CIA Agricoltori Italiani Veneto sta monitorando da ormai quasi 48 ore la situazione del maltempo sul territorio regionale. La prima parte della giornata di lunedì è stata vissuta con particolare apprensione nelle province di Belluno, Treviso e Venezia. «La rete idrica - conferma il presidente regionale Gianmichele Passarini- è in grande sofferenza. Non aiuta il vento di scirocco che riporta l'acqua verso l'interno. A peggiorare la situazione, la vastità di superfici impermeabili del nostro territorio». L'eccezionale ondata di piogge sta mettendo in ginocchio anche le produzioni agricole: il 20 per cento della soia - in Veneto ci sono quasi 140mila ettari coltivati - non è stato ancora raccolto e c’è un rallentamento nella semina del frumento (che nel 2018 e di 96.300 ettari).
«È molto importante che sia stata diramata la massima allerta in queste ore – aggiunge Passarini – e ci sia una mobilitazione così importante, Ma è arrivato il momento di cambiare approccio. Fino ad ora il problema del clima che cambia è stato affrontato in emergenza. Dobbiamo invece adattarci al cambiamento climatico. Ciò ribalterebbe la situazione e ci permetterebbe di ragionare in previsione di ciò che succederà, mettendo in campo la pianificazione sia di tecniche che di strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi. Superata questa emergenza, dovremo cambiare passo, mettendo attorno allo stesso tavolo gli agricoltori, gli esperti, i ricercatori e i decisori politici».

 

Venerdì, 19 Ottobre 2018 09:31

Pagamento anticipi PAC 2018

Agea ha comunicato i criteri per il pagamento dell’anticipo del 70% dei pagamenti diretti dal 16 ottobre 2018.

Con la Circolare n. 80665 del 16 ottobre 2018, Agea ha emanato le indicazioni per l’anticipo del 70% per i pagamenti diretti di cui al Reg. 1307/2013.

Agea e gli Organismi pagatori possono pertanto pagare un anticipo del 70% dei pagamenti, a partire dal 16 ottobre 2018.

I pagamenti che possono essere oggetto di anticipo sono quattro:

1. pagamento di base;
2. pagamento greening;
3. pagamento giovani agricoltori;
4. pagamento del regime dei piccoli agricoltori.

 

Martedì, 16 Ottobre 2018 10:38

Pensioni, le richieste di ANP ai parlamentari

Aumento delle pensioni minime da 502 a un minimo di 650 euro, come stabilito dalla Carta Sociale Europea. La quattordicesima per gli assegni sotto i 1.000 euro parte integrante del trattamento previdenziale. E poi ancora l’aumento della no tax area e l’inserimento dei lavoratori agricoli nell’elenco della categorie usuranti ai fini della concessione dell’Ape Sociale.
Sono solo alcune delle richieste mosse da ANP Veneto, l’associazione dei pensionati della CIA, che associa nella nostra regione più di 45mila persone. Il documento è stato illustrato a deputati e senatori del Veneto Occidentale; un nuovo incontro si svolgerà nei prossimi giorni con i parlamentari del Veneto Orientale.
«L’83% dei nostri pensionati – ha spiegato il presidente regionale di ANP Giuseppe Scaboro - vive con una pensione sotto i 1000 euro, con difficoltà ad arrivare a fine mese, a pagare le bollette della corrente elettrica e del gas, in particolare nei mesi invernali. Il 44% dei nostri soci vive con una pensione inferiore a 500 euro».
Dal canto suo, il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini ha aggiunto che «chi ora è in pensione ha lavorato sodo per costruire l’Italia e farla diventare il quinto Paese mondiale dal punto di vista economico. Per questo dobbiamo avere rispetto per gli anziani, ridare loro la dignità attraverso politiche di welfare che prevedano un aumento delle pensioni basse e un miglioramento della qualità della vita».
Ha espresso timore per la manovra che sta approntando il governo il presidente nazionale dell’Anp, Alessandro Del Carlo. «Siamo preoccupati oer l’aumento possibile del deficit: è impensabile che un governo non tenga conto dei costi che si avranno nel tempo. Inoltre non si sente più parlare di sanità e di finanziamenti per i pensionati. In una ottica generazionale, oltre che gli anziani, siamo preoccupati per il futuro dei giovani».
Tra gli interventi dei parlamentari, Daniela Sbrollini (PD) ha insistito proprio sul conflitto generazionale: «Lo si può eliminare – ha detto - solo investendo sul sociale e sulla sanità attraverso politiche non spot e propaganda ma strutturali, che guardino al futuro del Paese». Silvia Benedetti (Gruppo Misto) si è detta «favorevole ad un aumento delle pensioni minime, ma occorre la copertura finanziaria e attualmente, con le proposte che stanno venendo dal Governo, non sembra ci siano queste coperture».
Ha promesso ascolto e disponibilità per ulteriori incontri Erik Pretto, deputato Lega Nord.

 

 

Domenica, 14 Ottobre 2018 13:30

Veronese e Polesine, ok al ristoro dei danni

Con la dichiarazione di eccezionale avversità atmosferica la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha delimitato le aree del Veronese e del Polesine colpite dal maltempo del 16 luglio e del 13 agosto scorsi e ha attivato le procedure del Fondo di solidarietà nazionale per il ristoro dei danni alle aziende colpite. Il provvedimento individua le zone territoriali di alcuni comuni della provincia di Verona e Rovigo, dove, rispettivamente a seguito della tromba d’aria del 16 luglio 2018 e dei venti impetuosi del 13 agosto 2018, sono stati accertati danni al comparto agricolo a strutture non ammissibili ad assicurazione agevolata ed alle scorte.

Per il Veronese le località interessate sono: Erbè (località: Boschetti, Oni), Gazzo Veronese, (Olmo San Pietro, Rocanova), Nogara, (località: Campiol, Casoni, Montalto, Olmi), Sorgà (intero territorio comunale), Trevenzuolo (località Roncolevà). In provincia di Rovigo le località interessate sono: Adria (località di Spin, Case Matte, Sabbioni, Fasana e Campelli) e Pettorazza Grimani (località di Botti Barbarighe).

«La pubblicazione del decreto - spiegano i tecnici di CIA Veneto - consentirà alle imprese agricole danneggiate di presentare, agli sportelli di Avepa delle province interessate, richiesta di intervento a ristoro dei danni sulle strutture agricole non assicurabili ed alle scorte. L’intervento resta subordinato alle disponibilità di risorse sul Fondo di solidarietà nazionale. I nostri uffici sono a disposizione dei nostri soci per qualsiasi informazione».

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 14:43

Incontro sulle pensioni

Lunedì 15 ottobre, alle 10, presso l'azienda agrituristica "La Campagnola" di Ghizzole di Montegaldella (VI), ANP Veneto, l'associazione dei pensionati di CIA Veneto, incontrerà deputati e senatori per per parlare delle proposte in tema di sistema pensionistico, così come approvate dalla giunta nazionale dell'ANP. 

«Sarà l'occasione - spiega il presidente di ANP Veneto Giuseppe Scaboro - per poter esporre direttamente le richieste di adeguamento delle pensioni minime, in particolar modo delle pensioni dei lavoratori autonomi agricoli, e per porre l'attenzione sui temi della povertà e sulla necessità di adeguate politiche sociali».

Aprirà l'incontro il presidente di CIA Veneto Gianmichele Passarini e saranno presenti i dirigenti della CIA e dell’Associazione Pensionati del Veneto.

 

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:32

Alternanza Scuola Lavoro

C'è anche CIA Veneto tra i firmatari del protocollo d'intesa sulla Alternanza Scuola Lavoro, promosso dalla Regione Veneto e dall'Ufficio Scolastico Regionale in accordo con le associazioni datoriali e le categorie. La firma è in programma giovedì 11 ottobre presso l'ITS Marco Polo – Fondazione per la Mobilità Sostenibile di Venezia. 

«Siamo lieti di poter sottoscrivere questo accordo - spiega il presidente regionale Gianmichele Passarini - perché l'agricoltura di oggi è un mondo complesso, in cui lo studio e la preparazione possono fare la differenza. Cercheremo, attraverso la cabina di regia regionale e i tavoli provinciali, di fare incontrare le aziende agricole e il mondo scolastico: da anni si parla del nostro come di un settore che fa fatica a svecchiarsi, che attira pochi giovani. Esperienze come quelle dell'Alternanza Scuola Lavoro possono invece offrire uno spaccato più veritiero a tanti studenti e magari spingere qualcuno ad intraprendere questo percorso di vita».

 

L’INAIL, con la circolare n. 37 del 24 settembre 2018, informa che dal 1° ottobre 2018 è disponibile il servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio online per i datori di lavoro del settore agricoltura, il cui utilizzo sarà obbligatorio a partire dal 9 ottobre 2018. I soggetti tenuti all’adempimento dell’obbligo in questione sono i datori di lavoro inquadrati, ai fini previdenziali e assicurativi, nel settore agricoltura e registrati negli appositi archivi dell’Inps. Il suddetto Istituto, infatti, provvede sia alla riscossione dei contributi di previdenza e assistenza sociale e assicurativi, sia all’accertamento dell’appartenenza al settore agricoltura. La denuncia/comunicazione può essere effettuata anche dagli intermediari e dai loro delegati. Nei due allegati la nota integrale e la circolare dell’INAIL.

 

 

 

 

Mercoledì, 19 Settembre 2018 13:56

Cia al Flormart di Padova

2,5 miliardi e mezzo di fatturato, 27.000 aziende, 100.000 occupati: a livello nazionale il florovivaismo è un comparto fondamentale per il settore primario, e i numeri dicono lo stesso per ciò che riguarda il Veneto, dove il valore della produzione è in leggero miglioramento (209 milioni di euro a fine 2017), per un totale di 2.700 ettari coltivati e circa 1.500 aziende. Il quadro generale del florovivaismo è promettente, come hanno sottolineato esperti e rappresentanti istituzionali nell’ambito della tavola rotonda che oggi ha aperto l’edizione 2018 del Flormart, nei padiglioni di PadovaFiere. Esiste, però, un buon margine di miglioramento, soprattutto per ciò che riguarda l’attenzione che il mondo politico deve avere nei confronti di questo comparto, ben lontano dall’essere il ‘fanalino di coda’ dell’agricoltura: “I dati relativi al florovivaismo fotografano un comparto vivace, dalle grandi potenzialità – ha dichiarato il Presidente nazionale di CIA, Dino Scanavino -. Di certo è sottostimato l’apporto che il settore da alla buona organizzazione dei sistemi urbani e del paesaggio nel suo complesso, e proprio i florovivaisti intendono mettersi a disposizione delle amministrazioni per prendersi cura del territorio e incentivare il turismo”.

In Veneto, la produzione di fiori e piante (52,6 milioni di euro) e la produzione vivaistica (circa 29 milioni di euro) sono entrambe in leggero calo, mentre il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese ha quasi raggiunto i 128 milioni di euro (+1%).
La Regione mostra di considerare le notevoli capacità di sviluppo del florovivaismo: “Il Veneto è la prima regione d’Europa per investimenti nel settore – ha detto l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione -. E’ fondamentale fare rete anche in quest’ambito, perché il florovivaismo consente di garantire una tutela ancora maggiore del paesaggio, e ciò si ripercuote positivamente sul turismo, che rappresenta un comparto indispensabile per la nostra economia”.

In questo contesto generale, si inserisce anche Padova, che con 452 aziende è la prima provincia veneta nel settore del florovivaismo: nonostante il calo dello 0,9% registrato nell’ultimo anno nel numero di imprese, il comparto gode di buona salute in questa parte del territorio regionale. Per quanto riguarda le superfici investite, Padova registra una flessione significativa (780 ettari, -13,5%), ma si conferma comunque la provincia più importante del Veneto. In particolare, a livello padovano si sta già lavorando per valorizzare il settore e avvicinarlo sempre di più ai mercati esteri: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo, che ha come obiettivo quello di promuovere l’attività delle aziende e creare un marchio vendita.

“Il distretto di Saonara è tra i protagonisti del Salone, un’occasione per far conoscere agli operatori del settore le potenzialità del nostro territorio – commenta il Presidente provinciale di CIA, Roberto Betto -. Siamo fermamente convinti che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti, e che il comparto abbia voglia di vivacità e investimenti nel futuro. Il mercato interno sta andando bene, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero”.

 

«Bene il mercato interno, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero: spero che da questa edizione di Flormart vengano le ricette giuste per il settore del florovivaismo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, ha commentato così la presenza dell’associazione alla 69esima edizione del Flormart. «Il florovivaismo è un settore importante per gli agricoltori, e il mondo Cia è sensibile alle sue esigenze particolari». Passarini ricorda la forza del florovivaismo in particolare nel padovano e nel trevigiano. «Ma è un settore che ha necessità di investimenti: soprattutto l’esigenza è quella di trovare sbocco al di fuori del perimetro veneto e italiano. La nostra regione è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un saldo negativo tra importazione ed esportazioni. Per questo occorre lavorare per arrivare ad un marchio unico di qualità che riesca a far uscire il prodotto dal territorio. A livello padovano si sta già lavorando per questo: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo che ha come obiettivo quello di valorizzare il settore e creare un marchio vendita. Vedremo se il Salone porterà novità in questo senso: credo che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti».

 

Lunedì, 17 Settembre 2018 14:20

Cia Veneto al Flormart di Padova

«Bene il mercato interno, ma l’obiettivo è quello di sfondare all’estero: spero che da questa edizione di Flormart vengano le ricette giuste per il settore del florovivaismo». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, lancia così la presenza dell’associazione alla sessantanovesima edizione del Flormart, in programma dal 19 al 21 settembre a Padova. «Il florovivaismo è un settore importante per gli agricoltori, e il mondo Cia è sensibile alle sue esigenze particolari. Mercoledì ci sarà il nostro presidente nazionale Dino Scanavino alla tavola rotonda di apertura del salone». Passarini ricorda la forza del florovivaismo in particolare nel padovano e nel trevigiano. «Ma è un settore che ha necessità di investimenti: soprattutto l’esigenza è quella di trovare sbocco al di fuori del perimetro veneto e italiano. La nostra regione è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un saldo negativo tra importazione ed esportazioni. Per questo occorre lavorare per arrivare ad un marchio unico di qualità che riesca a far uscire il prodotto dal territorio. A livello padovano si sta già lavorando per questo: nell’area di Saonara è stato avviato il Distretto del Florovivaismo che ha come obiettivo quello di valorizzare il settore e creare un marchio vendita. Vedremo se il Salone porterà novità in questo senso: credo che l’unione faccia la forza, a vantaggio di tutti gli attori coinvolti».

Martedì, 11 Settembre 2018 11:59

Ancora incidenti sul lavoro

L’incidente di Torricelle, nel Veronese, in cui ha perso la vita un 38enne schiacciato da un trattore, riapre la piaga delle morti sul lavoro. Dobbiamo dare seguito al Piano per la sicurezza siglato in luglio.
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così l’ennesima morte bianca, che va a colpire proprio l’agricoltura.
«Nel nostro settore una percentuale di incidenti accade perché manca la cultura sulla sicurezza. Ci sono 90mila aziende con fascicolo aziendale, circa la metà sono iscritte alla Camera di Commercio, ma solo 20mila di queste fanno dell’agricoltura la loro attività principale o unica. Nelle aziende più strutturate, che possono far fronte ai costi della formazione, si riesce ad arrivare ai lavoratori in modo omogeneo, negli altri casi l’approccio culturale della sicurezza troppo spesso si perde».
Ecco perché, dopo l’assunzione dei 30 tecnici Spisal – primo passo del Piano approvato in Regione – Cia Veneto chiede che vengano avviati gli altri interventi.
«Bisogna puntare sulla formazione, attraverso la consulenza delle associazioni: dobbiamo imprimere in modo forte ai nostri soci la cultura della sicurezza, siano essi dipendenti o imprenditori. Inoltre sarebbe necessario un processo più strutturato e virtuoso per i finanziamenti, ad esempio attraverso i Piani di Sviluppo Rurale. Come associazione di categoria ci siamo attrezzati con i corsi di formazione, dal primo soccorso alla responsabilità aziendale per la sicurezza, i patentini e tutto il resto. Ma dobbiamo intervenire subito e tutti insieme, se vogliamo fermare la conta dei morti».

Venerdì, 31 Agosto 2018 16:53

Mipaaf: risarcimenti per aviaria del 2016

Sono state approvate, dal Comitato di gestione della Commissione Ue, eccezionali misure di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia, colpiti nel 2016 dall’influenza aviaria.

Il provvedimento prevede lo stanziamento di 11,1 milioni di euro, a cui si aggiungerà una pari cifra a carico del bilancio nazionale, a favore delle aziende che hanno subito danni indiretti dovuti a provvedimenti sanitari di restrizione alle movimentazioni degli animali e delle merci, fino alla data del 28 settembre 2017.

Il regolamento prevede una serie di indennizzi variabili, a seconda delle tipologie, per le perdite di produzione del pollame e dei riproduttori, per il prolungamento del periodo di allevamento e per l’eliminazione degli animali.

“L’Italia ha ottenuto in Europa un ottimo risultato. Con questo provvedimento, le aziende agricole coinvolte otterranno un congruo risarcimento per le perdite subite -ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio- tuttavia il negoziato con la Commissione non è ancora finito, ci stiamo battendo per ottenere un ulteriore sostegno, vista l’esigenza del settore produttivo, per il periodo successivo al 28 settembre 2017”.

«Le aziende Cia non useranno i voucher per la prossima vendemmia, semplicemente perché il Decreto Dignità non li hai reintrodotti».
Maurizio Antonini, direttore della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, ha raccolto in questi giorni la forte contrarietà degli associati rispetto alle misure del governo. «In effetti tutti speravamo che venissero reintrodotti i buoni lavoro così come li avevamo conosciuti. Ma la legge 96/2018 ha soltanto facilitato il ricorso al contratto telematico per le prestazioni occasionali ("Prest.o") dell'Inps. Si tratta di un contratto a tempo determinato, che - a fronte di un allungamento da 3 a 10 giorni del periodo in cui è possibile svolgere la prestazione - impone alle aziende un aggravo sia di burocrazia (iscrizione all'Inps, obblighi di comunicazione, ecc.) che di costi: al lavoratore vanno 9 euro l'ora, il costo aziendale è di circa 13 euro l'ora, cioè più cari dei contratti a tempo determinato classici. Crediamo che questa nuova disciplina non sia sufficiente a regolare in modo adeguato e soprattutto semplificato quelle prestazioni che si svolgono in maniera occasionale e discontinua, ma che sono ricorrenti in agricoltura. Seppure sia apprezzabile lo sforzo di differenziare l'agricoltura dal punto di vista dei limiti reddituali e più in generale lo sforzo del governo volto a colmare una lacuna normativa che, in vista delle prossime campagne di raccolta, avrebbe creato notevoli difficoltà al settore, vengono introdotti ancora una volta limiti soggettivi e ulteriori procedure che rischiano di ridurre l'impatto e l'efficacia della norma».

 

 

Con decreto del Direttore di AVEPA n. 139 del 02/0/2018 sono state approvate le assegnazioni supplementari di gasolio agevolato per l'irrigazione di soccorso.
Il decreto prevede che i supplementi di carburante per l'irrigazione di soccorso possono essere effettuati su tutto il territorio regionale ad esclusione della provincia di Belluno per le colture di primo e di secondo raccolto per un quantitativo massimo del 50% del valore tabellare al netto della riduzione del 23%.
Le assegnazioni possono essere effettuate fino alla data del 15 dicembre 2018.

 

Decreto

La Regione Veneto con Decreto direttoriale n. 79 del 24 luglio 2018 relativo alla disciplina dell’evoluzione del potenziale viticolo, ha assegnato alle aziende agricole le nuove autorizzazioni per nuovi impianti di viti per uva da vino campagna 2018,

Il decreto n. 79/2018 e l’Allegato A sono consultabili nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto di venerdì 27 luglio 2018 al seguente link:

Bollettino Regione Veneto

Martedì, 24 Luglio 2018 10:49

Tavolo regionale sul caporalato

«Un primo incontro positivo e costruttivo per contrastare il caporalato, il lavoro sommerso e lo sfruttamento delle persone».
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così l’incontro che si è svolto a Palazzo Balbi del tavolo regionale finalizzato al contrasto del caporalato in agricoltura.

«Il settore agricolo è tra quelli maggiormente esposti al rischio di irregolarità, per il carattere prevalentemente stagionale della domanda e per la difficoltà nel gestire i rapporti di lavoro con la manodopera. Purtroppo anche la campagna veneta è attraversata da situazioni al limite della legalità. Come associazione di categoria, siamo già impegnati per il contrasto a questo fenomeno, aderendo al progetto NAVE (Network Antitratta per il Veneto) e collaborando con realtà come Libera»

Al tavolo regionale Cia Veneto ha posto alcuni elementi di discussione.«Chiediamo – conferma Passarini – l’introduzione di un regime amministrativo e contributivo semplificato e meno oneroso per i rapporti di lavoro stagionali e di breve durata. Inoltre occorre rendere sempre più agevoli e rapidi i canali di ingresso e di assunzione dei lavoratori stranieri. È necessario favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Infine, visto che il tema sta tornando d’attualità in questi giorni, chiediamo il ritorno ai voucher: in agricoltura non hanno mai sostituito lavoro dipendente ma hanno fatto emergere tipologie di attività marginali e occasionali, legate alla stagionalità. Senza questo strumento si rischia di scoprire il fianco allo sfruttamento, al lavoro nero e, appunto, a forme di caporalato».

 

Cia Veneto chiederà alla Regione la proclamazione dello stato di calamità naturale su tutto il territorio regionale. Il susseguirsi di violenti eventi atmosferici sta fiaccando il settore e mettendo in serio pericolo i raccolti, con una duplice conseguenza: l’abbattimento del reddito per gli agricoltori e il rischio di un aumento dei costi dei prodotti.

“È una stagione molto particolare dal punto di vista climatico - conferma il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - e che richiede interventi compensativi da parte degli enti preposti. In prospettiva dovremo aprire un tavolo di discussione sulla sostenibilità del nostro settore: il Veneto è terra di eccellenze (con vantaggi anche per i settori della ricettività e della ristorazione) e di produzioni fondamentali per la vita quotidiana, ma a redditività bassissima. A questo tema si associa quello della gestione del suolo: la nostra regione è sempre più impermeabile e cementificata e ormai ogni pioggia un po’ più violenta si traduce in danni per le colture e le abitazioni. Ci auguriamo di trovare interlocutori per intraprendere azioni concrete”.

Ecco le zone più colpite:

Rovigo: particolarmente colpito l’alto Polesine, questa volta più Lendinara e Badia Polesine che Lusia, con grandine sabato pomeriggio . Con la tromba d'aria di domenica 15 ora di è arrivati a quasi 200 aziende danneggiate tra colture e strutture.

Verona: danni a est, al confine con la provincia di Vicenza. Danni ai vigneti (nell’ordine del 50-70%) della zona Doc Soave e Pinot grigio a causa della grandinata di venerdì notte.

Padova: danni in centro e prima periferia su mais, serre e ortofrutta. Colpite anche Alta Padovana e zona Montagnana. Si stimano danni al 35% delle colture, centinaia di migliaia di euro.

«Si tratta di un passo avanti importante, e siamo contenti che sia stato accolto il nostro invito a rafforzare gli Spisal». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così la presentazione del Piano Strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della saluta e della sicurezza dei lavoratori” avvenuta oggi a Palazzo Balbi.
«Va dato atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia di non aver lasciato cadere nel vuoto le richieste, mosse da tutta l’opinione pubblica, di interventi per contrastare le morti sul lavoro. «Riteniamo che il numero dei controlli dello Spisal debba aumentare aumentato, sia in termini di operatori che di visite in azienda. A patto però che, a differenza che in passato, le visite non siano vessatorie o persecutorie, ma che siano improntate sulla formazione ed informazione dell'utente, per il bene stesso delle aziende e dei loro operatori».
L’agricoltura è uno dei settori più a rischio, secondo solo all’edilizia per numero di infortuni mortali. Ecco perché, secondo Cia Veneto, occorre compiere un secondo passo.
«Il nostro – conferma Passarini – è un settore a bassissima redditività ed il rinnovamento del parco macchine, strumenti ed attrezzature risulta difficile. Alla Regione Veneto chiediamo che si alleggerisca la burocrazia che riguarda i bandi che servono a trovare le risorse per investire nel miglioramento aziendale, e quindi anche nella sicurezza. Come associazione di categoria – conclude - ci siamo attrezzati con i corsi di formazione, dal primo soccorso alla responsabilità aziendale per la sicurezza, i patentini e tutto il resto.
Il piano di oggi – che rappresenta una novità a livello nazionale per l’ampiezza dei soggetti coinvolti e che speriamo possa essere adottato anche da altre regioni - va nella giusta direzione, perché occorre che tutti, a trecentosessanta gradi, intervengano per quanto di propria competenza».

 

Sabato, 21 Luglio 2018 14:30

Voucher, sì al ripristino

«Il ripristino dei voucher, strumento di valido ausilio all’emersione del lavoro sommerso e che si è rivelato di fondamentale importanza per molte forme di lavoro occasionale, sarebbe importantissimo per l’agricoltura veneta».
Lo dichiara il presidente della Cia Veneto Gianmichele Passarini, alla vigilia dell’arrivo alla Camera dei Deputati del Decreto Dignità con i suoi emendamenti. «L’avvio dell’iter di conversione in Parlamento offre l’occasione per adottare questa misura in tempi stretti».

Dopo la loro abolizione, si è creato un vuoto normativo per quanto riguarda il lavoro occasionale.
«L’agricoltura – conferma Passarini – paga colpe non sue, visto che con il vecchio regime pesava per il 6% sul monte voucher utilizzati. L’abuso di altri settori ora penalizza il nostro. Sosteniamo ogni iniziativa finalizzata a combattere lo sfruttamento della manodopera in agricoltura e, più in generale, qualsiasi fenomeno di lavoro irregolare che si traduca anche in concorrenza sleale verso quelle imprese che operano nella legalità. Nelle campagne è già iniziato il periodo delle grandi raccolte, siamo ormai prossimi all’inizio della vendemmia: dall’Amarone nel Veronese al Prosecco nel Trevigiano, c’è una maggiore richiesta di manodopera agricola. Auspichiamo un veloce intervento del Parlamento».

 

 

Venerdì, 13 Luglio 2018 11:04

PINOT GRIGIO : STOCCAGGIO 2018

La Regione Veneto con proprio decreto porta a conoscenza la filiera vitivinicola regionale della richiesta del Consorzio di tutela Vini DOC “delle Venezie” di stoccare, ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 39, comma 4 della Legge 238/2016, una quota dei vini atti alla produzione di Pinot grigio “delle Venezie“ DOC, ottenuti dalla vendemmia 2018.

Nell’ultimo anno il vigneto “bio” ha sfondato quota 100 mila ettari di superficie in Italia e le vendite nella Gdo hanno segnato un aumento superiore al 40%.
Per accompagnare lo sviluppo del settore, accanto al Regolamento Ue 848/2018, arriva al traguardo il Decreto Ministeriale (DM) che disciplina il vino biologico: le nuove regole, pubblicate a fine giugno in Gazzetta Ufficiale, recepiscono il Testo Unico del Vino.


Tenendo conto della nuova norma Ue orizzontale, il settore vitivinicolo biologico risponde al Reg. (CE) 203/2012, norma verticale recepita in Italia con il DM 12 luglio 2012 che, dal 1° agosto 2012, ha introdotto (dopo anni di attesa) i requisiti qualitativi e la disciplina di certificazione, oltre che per il vigneto, anche per il processo di cantina.
Spetta alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano determinare i criteri che giustificano, in caso di condizioni meteorologiche eccezionali, l’impiego di dosi di anidride solforosa oltre i limiti previsti per i vini biologici dal Reg. (CE) 606/2009. Ma ciò dovrà avvenire, precisa il DM 8 maggio 2018, sulla scorta di quanto previsto da specifiche Linee Guida che, entro fine agosto 2018, dovranno essere emanate dal MiPAAF in accordo con le Regioni.


Per quanto riguarda invece la procedura di utilizzo di sostanze per uso enologico non ottenute con metodo biologico, l’operatore è autorizzato a impiegare le corrispondenti sostanze non biologiche dopo aver interpellato, con esito negativo, due – e non più tre come previsto dal precedente DM – fornitori di prodotti biologici

Decreto Ministeriale

Sabato, 07 Luglio 2018 08:47

Grano duro, si rafforza la filiera

Si rafforza, con l’ingresso di due nuovi partner il patto di filiera tra mondo agricolo e cooperativo e industria di trasformazione per aumentare la disponibilità di grano duro italiano di qualità e sostenibile, che ha l’obiettivo di sostenere gli agricoltori e rafforzare la competitività della pasta italiana.

Stamattina a Roma è stato siglato un protocollo di intesa tra Assosementi, l’Associazione che rappresenta a livello nazionale l’industria sementiera, COMPAG, la Federazione Nazionale Commercianti di Prodotti per l'Agricoltura, che si aggiungono ai firmatari del primo patto di filiera (del dicembre scorso) al quale hanno aderito AIDEPI - Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri – Confederazione Produttori Agricoli e ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia. Presenti alla firma, tra gli altri, il presidenti di AIDEPI Paolo Barilla e il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini, in qualità di componente della Giunta nazionale della Cia –Agricoltori Italiani. Con le adesioni di Assosementi e COMPAG, la filiera viene così rappresentata in tutte le sue fasi, dal seme di grano al pacco di pasta.

In Italia ci sono 1,28 milioni di ettari coltivati a grano duro. A fronte di un leggero calo della superficie (-1,8% rispetto all’anno scorso), la produzione attesa è di 4,2 milioni di tonnellate.

In Veneto quasi 15mila ettari sono destinati a questa coltivazione e la produzione sfiora le 100.000 tonnellate. Nel complesso la resa di produzione è stata molto buona anche dal punto di vista qualitativo (+18,7% tra il 2017 e il 2016). Ma la superficie coltivata a frumento nella nostra regione ha subito una forte contrazione, scendendo del 33% in un anno.

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«Nel corso degli ultimi anni – spiega Passarini - i prezzi di mercato, ben al di sotto dei costi di produzione, insieme alla forte volatilità sui mercati internazionali, hanno messo a dura prova i produttori di grano duro italiano. L’incertezza sui prezzi condiziona le scelte imprenditoriali agricole e non aiuta la filiera ad avere un prodotto di qualità, costante nel tempo. La pasta italiana rappresenta l’eccellenza del Made in Italy e ha bisogno di una filiera forte e organizzata per poter competere al meglio nei mercati nazionali e internazionali. Il protocollo di intesa, tra le maggiori organizzazioni di rappresentanza del settore, segna un punto importante per rilanciare la filiera grano duro/pasta simbolo di qualità e di successo dell’Italia nel mondo».

Il protocollo d’intesa è una risposta concreta, volontaria e “di squadra” alle criticità di filiera che ostacolano la crescita del settore. Siamo primi nel mondo per produzione (3,3 milioni di tonnellate annue) e export di pasta (2 milioni di tonnellate), ma questo primato è a rischio. In primo luogo, la forte concorrenza internazionale di Turchia e Egitto, che pur con un prodotto di qualità inferiore stanno erodendo quote di mercato alla pasta italiana, forti anche del supporto dei rispettivi governi. Inoltre, un debole sostegno da parte del sistema Paese in Italia ha sensibilmente concorso nel tempo a scavare un solco, in termini di competitività, crescita e sostegno all’export, tra l’agroindustria pastaria italiana e quella europea ed extra europea.

infografica filiera grano pasta

Mercoledì, 04 Luglio 2018 15:27

Parchi regionali, l'audizione di Cia Veneto

Parchi regionali, Cia Veneto chiede il coinvolgimento degli agricoltori negli organi di gestione.
È questa la posizione che è stata espressa nella audizione in Seconda Commissione del Consiglio Regionale Veneto, che sta esaminando i progetti di legge sulle “Norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei Parchi Regionali”.
«La valutazione delle proposte di legge 143 e 217 è positiva – spiega il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini - ma consideriamo carente l’attenzione al ruolo che l’agricoltura svolge all’interno delle aree parco. Per permettere agli agricoltori di esplicare pienamente il proprio ruolo attivo nella gestione del territorio e nella tutela e valorizzazione ambientale, occorre valorizzarne il ruolo e coinvolgerli negli strumenti di gestione e nei progetti di tutela e valorizzazione».
Spesso i motivi di contrasto e insofferenza in taluni ambiti protetti, insorgono a causa dell’incremento di specie selvatiche, non sempre appartenenti a specie autoctone, che arrecano ingenti danni alle coltivazioni e agli allevamenti, indennizzati spesso tardivamente e solo parzialmente.
«Il testo proposto non considera le rappresentanze agricole all'interno della “Comunità del Parco” (che è l’organo di indirizzo politico-amministrativo) relegando le realtà agricole dei territori ancora solo alla “Consulta”, che si limita a svolgere un compito propositivo e consultivo. Chiediamo di conseguenza una presenza almeno nella compagine della Comunità del Parco».
Sempre in tema di governance, Cia Veneto chiede che la legge preveda un concorso per la scelta del Direttore del Parco, che dovrà essere una persona «con esperienze specifiche nel settore».

Venerdì, 08 Giugno 2018 14:04

Contratto, Cia Veneto apre al dialogo

Passarini«Nessuna rottura con le organizzazioni sindacali: solo una sospensione della trattativa, con la nostra piena disponibilità a riaprire il confronto e chiudere la discussione sul rinnovo del contratto».
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta così lo sciopero annunciato dalle categorie dei lavoratori agricoli di Cgil,Cisl e Uil, proclamato per il prossimo 15 giugno. «Da parte delle associazioni di categoria, ed in particolare di Cia, c’è stata massima apertura alle proposte giunte dal sindacato, molte sono state accettate nel corso di questa trattativa. Ma ci sono due punti che riteniamo imprescindibili. Il primo riguarda la rigidità sull’orario giornaliero di lavoro, previsto in sei ore e trenta. Credo sia l’unico ed ultimo contratto nazionale a prevedere una norma così ferrea. Siccome il lavoro agricolo è legato a molteplici fattori (climatici, produttivi, ecc.), noi chiediamo di fissare una durata settimanale, da distribuire però a seconda delle necessità. Quella eccessiva rigidità diventa anche un rischio ed un onere per le aziende, in termini di controlli da effettuare (e di possibili multe in caso di sforamento)».
La seconda questione è quella del salario minimo. «A livello nazionale – conferma Passarini – sta cambiando il quadro legislativo. Non sappiamo né quando né come verrà applicato un salario minimo promesso dal Governo. Pensiamo sia bene tutelare i nostri lavoratori prevedendo questo aspetto nel contratto, senza aspettare che ci venga imposto da fuori». Il presidente di Cia Veneto auspica comunque una ripresa delle trattative già dopo l’agitazione degli operai agricoli. «Ci sono ancora molti punti da trattare, a partire da quello delle retribuzioni: cerchiamo di pensare agli interessi degli agricoltori superando questi ostacoli».

Giovedì, 21 Giugno 2018 14:03

Approvato il CCNL degli operai agricoli

«Con il confronto e con il dialogo si raggiungono sempre gli obiettivi. Siamo lieti che - con senso di responsabilità - le categorie dei lavoratori agricoli di Cgil, Cisl e Uil e le associazioni di rappresentanza abbiano raggiunto l’accordo sul rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli».
Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto, commenta con soddisfazione il rinnovo del contratto nazionale, avvenuta due giorni fa a Roma.
«Da parte delle associazioni di categoria, ed in particolare di Cia, c’è stata massima apertura alle proposte giunte dal sindacato. Siamo lieti che uno dei punti a noi più cari sia stato accettato: una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro, la cui applicazione verrà demandata alla contrattazione provinciale. L’orario rigido giornaliero era una forzatura: il lavoro agricolo è legato a molteplici fattori (climatici, produttivi, ecc.), per cui occorre una certa elasticità. Altra conquista importante è la possibilità per le imprese o gruppi d’imprese, pluri-localizzate in più regioni/province, di applicare un unico contratto aziendale anziché dover applicare una pluralità di contratti provinciali».
Il presidente di Cia Veneto sottolinea anche che è soddisfacente l’aumento salariale previsto dal contratto: dell’1,7% dal 1° luglio 2018 e dell’1,2% dal 1° aprile 2019. «Questi aumenti potranno partire già dal 1° luglio: un buon segnale per il settore».

«Dieci anni alla guida di Donne In Campo, dieci anni al servizio dell’agricoltura al femminile.
Non basteranno queste poche parole per ringraziare Mara Longhin per il suo impegno alla presidenza dell’associazione della Cia dedicata all’imprenditorialità femminile».
Gianmichele Passarini, presidente di Cia - Agricoltori Italiani Veneto, saluta così l’avvicendamento al vertice di Donne in Campo tra Mara Longhin e Pina Terenzi.
«Quelli di Mara – sottolinea il presidente regionale della Cia – sono stati due mandati intensi, difficili, negli anni in cui la crisi economica ha stravolto la nostra società.
Con forza, costanza e determinazione Mara non si è mai persa d’animo, riuscendo a fare conquistare alle donne dell’agricoltura forza e consapevolezza. Ho apprezzato, nella sua relazione, il passaggio sul futuro: “Donne in campo è il contenitore dove tutte noi coltiviamo con cura devota l’atto creativo di immaginare il futuro, di saper rappresentare e richiamare la memoria storica, attualizzarla nella dimensione presente e proiettarla creativamente nel futuro. E’ questo il processo femminile messo in atto dalle agricoltrici nella loro funzione di rappresentanza”.
E allora il mio augurio è che anche nel futuro Donne in Campo, Cia Veneto e Cia Venezia – visto che la sua azienda è in quella provincia – possano contare sulla bravura e sulla preparazione di Mara».

Gli allevamenti a cielo aperto garantiscono prodotti salubri alla popolazione, e non sono la causa del diffondersi dell’influenza aviaria.

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Chi siamo

La Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto è la struttura della Cia che opera nel territorio veneto. È un’organizzazione laica, autonoma dai partiti e dai governi, che lavora per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società, rappresentando oggi oltre 35.000 aziende.

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