seguito al Piano per la sicurezza siglato in luglio.
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così l’ennesima morte bianca, che va a colpire proprio l’agricoltura.
«Nel nostro settore una percentuale di incidenti accade perché manca la cultura sulla sicurezza. Ci sono 90mila aziende con fascicolo aziendale, circa la metà sono iscritte alla Camera di Commercio, ma solo 20mila di queste fanno dell’agricoltura la loro attività principale o unica. Nelle aziende più strutturate, che possono far fronte ai costi della formazione, si riesce ad arrivare ai lavoratori in modo omogeneo, negli altri casi l’approccio culturale della sicurezza troppo spesso si perde».
Ecco perché, dopo l’assunzione dei 30 tecnici Spisal – primo passo del Piano approvato in Regione – Cia Veneto chiede che vengano avviati gli altri interventi.
«Bisogna puntare sulla formazione, attraverso la consulenza delle associazioni: dobbiamo imprimere in modo forte ai nostri soci la cultura della sicurezza, siano essi dipendenti o imprenditori. Inoltre sarebbe necessario un processo più strutturato e virtuoso per i finanziamenti, ad esempio attraverso i Piani di Sviluppo Rurale. Come associazione di categoria ci siamo attrezzati con i corsi di formazione, dal primo soccorso alla responsabilità aziendale per la sicurezza, i patentini e tutto il resto. Ma dobbiamo intervenire subito e tutti insieme, se vogliamo fermare la conta dei morti».

Venerdì, 31 Agosto 2018 16:53

Mipaaf: risarcimenti per aviaria del 2016

Sono state approvate, dal Comitato di gestione della Commissione Ue, eccezionali misure di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia, colpiti nel 2016 dall’influenza aviaria.

Il provvedimento prevede lo stanziamento di 11,1 milioni di euro, a cui si aggiungerà una pari cifra a carico del bilancio nazionale, a favore delle aziende che hanno subito danni indiretti dovuti a provvedimenti sanitari di restrizione alle movimentazioni degli animali e delle merci, fino alla data del 28 settembre 2017.

Il regolamento prevede una serie di indennizzi variabili, a seconda delle tipologie, per le perdite di produzione del pollame e dei riproduttori, per il prolungamento del periodo di allevamento e per l’eliminazione degli animali.

“L’Italia ha ottenuto in Europa un ottimo risultato. Con questo provvedimento, le aziende agricole coinvolte otterranno un congruo risarcimento per le perdite subite -ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio- tuttavia il negoziato con la Commissione non è ancora finito, ci stiamo battendo per ottenere un ulteriore sostegno, vista l’esigenza del settore produttivo, per il periodo successivo al 28 settembre 2017”.

«Le aziende Cia non useranno i voucher per la prossima vendemmia, semplicemente perché il Decreto Dignità non li hai reintrodotti».
Maurizio Antonini, direttore della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, ha raccolto in questi giorni la forte contrarietà degli associati rispetto alle misure del governo. «In effetti tutti speravamo che venissero reintrodotti i buoni lavoro così come li avevamo conosciuti. Ma la legge 96/2018 ha soltanto facilitato il ricorso al contratto telematico per le prestazioni occasionali ("Prest.o") dell'Inps. Si tratta di un contratto a tempo determinato, che - a fronte di un allungamento da 3 a 10 giorni del periodo in cui è possibile svolgere la prestazione - impone alle aziende un aggravo sia di burocrazia (iscrizione all'Inps, obblighi di comunicazione, ecc.) che di costi: al lavoratore vanno 9 euro l'ora, il costo aziendale è di circa 13 euro l'ora, cioè più cari dei contratti a tempo determinato classici. Crediamo che questa nuova disciplina non sia sufficiente a regolare in modo adeguato e soprattutto semplificato quelle prestazioni che si svolgono in maniera occasionale e discontinua, ma che sono ricorrenti in agricoltura. Seppure sia apprezzabile lo sforzo di differenziare l'agricoltura dal punto di vista dei limiti reddituali e più in generale lo sforzo del governo volto a colmare una lacuna normativa che, in vista delle prossime campagne di raccolta, avrebbe creato notevoli difficoltà al settore, vengono introdotti ancora una volta limiti soggettivi e ulteriori procedure che rischiano di ridurre l'impatto e l'efficacia della norma».

 

 

Con decreto del Direttore di AVEPA n. 139 del 02/0/2018 sono state approvate le assegnazioni supplementari di gasolio agevolato per l'irrigazione di soccorso.
Il decreto prevede che i supplementi di carburante per l'irrigazione di soccorso possono essere effettuati su tutto il territorio regionale ad esclusione della provincia di Belluno per le colture di primo e di secondo raccolto per un quantitativo massimo del 50% del valore tabellare al netto della riduzione del 23%.
Le assegnazioni possono essere effettuate fino alla data del 15 dicembre 2018.

 

Decreto

La Regione Veneto con Decreto direttoriale n. 79 del 24 luglio 2018 relativo alla disciplina dell’evoluzione del potenziale viticolo, ha assegnato alle aziende agricole le nuove autorizzazioni per nuovi impianti di viti per uva da vino campagna 2018,

Il decreto n. 79/2018 e l’Allegato A sono consultabili nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto di venerdì 27 luglio 2018 al seguente link:

Bollettino Regione Veneto

Martedì, 24 Luglio 2018 10:49

Tavolo regionale sul caporalato

«Un primo incontro positivo e costruttivo per contrastare il caporalato, il lavoro sommerso e lo sfruttamento delle persone».
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così l’incontro che si è svolto a Palazzo Balbi del tavolo regionale finalizzato al contrasto del caporalato in agricoltura.

«Il settore agricolo è tra quelli maggiormente esposti al rischio di irregolarità, per il carattere prevalentemente stagionale della domanda e per la difficoltà nel gestire i rapporti di lavoro con la manodopera. Purtroppo anche la campagna veneta è attraversata da situazioni al limite della legalità. Come associazione di categoria, siamo già impegnati per il contrasto a questo fenomeno, aderendo al progetto NAVE (Network Antitratta per il Veneto) e collaborando con realtà come Libera»

Al tavolo regionale Cia Veneto ha posto alcuni elementi di discussione.«Chiediamo – conferma Passarini – l’introduzione di un regime amministrativo e contributivo semplificato e meno oneroso per i rapporti di lavoro stagionali e di breve durata. Inoltre occorre rendere sempre più agevoli e rapidi i canali di ingresso e di assunzione dei lavoratori stranieri. È necessario favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Infine, visto che il tema sta tornando d’attualità in questi giorni, chiediamo il ritorno ai voucher: in agricoltura non hanno mai sostituito lavoro dipendente ma hanno fatto emergere tipologie di attività marginali e occasionali, legate alla stagionalità. Senza questo strumento si rischia di scoprire il fianco allo sfruttamento, al lavoro nero e, appunto, a forme di caporalato».

 

Cia Veneto chiederà alla Regione la proclamazione dello stato di calamità naturale su tutto il territorio regionale. Il susseguirsi di violenti eventi atmosferici sta fiaccando il settore e mettendo in serio pericolo i raccolti, con una duplice conseguenza: l’abbattimento del reddito per gli agricoltori e il rischio di un aumento dei costi dei prodotti.

“È una stagione molto particolare dal punto di vista climatico - conferma il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - e che richiede interventi compensativi da parte degli enti preposti. In prospettiva dovremo aprire un tavolo di discussione sulla sostenibilità del nostro settore: il Veneto è terra di eccellenze (con vantaggi anche per i settori della ricettività e della ristorazione) e di produzioni fondamentali per la vita quotidiana, ma a redditività bassissima. A questo tema si associa quello della gestione del suolo: la nostra regione è sempre più impermeabile e cementificata e ormai ogni pioggia un po’ più violenta si traduce in danni per le colture e le abitazioni. Ci auguriamo di trovare interlocutori per intraprendere azioni concrete”.

Ecco le zone più colpite:

Rovigo: particolarmente colpito l’alto Polesine, questa volta più Lendinara e Badia Polesine che Lusia, con grandine sabato pomeriggio . Con la tromba d'aria di domenica 15 ora di è arrivati a quasi 200 aziende danneggiate tra colture e strutture.

Verona: danni a est, al confine con la provincia di Vicenza. Danni ai vigneti (nell’ordine del 50-70%) della zona Doc Soave e Pinot grigio a causa della grandinata di venerdì notte.

Padova: danni in centro e prima periferia su mais, serre e ortofrutta. Colpite anche Alta Padovana e zona Montagnana. Si stimano danni al 35% delle colture, centinaia di migliaia di euro.

«Si tratta di un passo avanti importante, e siamo contenti che sia stato accolto il nostro invito a rafforzare gli Spisal». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così la presentazione del Piano Strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della saluta e della sicurezza dei lavoratori” avvenuta oggi a Palazzo Balbi.
«Va dato atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia di non aver lasciato cadere nel vuoto le richieste, mosse da tutta l’opinione pubblica, di interventi per contrastare le morti sul lavoro. «Riteniamo che il numero dei controlli dello Spisal debba aumentare aumentato, sia in termini di operatori che di visite in azienda. A patto però che, a differenza che in passato, le visite non siano vessatorie o persecutorie, ma che siano improntate sulla formazione ed informazione dell'utente, per il bene stesso delle aziende e dei loro operatori».
L’agricoltura è uno dei settori più a rischio, secondo solo all’edilizia per numero di infortuni mortali. Ecco perché, secondo Cia Veneto, occorre compiere un secondo passo.
«Il nostro – conferma Passarini – è un settore a bassissima redditività ed il rinnovamento del parco macchine, strumenti ed attrezzature risulta difficile. Alla Regione Veneto chiediamo che si alleggerisca la burocrazia che riguarda i bandi che servono a trovare le risorse per investire nel miglioramento aziendale, e quindi anche nella sicurezza. Come associazione di categoria – conclude - ci siamo attrezzati con i corsi di formazione, dal primo soccorso alla responsabilità aziendale per la sicurezza, i patentini e tutto il resto.
Il piano di oggi – che rappresenta una novità a livello nazionale per l’ampiezza dei soggetti coinvolti e che speriamo possa essere adottato anche da altre regioni - va nella giusta direzione, perché occorre che tutti, a trecentosessanta gradi, intervengano per quanto di propria competenza».

 

Sabato, 21 Luglio 2018 14:30

Voucher, sì al ripristino

«Il ripristino dei voucher, strumento di valido ausilio all’emersione del lavoro sommerso e che si è rivelato di fondamentale importanza per molte forme di lavoro occasionale, sarebbe importantissimo per l’agricoltura veneta».
Lo dichiara il presidente della Cia Veneto Gianmichele Passarini, alla vigilia dell’arrivo alla Camera dei Deputati del Decreto Dignità con i suoi emendamenti. «L’avvio dell’iter di conversione in Parlamento offre l’occasione per adottare questa misura in tempi stretti».

Dopo la loro abolizione, si è creato un vuoto normativo per quanto riguarda il lavoro occasionale.
«L’agricoltura – conferma Passarini – paga colpe non sue, visto che con il vecchio regime pesava per il 6% sul monte voucher utilizzati. L’abuso di altri settori ora penalizza il nostro. Sosteniamo ogni iniziativa finalizzata a combattere lo sfruttamento della manodopera in agricoltura e, più in generale, qualsiasi fenomeno di lavoro irregolare che si traduca anche in concorrenza sleale verso quelle imprese che operano nella legalità. Nelle campagne è già iniziato il periodo delle grandi raccolte, siamo ormai prossimi all’inizio della vendemmia: dall’Amarone nel Veronese al Prosecco nel Trevigiano, c’è una maggiore richiesta di manodopera agricola. Auspichiamo un veloce intervento del Parlamento».

 

 

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Chi siamo

La Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto è la struttura della Cia che opera nel territorio veneto. È un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai governi, che lavora per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società, rappresentando oggi oltre 35.000 aziende.

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